Previsioni aspettando la vendemmia con tanta paura

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Previsioni aspettando la vendemmia con tanta paura

Nelle vigne l’uva è sana e sta maturando ma il clima preoccupa con i suoi eccessi sempre più esagerati. Aspettando la vendemmia con amuleti e macumba

Vendemmia-e-svinatura-CasatoPrimeDonne

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Di Donatella Cinelli Colombini

Più che previsioni per la vendemmia ci vogliono gli scongiuri quest’anno. Dopo un’estate 2017 dove l’Italia era più calda dell’Iraq è arrivato un 2018 che inizialmente ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo reidratando il terreno e le falde acquifere e poi ci ha spaventato con grandinate, inondazioni e altri disastri di dimensioni impressionanti. Un’annata pazzesca!
Abbiamo una bella uva nei vigneti speriamo di portarla intatta fino in cantina.
Cominciamo dall’inizio. In primavera abbiamo visto che, nei vigneti del Brunello e soprattutto della Doc Orcia, nella Toscana profonda, l’uva 2018 era poca a causa della gelata primaverile e della siccità dello scorso anno. Avere pochi grappoli di piccole dimensioni sembrava una disgrazia ed invece si è rivelata una fortuna.

Vendemmia-2012-Montalcino-Casato-Prime-Donne

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Il maggio scorso è stato talmente piovoso da rendere impossibile il transito dei trattori nelle vigne per fare i trattamenti. Noi facciamo la coltivazione biologica e quindi avremmo bisogno di curare le piante assiduamente. Invece la pioggia unita a temperature piuttosto alte hanno diffuso la peronospora anche sui grappoli e siamo riusciti a fermarla solo facendo seccare gli acini colpiti. La dimensione delle zocche d’uva si è ancora ridotta, ma, a conti fatti, anche questo si è rivelato un vantaggio.
Infatti l’estate 2018 ha alternato giorni assolati e notti fredde, piogge e cielo coperto con giornate calde. Questo ha fatto aumentare la dimensione di grappoli e acini. Si sono mantenuti sani solo perché erano piccoli.
Alla fine di agosto abbiamo sfogliato le viti seguendo la tradizione locale ma contro l’opinione della nostra enologa Valerie Lavigne che propende come il suo maestro, il compianto Denis Dubourdieu, a ritenere inutile questa pratica agronomica. Ma in annate come queste catturare il sole accelerando la maturazione e limitare il ristagno di umidità sui grappoli potrebbe essere determinante. Del resto i vecchi vignaioli montalcinesi facevano così.

Donatella-CinelliColombini-previsioni-vendemmia-2018

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Quest’anno il ciclo vegetativo è iniziato nei tempi normali, senza l’anticipo a cui ci aveva abituati questo scorcio di terzo millennio. L’invaiatura, cambio di colore dei grappoli, è iniziata gli ultimi di luglio e ha proseguito lentissima (è innescata dallo stress idrico che quest’anno non c’è stato) fino al 20 agosto. Quindi l’uva dovrebbe essere pronta per la vendemmia verso la fine di settembre. Come avveniva all’epoca dei nonni.
Noi, al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle, siamo stati fortunati e, in agosto, abbiamo avuto poca pioggia e niente grandine. Incrociamo le dita!
Ma davanti abbiamo una vero punto interrogativo. Roba da amuleti, scongiuri, macumba. L’incognita sono le perturbazioni che i metereologi prospettano in cicli quasi settimanali alternati a caldo sopra i 30°C. Le condizioni ideali per le grandinate. Mamma mia!
La Borgogna è la prima regione vinicola del mondo a essersi dotata di un “Cloud Seeding” cioè un ombrello antigrandine costituito da 125 cannoncini che sparano ioduro d’argento. 42.000 ettari protetti in cui gli spari sono talmente frequenti che recentemente le autorità borgognone hanno sentito il bisogno di garantire gli appassionati consumatori del più caro pinot noir del mondo, sugli effetti della pioggia di ioduri: non avrà alcun effetto sulla qualità del vino, anzi ne protegge l’integrità. L’ombrello hi-tech servirebbe anche in Italia. Ho visto le foto dei vigneti devastati dalla grandine da Gianluca Morino che ha avuto il coraggio di non nascondere il disastro. Per la verità i vigneti piemontesi non sono del tutto sprovvisti di cannoni. Due anni fa andando a Barolo per partecipare a Collisioni stava arrivando un grosso temporale e le cannonate erano frequentissime.
Se c’è qualche speranza che la tecnologia ci progetta dalla grandine dopo che anche le reti si sono piegate sotto il peso di chicchi gelati grossi come albicocche (ricordate qualche anno fa in Trentino?) sarà difficile che ci salvi dalle apre pazzie del clima. L’ondata di maltempo di mezzo agosto ha portato il ghiaccio in Valtellina e inondazioni in Puglia dove pare che abbia fatto strage nei vigneti di Primitivo. Le isole sembrano le zone in maggiore difficoltà e intanto noi nella Toscana dei vini rossi guardiamo la nostra bella uva e speriamo che si mantenga così.

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