Mettiamo o no gli ingredienti del vino in etichetta?
I produttori di vino sono contrari e i legislatori favorevoli ma il punto è: lo zucchero aggiunto è da segnalare o no? E’ un ingrediente o no?

ingredienti-aggiunti-al-vino-in-etichetta-il-problema-è-lo-zucchero
di Donatella Cinelli Colombini
La polemica dura da anni all’interno del Parlamento e delle Commissioni europee. Inizialmente c’erano i rappresentanti inglesi che volevano un’etichetta con calorie e la segnalazione di ogni aggiunta nel succo dell’uva mentre, sul lato opposto, i francesi erano contrari.
Contemporaneamente i sostenitori del vino biodinamico e naturale accusavano i produttori convenzionali di aggiungere al vino prodotti chimici capaci di camuffarne i caratteri e fare male alla salute.
INGREDIENTI E VALORI NUTRIZIONALI IN ETICHETTA

segnalazione-di-valori-nutrizionali-in-etichetta
A questo vanno aggiunte le richieste dei consumatori più salutisti e soprattutto delle donne giovani sull’apporto calorico di ogni calice al fine di salvaguardare la linea.
Insomma, negli ultimi anni, sono stati spesi fiumi di inchiostro sulla normativa relativa agli ingredienti del vino in etichetta. Barnaby Eales dello staff di Wine-Searcher ha provato a fare chiarezza su quella che sembra un’imminente decisione UE.
Allo stato attuale è obbligatorio segnalare nell’etichetta del vino la presenza di ciò che può scatenare allergie come l’uovo o la colla di pesce o i solfiti.
LA DIFFERENZA FRA INGREDIENTI E ADDITIVI
Non è invece obbligatorio segnalare le altre sostanze aggiunte come invece avviene con gli altri alimenti.
Questo perché c’è una gran confusione fra i termini “ingredienti” e “additivi”.
Sembra un problema linguistico e invece è quello più spinoso perché riguarda l’aggiunta di zucchero. Thomas Montagne, presidente della CEVI, l’Associazione europea dei viticoltori indipendenti, aveva preannunciato che la questione dello zucchero sarebbe diventata uno dei punti chiave nei negoziati. In effetti i legislatori hanno difficoltà a dare regole uguali in tutta l’UE in presenza di pratiche ammesse in Francia o in Germania ma considerate sofisticazione in Italia dove lo zuccheraggio è un reato molto grave.
LO ZUCCHERO E’ UN INGREDIENTE DEL VINO O NO QUANDO VIENE AGGIUNTO?
Secondo molti lo zucchero non è un ingrediente e non va segnalato in etichetta. Questa opinione parte dalle nuove norme sulle pratiche enologiche OIV (International Organization of Vine and Wine), che sono entrate in vigore nel dicembre 2019 e sulla base delle quali è stata armonizzata la legislazione europea. Tali norme definiscono le sostanze enologiche autorizzate nella produzione vinicola come additivi o ausili alla trasformazione. Si tratta di enzimi o agenti chiarificanti, ci sono i conservanti e gli antiossidanti, sono elencati il biossido di zolfo, gli acidi come tartarico, malico, lattico e il solfato di calcio. Il dimetil dicarbonato (DMDC), sostanza chimica utilizzata per combattere i brettanomyces nel vino, è classificato come additivo….. Sembra incredibile ma in questo lunghissimo elenco il saccarosio non è menzionato.
SONO DA CONSIDERARE INGREDIENTI LE AGGIUNTE CHE SI MODIFICANO DURANTE IL PROCESSO PRODUTTIVO?
Come ho detto sopra, il punto chiave è la mancanza di una definizione chiara di “ingrediente” perché molti considerano additivi solo le sostanze che rimangono attive nel prodotto finale e il saccarosio non è fra di esse. Infatti lo zucchero, che viene aggiunto durante la vinificazione, si trasforma in alcool e non rimane nel vino finito, per questo non sarebbe da considerare un ingrediente.
Contro questa opinione si è unito un raggruppamento composto da Alleanza delle Cooperative, Assoenologi, Coldiretti, Associazione dei consumatori Federconsumatori e un certo numero di produttori meridionali francesi che hanno realizzato una campagna per promuovere trasparenza nella produzione vinicola chiamandola In Vino Veritas – MUST.
QR CODE PER SEGNALARE GLI INGREDIENTI E I VALORI REDAZIONALI
Altra questione riguarda il come segnalare gli ingredienti e i valori nutrizionali. Ci vorrebbero etichette enormi visto lo spazio che impegna la scritta “contiene solfiti” in tutte le lingue. Alcuni vorrebbero un QRCode da inquadrare con il telefonino altri considerano questo sistema un modo per essere meno trasparenti e soprattutto dare informazione solo a chi è più giovane e più tecnologico.
Sta di fatto che fra la tutela dei consumatori e il modo per applicarla passa un enorme numero di problematiche e non tutte di facile soluzione.






