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LA XYLELLA ATTACCA I VIGNETI ALLARME ROSSO 

LA XYLELLA CHE COLPISCE LE VIGNE E’ ARRIVATA IN PORTOGALLO NEL 2023, PROVIENE DAGLI USA E IN CALIFORNIA HA DISTRUTTO 35.000 ETTARI DI VIGNA. VA FERMATA SUBITO

Xylella- manifestazione sulle foglie di vite della malattia di Pierce

Xylella- manifestazione sulle foglie di vite della malattia di Pierce

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

2023 anno terribile per i vignaioli italiani che dopo la peronospora ora devono affrontare una nuova incognita: la Xylella fastidiosa. E’ un batterio che attacca la vite e la fa morire in due anni. Da tempo è diffusa in USA dove causa danni per milioni di Dollari ogni anno e la distruzione di 35mila ettari di vigne in California. E’ arrivato in Europa nella primavera 2023, le prime viti infette sono state trovate in Portogallo. La Xylella è difficilmente arginabile come ben sanno i coltivatori di olivi pugliesi che hanno visto seccare le loro piante centenarie. Nel caso dell’olivo si tratta della Xylella fastidiosa pauca che attacca anche agrumi, mentre la variante che attacca la vite ha il nome Xylella fastidiosa fastidiosa e colpisce anche mandorlo, acero, ciliegio, erba medica e molte altre piante.

BRUNELLO CONTRO ROSSO DI MONTALCINO

I DUE VINI DI MONTALCINO POSSONO FARSI CONCORRENZA? DAL THE WALL STREET JOURNAL ARRIVA UNA PROVOCAZIONE CHE NELLA TERRA DEL BRUNELLO TROVA POCHI SOSTENITORI

 

Rosso-di-Montalcino-DOC-2020-BIO

Rosso-di-Montalcino-DOC-2020-BIO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Esistono territori del vino in cui c’è una concorrenza interna alla stessa denominazione. Penso al Collio, ad esempio, che viene declinato in base ai vitigni per cui nel listino della stessa cantina ci sono molti vini più o meno allo stesso prezzo: Collio Friulano, Collio Chardonnay, Collio Pinot bianco, Collio Ribolla, Collio Riesling …. Ho sempre pensato che una simile situazione fosse problematica a causasse più danni che benefici. Forse mi sbaglio, forse è un modo per vendere più bottiglie …. Ma io ho sempre pensato che l’approccio giusto fosse quello di costruire la produzione enologica di una zona a grande vocazione come una piramide qualitativa e di prezzi in modo da avere vini per tutte le occasioni e per tutte le tasche senza che si cannibalizzassero a vicenda.

AUMENTI DEI PREZZI DEI VINI COME DOVE E PERCHE’

IL MERCATO DEL VINO IN GROSSISSIMA DIFFICOLTA’ IN TUTTO IL MONDO E SU TUTTE LE TIPOLOGIE MENTRE I PREZZI SULLO SCAFFALE SALGONO E SOLO LA NUOVA ZELANDA HA SUCCESSO

prezzo del vino nel mondo dove cala e dove cresce

prezzo del vino nel mondo dove cala e dove cresce

di Donatella Cinelli Colombini #winedestiation

Gli elementi da considerare sono molti: i costi di produzione del vino sono molto aumentati, l’invenduto nelle cantine è a livello più alto degli ultimi anni, i consumi interni e le esportazioni sono in discesa, infine la vendemmia 2023 è in netto calo anche se le stime Assoenologi UIV parlano solo del 12% cioè 6 milioni di ettolitri.

SCENARIO MONDIALE MOLTO CRITICO

Una tempesta perfetta che sta penalizzando produttori e consumatori.
L’attuale scenario critico probabilmente non si evolverà in modo positivo nel breve termine. Infatti le sue cause sono stabili. Il cambiamento climatico che mette alla fame una parte del mondo più povero e causa disastri in quello più ricco. La guerra in Ucraina che ormai è diventata di logoramento reciproco. L’inflazione e il conseguente aumento del costo del denaro che hanno un effetto svuota-tasche per i consumatori di tutto il mondo.

LA LUCE DEL BRUNELLO IN UN 2023 DIFFICILISSIMO

IL BRUNELLO E’ IL PIU’ PRESENTE NELLE CARTE DEI VINI DEI RISTORANTI USA MA L’EXPORT DEI VINI FERMI ROSSI ITALIANI VA MALE SOPRATTUTTO IN CANADA -17% E IN USA -10%

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Sorpasso del vino premium italiano nell'export-Violante-Cinellicolombini-in-USA

Il Brunello vino rosso italiano più presente nella lista dei vini dei ristoranti

Meno male che il Brunello ha ancora la sua forza affascinatoria. Meno male che gli stranieri sono tornati salvando una stagione turistica penalizzata dalle tasche vuote di tantissimi italiani.

FORTE CALO DELL’EXPORT DEI VINI ROSSI DOP VERSO USA E CANADA

2023 anno durissimo su tutti i fronti. Il valore dell’export del primo semestre ha segnato una battuta d’arresto, la prima dopo molto tempo, soprattutto a causa del calo di esportazioni delle Dop rosse. Anche i volumi vanno male -1,4% rispetto al 2022 ma addirittura senza lo sfuso le cose andrebbero ancora peggio – 4%. Questi i dati preoccupanti comunicati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly con  una sola scintilla positiva: piccolo aumento del prezzo medio, che passa da 3,60€ al litro a 3,64. Pochissimo rispetto all’aumento dei costi registrato quest’anno ma è pur sempre un aumento.
Va male l’export delle Dop rosse -10% a volume con due mercati in grande difficoltà Canada (-17%) e Stati Uniti (-10%). La Cina continua a calare gli acquisti -30% ed è davvero scoraggiante.
Tengono ancora gli spumanti che crescono in valore +3,3% e calano in volume -4% con una dinamica commerciale che va verso bottiglie migliori e il riposizionamento geografico del Prosecco con meno USA, Uk e più Francia e Germania.

LA LUCE GIUSTA PER ASSAGGIARE IL VINO

PER ASSAGGIARE SERVONO LUCI NATURALI O SOFFUSE CHE ATTIVANO SPECIALI CELLULE DELL’OCCHIO E INNESCANO UN’ATTITUDINE POSITIVA VERSO L’APPREZZAMENTO DEL VINO

 

luce naturale o soffusa per apprezzare il vino

luce naturale o soffusa per apprezzare il vino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Sapevamo da tempo che le luci colorate non facilitano la degustazione mentre l’assaggio all’aperto, soprattutto davanti a bei panorami, facilita un giudizio positivo del vino. Questo perché la degustazione assolutamente oggettiva, priva di influenze, non esiste. Seguiamo Vincenzo Russo massimo esperto di Neuromarketing del vino e docente alla IULM di Milano, nelle sue pillole di psicologia dei consumi, pubblicate in Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso.

EFFETTO DEL SUONO E DELLA LUCE SULLA PERCEZIONE DEL VINO

I suoni alterano la percezione del gusto ma le luci sono altrettanto importanti. Ecco che “l’effetto Lafite” cioè la musica importante come Mozart o Chopin, spinge il consumatore ad assumere comportamenti da upper class e spendere di più, mentre le luci forti da sala operatoria hanno esattamente l’effetto opposto. <<Già nel 1969, il ricercatore Sommer aveva dimostrato che proprio questo genere di luce riduce i margini economici, poiché riduce il tempo di permanenza nel ristorante e di conseguenza anche dei consumi>>.

COME FAR USCIRE LA BOTTIGLIA DALLO SCAFFALE

Le bottiglie che escono dallo scaffale: indicazioni pratiche di Vincenzo Russo. L’etichetta fa vedere la bottiglia ma le spiegazioni convincono il consumatore

 

vincenzo_russo_donatella_cinelli_colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini  #winedestination 

Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso dedica un numero monografico al neuromarketing del vino riunendo gli articoli di Vincenzo Russo Professore della IULM di Milano e massimo esperto italiano della materia. Qui riunisco qualche perla su come far uscire una bottiglia dallo scaffale di vendita.
Prima cosa, la visibilità di una bottiglia sullo scaffale varia in base al colore, alla forma o alla texture dell’etichetta. Ma a volte basta cambiare il colore della capsula per aumentare la capacità di attrarre l’attenzione.
In secondo luogo è importante la coerenza fra l’immagine e il gusto. In altre parole un’etichetta rossa o bordeaux in un vino destinato ad essere servito fresco con il pesce può lasciare sconcertati.
Dopo che il vino ha attratto l’attenzione è indispensabile convincerlo a comprarlo.

MONTEPULCIANO DELLA DISCORDIA

IL CONSORZIO ABRUZZESE VORREBBE L’ESCLUSIVA DEL NOME, MA MARCHE, PUGLIA E SOPRATTUTTO IL CONSORZIO DEL VINO NOBILE DANNO BATTAGLIA

Montepulciano un vitigno che da il nome a una denominazione e d è omonimo della città del Vino Nobile

Montepulciano un vitigno che da il nome a una denominazione e d è omonimo della città del Vino Nobile

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il Montepulciano d’Abruzzo è un lago di vino: oltre 800.000 ettolitri certificati e 9.600 ettari rivendicati un export del valore di 229 milioni di Euro quindi un colosso in termini produttivi…  ma basta guardare lo scaffale di un qualunque supermercato per rendersi conto che i prezzi unitari delle bottiglie sono davvero bassi.

IL CONSORZIO MONTEPULCIANO CHIEDE L’ESCLUSIVA DELL’USO DEL NOME

Lo scontro nasce dalla richiesta del presidente del Consorzio abruzzese Carlo Alberto Panont di usare in esclusiva il nome Montepulciano.

Prima ancora, nasce dall’uso del nome del vitigno come nome della denominazione. Una scelta che apre le porte a problemi di difficile soluzione, per non parlare della “perla del Cinquecento” – la bellissima cittadina di Montepulciano e del suo Vino Nobile. Se c’è qualcuno danneggiato dall’omonimia sono sicuramente i miei amici toscani. Nel 2008 ci fu un problema simile con il Tocai e i produttori del Friuli Venezia Giulia furono costretti a ribattezzare il vino Friulano a causa delle pressioni degli ungheresi che difendevano il toponimo Tokaij. A Montalcino abbiamo sempre evitato di chiamare il clone di Sangiovese che utilizziamo con la parola Brunello proprio per evitare problemi simili a quelli di cui stiamo parlando. 

PARLARE DI VINO ONLINE E’ ANCORA PERMESSO?

IL VINO CON IL BAVAGLIO: LA FRANCIA IN GUERRA CONTRO I WINE INFLUENCER E IL REPORT OMS “VINO&SALUTE” DETTA LE REGOLE PER I GIORNALISTI DEL VINO

Addictions France denuncia Dom Pérignon per la cuve dedicata a Lady Gaga

Dom Perignon e Lady Gaga denunciate da Addictions France

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La cosa strana è che l’attacco alla comunicazione del vino non ha eguali in altri settori, infatti  è possibile promuovere carne rossa o alimenti ricchi di grassi insaturi, che sono sicuramente poco salutari, senza alcun problema. Loredana Sottile, nel suo bellissimo pezzo su “Trebicchieri” settimanale economico del Gambero Rosso, riprende le dichiarazioni di Krystel Lepresle su “Vitisphere” che parlano di una crociata proibizionista collegata a <<una lobby antialcol infiltrata a tutti i livelli delle istituzioni europee>>. Il riferimento è alla Global Alcohol Policy Alliance o all’organizzazione Movendi International, ovvero l’ex Ordine Internazionale dei Buoni Templari. <<Questa lega evangelica della temperanza, creata nel 1851, ha svolto un ruolo importante nell’istituzione del proibizionismo americano e continua a lavorare per l’avvento di un mondo finalmente libero da tutte le bevande alcoliche>>.

FINALMETE L’ITALIA ESPORTA SOPRATTUTTO VINO DI LUSSO

Nel 2022 è avvenuto, nell’export italiano, lo storico sorpasso dei vini premium e super- premium (cioè oltre i 6€) su quelli “primo prezzo”. Grande risultato

 

Sorpasso del vino premium italiano nell'export-Violante-Cinellicolombini-in-USA

Sorpasso del vino premium italiano nell’export-Violante-Cinellicolombini-in-USA

Di Donatella Cinelli Colombini

Era una notizia che tutti aspettavano da tempo perché l’Italia è sempre stato un colosso nei volumi di vino prodotto, ma non certo nel business. Nel periodo fra il 2001 e il 2021 il prezzo medio del vino italiano è passato dal 1,88 Euro a bottiglia ai 2,84. Contemporaneamente i vini francesi sono passati da 2,56 Euro a 5.
I campioni di prezzo, oltre ai francesi, sono i californiani e i neozelandesi mentre i produttori italiani e spagnoli hanno preso sempre e solo spiccioli.

 

 

NEL 2022 IL SORPASSO DEI VINI PREMIUM SUI VINI PRIMO PREZZO ESPORTATI

Finalmente, nel 2022, qualcosa è cambiato. L’Osservatorio Uiv ci mostra un panorama a luci ed ombre con i vini fermi italiani che perdono il 5% del loro business mondiale, ma all’interno di questa tipologia i premium occupano il 52% mentre l’entry level il 48%. In pratica i vini fermi super-premium che escono di cantina a un prezzo superiore ai 9€ (mamma mia, i miei sono tutti più cari!) hanno quadruplicato il volume, con una crescita media annua del 13%.

PIWI I GRANDI VINI ITALIANI E LO CHAMPAGNE

In Francia lo Champagne fa da battistrada all’introduzione dei PIWI – viti resistenti ai funghi-  e in Italia Attilio Scienza ci presenta il Piwi Sangiovese

 

scheda-sangiovese-resistente Sanguis Jovis Banfi

scheda-sangiovese-resistente Sanguis Jovis Banfi

Di Donatella Cinelli Colombini

Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura all’Università degli Studi di Milano e super esperto del vigneto Italia, spiega nel Trebicchieri, settimanale economico del Gambero Rosso, la situazione a 13 anni dall’iscrizione dei Piwi nel Registro nazionale delle varietà ammesse:  << la coltivazione di questi vitigni resta ancora concentrata nel Triveneto e in Lombardia>>.

Mugugna il professore ma gioiscono gli scettici contrari al cambiamento e soprattutto all’utilizzo di organismi “modificati”.

Ma nel resto del mondo le cose non rimangono ferme. L’Unione Europea ha dato il suo via libera all’utilizzo dei vitigni resistenti nella produzione dei vini con denominazione. Infatti, come ha chiarito il Professor Cesare Intrieri << la nuova disposizione comunitaria stabilisce ora che la “denominazione di origine” serve a designare un vino ottenuto “da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis”>>.

PRE-SUASION COME ADESCARE PREVENTIVAMENTE IL CLIENTE

Da Vincenzo Russo, guru del Neuromarketing del vino, arriva la “persuasione preventiva per la vendita” che distingue i venditori e i marketer di successo

 

PRE-SUASION-come-accalappiare-il-clienti-prima-di-proporgli-di-comprare

PRE-SUASION-come-accalappiare-il-clienti-prima-di-proporgli-di-comprare

di Donatella Cinelli Colombini

Come ogni estate Trebicchieri, settimanale economico del Gambero Rosso, ci propone delle utilissime perle di neuromarketing scritte da  Vincenzo Russo, Docente alla IULM di Milano. Questa volta il tema è nuovo e intrigante: come spianare la strada preventivamente alla relazione che porta alla vendita o al consenso. Cioè come fare persuasione preventiva – PRE -SUASION.

 

PRE-SUASION CIOE’ LA PERSUASIONE PREVENTIVA CHE FAVORISCE LA VENDITA

Il punto di partenza è uno studio di Naomi Mandel e Eric Johonson del 2002 e riguarda la comunicazione e vendita online. I due ricercatori hanno lavorato su dei divani costruiti in base a criteri di massimo confort ma che, purtroppo, venivano percepiti come molto cari.

Tendenze: vino da investimento e stampa digitale

Le nuove frontiere del collezionismo del vino passano anche dal packaging per serie limitate e da un’app per comprare e conservare il vino da investimento

 

Vindome-NUOVE-TENDENZE-app-per-investire-in-vino

Vindome-NUOVE-TENDENZE-app-per-investire-in-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Bottiglia croce e delizia dei produttori di vino. Gran parte dell’impronta carbonica del vino deriva dal vetro, è un imballaggio pesante da trasportare, ma ha anche dei grandi pregi: è riciclabile e assolutamente sicuro per il liquido all’interno.

 

NUOVE TEDENZE DEL VINO, LA STAMPA DIGITALE DELLE BOTTIGLIE DI VETRO

O-I Expressions-STAMPA-DIGITALE-NUOVA-TENDENZA

O-I Expressions-STAMPA-DIGITALE-NUOVA-TENDENZA

Per capire le nuove tendenze delle bottiglie da vino Trebicchieri, settimanale economico del Gambero Rosso, ha interpellato Ernesto Ghigna, European Wine Marketing Manager O-I.
O-I è la sigla che significa Owens-Illinois e indica il più grande produttore mondiale di contenitori di vetro. Nel 2020 ha avuto ricavi pari a 6,1 miliardi di dollari. Nel pianeta, un contenitore in vetro su due nasce negli stabilimenti O-I, dalle sue affiliate o dai suoi licenziatari. In Italia O-I produce 5 miliardi di contenitori in vetro l’anno.
Quando un colosso multinazionale di queste dimensioni si occupa di decorazione digitale significa che la nuova tendenza presto diventerà parte della civiltà globale, un must su cui tutta la filiera produttiva dovrà ragionare. Fin ora la stampa digitale del vetro era il look premium di edizioni limitate come quelle Bacardi. Ma scopriamo che può diventare un packaging adatto a molte piccole serie di fine wines.

 

Perché bellezza e bei racconti fanno vendere il vino

Lo shopping cresce grazie all’ossitocina detta “ormone della fiducia” che viene liberata da esperienze piacevoli come lo storytelling o il bel paesaggio

 

Neuromarketing-per-il-vino-2020-da-Vincenzo-Russo

Neuromarketing-per-il-vino-da-Vincenzo-Russo

Di Donatella Cinelli Colombini

Ancora una perla di saggezza di Vincenzo Russo, Coordinatore Centro di Ricerca Neuromarketing Behavior and Brain Lab Iulm di Milano. Il Professor Russo fornisce la spiegazione scientifica del perché illustrare al consumatore le caratteristiche enologiche dei polifenoli dall’uva di Sangiovese per il futuro Brunello 2021 è molto meno efficace del racconto della spaventosa gelata nelle prime notti di aprile. Descrivere la collina di Montalcino illuminata dai fuochi dei vignaioli e la successiva vendemmia con grappoli piccoli come quelli del Pinot Noir è molto coinvolgente e toccante. La lotta dei vignaioli per le loro vigne è qualcosa di epico che fa apparire il futuro Brunello 2021 come un condensato di passione e attaccamento alla terra.

 

VINCENZO RUSSO E LO STORYTELLING

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Questo è lo storytelling, cioè la narrazione empatica capace di <<emozionare e creare engagement>> di cui parla il Professor Russo.
Applicarla è difficile perché i produttori non sono attori. Secondo me oltre alla capacità drammaturgica richiede anche altre due componenti: la sincerità e il coraggio di uscire dal coro mostrando aspetti che fanno parte della propria storia personale e delle proprie convinzioni. E’ difficile perché i produttori sono abituati a cercare i propri distinguo nella vigna oppure nella tecnica produttiva ma, nella vendita o nella comunicazione, ha un effetto persuasivo più potente rispetto ai metodi usati fin ora.

 

Luigi Moio presidente OIV

L’Organizzazione internazionale della vigna e del vino è l’ONU del vino cioè dove avvengono fatti gli accordi internazionali ed è guidata dall’italiano Luigi Moio

lieviti indigeni o industrali opinione di Luigi Moio

Luigi Moio-Presidente-OIV

Di Donatella Cinelli Colombini

Quando dico che l’OIV è come l’ONU del vino non esagero: vi aderiscono 46 Stati in rappresentanza di oltre l’85% della produzione mondiale e dell’80% del consumo globale di vino.

OIV DOVE GLI ACCORDI SUL VINO DIVENATNO LEGGE IN TUTTO IL MONDO

Fu fondato nel 1924 da Francia, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Tunisia e Ungheria e si chiamava Ufficio internazionale del vino solo dopo fu aggiunta al nome la parola vigna e più di recente il termine ufficio è stato sostituito da Organizzazione. Ha sede a Parigi ma sta cercando una casa meno costosa a Dijon, in Borgogna, dove c’è un polo di ricerca importante Le Centre des Sciences du Goût et de l’Alimentation; Institut national de recherche pour l’agriculture, l’alimentation et l’environnement; Centre de Recherches de Climatologie Biogéosciences, ecc.

Luigi-Moio lieviti indigeni o industrali ?

