Montepulciano un nome che confonde

Montepulciano-facile-fraintendimento-fra-Abruzzo-e-Toscana

Montepulciano un nome che confonde

Montepulciano, la perla del Cinquecento, piccola città d’arte Toscana che da il suo nome al Vino Nobile ma anche alla più grande DOC di vino rosso italiano

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il Vino Nobile di Montepulciano soprattutto nei mercati esteri viene confuso con il Montepulciano d’Abruzzo, denominazione forte nei volumi ma debole nei prezzi.
Il Montepulciano d’Abruzzo è la seconda denominazione italiana per volumi prodotti con 830-870.000 ettolitri annui pari l’anno al 6% dell’intera vendemmia italiana. In pratica solo il Prosecco supera i volumi del Montepulciano d’Abruzzo. Il Vino Nobile ha tutt’altra dimensione e si ferma a 47-65.000 ettolitri all’anno quindi è quasi 20 volte più piccolo della denominazione abruzzese.

LA CONFUSIONE FRA VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO E MONTEPULCIANO D’ABRUZZO

Montepulciano-perla-del-Cinquecento

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A questo problema se ne aggiunge un altro: la stragrande maggioranza del Montepulciano d’Abruzzo è commercializzato come un vino “primo prezzo” da consumo quotidiano. Ovviamente ci sono le eccezioni come i vini della bravissima Marina Cvetic Masciarelli o quelli di Emidio Pepe, Zaccagnini ….
Tuttavia basta aprire internet per imbattersi in Montepulciano d’Abruzzo DOC a prezzi inferiori a 2€ a bottiglia. Il guaio è che la somiglianza dei nomi causa una serie di imbarazzanti pasticci ed ecco che l’offerta COOP del Montepulciano d’Abruzzo a 1,99€ è seguita da quella del Rosso di Montepulciano della Vecchia Cantina a 2,99€ accompagnato da una breve descrizione che inizia con il titolo “Montepulciano d’Abruzzo”.
Un problema ben noto ai produttori della splendida città d’arte toscana, che specialmente all’estero si trovano continuamente ostacolati dalla confusione fra le due denominazioni. Il problema è serio perché il 78% del Vino Nobile di Montepulciano viene esportato. In USA, secondo mercato estero della DOCG, la confusione è totale come ha dichiarato Alamanno Contucci, storico produttore di Montepulciano, a “Italia oggi” << l’americano che viene qui si rende conto che il Montepulciano che beve in USA è quello d’Abruzzo mentre era convinto di aver sempre bevuto vini toscani>>.
Per questo adesso il nome del vino è stato modificato diventando Vino Nobile di Montepulciano. Denominazione di Origine Controllata e Garantita Toscana. Un passo avanti ma forse troppo poco per fare chiarezza nel mercato.

STRADA DEL VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO E DEI SAPORI DELLA VALDICHIANA

A questo si aggiunge un altro motivo di confusione: la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana si stende su un territorio più grande di quello della DOCG poliziana e in cui esistono anche altre denominazioni come la DOC Orcia.
Anche questo contribuisce a confondere le idee sul profilo del Vino Nobile di Montepulciano e infatti c’è chi arriva da noi, alla fattoria del Colle di Trequanda dicendo <<ma come, voi non producete Montepulciano, eppure siete nella Strada del Vino?>> come se il confine del Vino Nobile fosse molto più a Nord.

UNA DENOMINAZIONE CON CONFLITTI INTERNI

Se tutto questo non bastasse ci sono anche i due raggruppamenti di produttori, molto importanti, esterni al Consorzio, che recentemente hanno organizzato autonomamente iniziative di promozione della denominazione.
C’è solo da sperare che il nuovo presidente del Consorzio ed ex ottimo sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, riesca a rilanciare la denominazione con azioni ambiziose e innovative convincendo tutti i produttori a unire le forze. Un compito difficile che, tuttavia, potrebbe trovare nella parola Toscana, aggiunta alla sigla DOCG, primo e importantissimo passo avanti.