Per scrivere gialli bisogna essere anche gastronomi?
Georges Simenon, Andrea Camilleri, più di recente Qiu Xiaolong hanno incentrato i loro polizieschi sulla suspense ma anche sulla buona tavola. E il vino?
I primi pranzi celebri sono stati quelli cucinati della Signora Maigret nella serie televisiva dove il commissario francese era impersonato da uno strepitoso Gino Cervi.
Poi è arrivato Montalbano con i piatti siciliani descritti e gustati da un altrettanto strepitoso Luca Zingaretti. Dobbiamo al successo del commissario siciliano se ora la cucina di Scicli e dintorni è molto apprezzata.
L’ultimo in ordine di tempo è il cinese compagno ispettore capo Chen Cao. I libri gialli di cui lui è protagonista sono meno violenti e cruenti di molti altri ma la cucina che ci racconta è piena di pesci mangiati crudi, zuppe a base di sangue di serpente … insomma abbastanza impressionate. Migliaia di piatti, descritti negli ingredienti, nell’aspetto e soprattutto nel sapore. Se esiste un propagandista dell’alta cucina cinese è sicuramente Qiu Xiaolong.
E il vino?
Questi poliziotti da prima pagina non sembrano grandissimi esperti di vino. L’unico protagonista di gialli con una solida preparazione enologica è Brunello Dotti creato dalla fantasia del mio amico Maurizio Centini, nato a Montalcino che ha ambientato il suo primo libro nei vigneti di Brunello.
C’è poi una vittima wine maker nel libro di Giovanni Negri intitolato Il sangue di Montalcino. Un bel libro con vigneti, cantine e assaggi.
Mi sembra evidente che senza il Brunello, per ora, il vino non entra nei libri gialli, neanche in quelli italiani!
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini








