MUVIN: UN GRANDE MUSEO INTERATTIVO SUL VINO
NASCE A VERONA MUVIN IL PRIMO HUB SULLA CULTURA DEL VINO INTERATTIVO, STIMOLANTE, EDUCATIVO, DIVERTIRE… UN MUSEO NUOVO CAPACE DI RIACCENDERE L’INTERESSE SUL VINO

Muvin Verona grande Hub del vino e museo di nuova concezione
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Gli obiettivi sono alti: a regime, dopo qualche anno si prevedono 350.000 visitatori per 18 milioni di fatturato annuo, 120 nuovi posti di lavoro e una ricaduta di 700milioni di Euro sul territorio. Ma anche il progetto è “alto”: 25milioni di Investimenti per restaurare l’ex “Ghiacciaia” dei Magazzini Generali, davanti a Veronafiere-Vinitaly. Diventerà un hub del vino capace di rivaleggiare e forse superare la Cité du Vin a Bordeaux (Francia), WoW a Porto (Portogallo) e Vivanco in Spagna.
Dopo 7 anni dall’inaugurazione è previsto un restyling con un nuovo investimento di 7 milioni di Euro per stimolare i wine lovers a tornare per vedere cose nuove.
MUVIN UN GRANDE PROGETTO CAPACE DI RIACCENDERE INTERESSE SUL VINO ITALIANO
Nel sito della Fondazione Muvin leggiamo <<Bellezza liquida. Il grande patrimonio enologico italiano è lo specchio di territori, persone, saper fare, ricerca, storia e imprenditorialità>>. All’interno uno studio profondo dei flussi turistici e del piano per intercettarli. Mi impressione la Winepedia in cui sono già delineate le aree tematiche che poi verranno sviluppate nel museo. Vanno dalla storia, all’enologia al paesaggio…. Ci sono oltre 100 schede tematiche. Per esempio nella sezione sul clima viene spiegato quello ideale per la vite e poi le aree viticole del mondo, il wine lover capisce come il clima influenza il gusto del vino e alla fine impara la geografia quasi meglio che a scuola.
E’ evidente la cura preparatoria di ogni argomento e la ricerca di messaggi comprensibili a tutti ma anche capaci di rinnovare la percezione interessando tutti.
<<Il nuovo hub sarà dedicato all’esplorazione a tutto tondo della cultura del vino ben lontano dal concetto tradizionale di museo, sarà partecipativo e volto a stimolare il continuo dialogo intergenerazionale, grazie ai linguaggi dell’innovazione, della formazione e dell’edutainment>> spiega WineNews commentando positivamente il progetto. La ricaduta dell’investimento è stata studiata nel dettaglio valutando flussi di escursionisti e veri turisti con un effetto tonico sull’area veronese ma addirittura sull’intera nazione.
Per questo Costa Edutainment, gruppo leader in Italia nella gestione e promozione di musei di nuova generazione, si è candidata a gestire Muvin e per questo la parte architettonica del progetto ha una firma importante quella dell’archistar Mario Botta.
La cosa più spettacolare di questo enorme progetto è il Comitato internazionale di esperti incaricato di offrire un’esperienza coinvolgente, arricchente e indimenticabile sul vino. Alla guida c’è Steve Charters, docente alla Burgundy Business School, Master of Wine e autorità nel campo dei wine studies. Accanto a lui Graham Harding, docente a Oxford che dovrà coniugare i contenuti storici con la tecnologia più innovativa insieme a Antonio Scuderi, ceo Capitale Cultura Group e docente di Digital Heritage allo Ied e alla Link University. L’uso dell’intelligenza artificiale consentirà di personalizzare l’esperienza come se il museo fosse in perenne evoluzione.
La frase che fa da traccia all’intero progetto museale è del poeta, pittore e incisore britannico William Blake (1757-1827) da inserire fra i “visionari e fantastici” di primo Ottocento “il vino ha cambiato il genere umano più di quanto il genere umano abbia cambiato il vino”.