Luigi-Moio-Napoli-Convegno-Donne-del-Vino

Dalla sua nascita ha avuto tre presidenti italiani: Pier Giovanni Garoglio (1972-1975), Mario Fregoni (1985-1988) e ora Luigi Moio per il prossimo triennio.
L’OIV si occupa di problemi e controversie di natura generale, scientifica, tecnica, economica o giuridica attraverso 7 livelli successivi di discussione che portano a “risoluzioni” collegiali destinate ad essere adottate da tutti gli Stati membri. E’ quindi un organo deliberativo a tutti gli effetti e con un peso senza eguali in ambito enologico.
Fra le attività dell’OIV c’è quella formativa. Il Master OIV of science in wine management, che Violante ha frequentato diplomandosi brillantemente, offre a 20-25 studenti all’anno un corso di 16 mesi che comprende lezioni nelle università di enologia e viaggi di studio in tutto il mondo. E’ bellissimo ma costa molto, circa 33.000€

CHI E’ LUIGI MOIO

Luigi è nato nel 1960 in una famiglia di produttori di vino a Mondragone. Il padre, Michele Moio, negli anni ’50 rilanciò il Falerno, il vino amato dagli antichi romani. Dopo la laurea in Agraria a Napoli proseguì gli studi in un centro di ricerca della Borgogna dove iniziò a studiare gli aromi del vino. Luigi Moio è infatti considerato uno dei massimi esperti di aromi sotto il profilo biochimico e sensoriale. Da anni è professore ordinario all’Università Federio II di Napoli.

IL VINO IN LATTINA SI O NO?

Argomento di grande attualità il vino in lattina divide i wine lover fra i giovani favorevoli e i senior contrari. Ecco chi si è già espresso e voi cosa ne dite?

 

Vino-in-lattina

Vino-in-lattina

Di Donatella Cinelli Colombini

In attesa di raccogliere i vostri commenti in un secondo post riporto qui le opinioni di chi ha già detto la sua. E la distanza fra favorevoli e contrari è ampia.

 

MARIO CROSTA E IL VINO IN LATTINA SOLO CEEP

Mario Crosta ha scritto quello che pensa sulla mia pagina Facebook <<Quando lavoravo alla pneumatici Clément, il nostro importatore negli USA volle 150 gomme rosse da mountain bike, 150 gialle, 150 verdi, 150 azzurre e 150 bianche più 30.000 gomme nere. Fece mettere le gomme colorate in 150 vetrine di negozi specializzati. Quando il cliente entrava e ordinava due gomme, di quelle colorate che aveva visto in vetrina, il gestore rispondeva che gli dispiaceva, ma che le aveva già finite e gli proponeva di acquistare quelle nere ….. In poche settimane le gomme nere andarono a ruba. Negli USA funziona così. I consumatori americani sono attirati dalle cose nuove come il vischio fa con le mosche…. Bisognerebbe approfittarne per smerciare tutti i vini senza valore, quelli senz’anima, quelli che è meglio non imbottigliare per non fare brutte figure, quelli che prima si mandavano a distillare e adesso si vendono sfusi al prezzo minimo ma che si devono pur vendere>>.

 

MARCELLO MEREGALLI E IL VINO IN LATTINA COME NOVITA’ GIOVANE E GREEN

Vino-in-lattina

Vino-in-lattina

Dunque da Mario Crosta arriva il suggerimento di puntare sulla novità, l’aspetto goliardico della bevuta fuori dagli schemi con vini molto, molto molto semplici.
Ma c’è chi la pensa in tutt’altro modo. Dal webinar Coldiretti condotto da Riccardo Cotarella, Marcello Meregalli, alla guida del Gruppo Meregalli, tra i leader della distribuzione enoica, arrivano opinioni opposte. Dopo aver parlato della mixology che si è spostata a casa, Meregalli ha detto <<altre due tendenze. Il vino come hobby: cresce la voglia di formazione e corsi, di degustazione e abbinamento. E il peso del “green”: quella della sostenibilità sarà per molte aziende una scelta obbligata, che aprirà ad un nuovo consumo. E che riguarda anche il packaging: i Paesi anglosassoni fanno 3 miliardi di fatturato dal vino in lattina di qualità, un mercato diverso, ma in un contenitore green, per un target diverso. Sono filosofie da seguire e che porteranno cambiamenti, perlopiù positivi.>>

Quindi la lattina con vino di buon livello e un target giovane e ambientalista.