Produttori evitate le critiche sui vostri stessi vini

Produttori evitate le critiche sui vostri stessi vini

Frequente errore dei produttori italiani: dire male dei colleghi, della denominazione e del territorio, presentare con supponenza i propri vini più semplici

rosati-una-tipologia-di-tendenza-da-guardare-con-rispetto

rosati-una-tipologia-di-tendenza-da-guardare-con-rispetto

Di Donatella Cinelli Colombini, Agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Cominciamo con una storia molto strana raccontata da W. Blake Gray su Wine Sercher. Il giornalista era andato sul Lago di Garda con un press tour organizzato dal Consorzio del Bardolino e si è trovato di fronte a un atteggiamento quasi distruttivo nei confronti del nuovo rosè da parte dei suoi stessi produttori. Una situazione talmente paradossale da sbalordire. <<In Italy, rosé is seen as a girly wine. Men drink red>>, in Italia i rosati sono vini da donne. Gli uomini bevono rosso, ha dichiarato Paolo Antonaci, export manager di Monte Del Frá.

rosati-italiani-vini-che-i-produttori-devono-imparare-a-valorizzare

rosati-italiani-vini-che-i-produttori-devono-imparare-a-valorizzare

Facciamo un passo indietro: con il nome Bardolino vengono prodotti un rosso leggero e il Chiaretto, che è un rosato secco. Entrambi partono dalle stesse uve dell’Amarone: Corvina a volte aggiunta di piccole quantità di Rondinella e Molinara. Dopo anni di declino del Bardolino, nel 2014 il consorzio decise di puntare sulla nuova moda dei rosè spingendo i produttori a ispirarsi allo stile provenzale con il risultato che ormai quasi la metà del Bardolino è prodotta nella tipologia rosato Chiaretto e in un prossimo futuro il 75% sarà rosè.
Per questo il consorzio aveva organizzato un press tour nelle cantine del Bardolino Chiaretto. Ed è qui che il giornalista ha notato un atteggiamento che gli è apparso al limite dell’autolesionismo. Nelle cantine produttrici di rosè venivano proposti in assaggio Amarone, Lugana, Custoza della loro gamma al punto che Blake Gray ha commentato << I have never been on a tour before where the supposedly starring wine was such an afterthought>> non mi era mai capitato prima di partecipare a un press tour dove il vino, che doveva essere la star dell’iniziativa, veniva devalorizzato. L’impressione avuta dal giornalista era che i produttori considerassero il rosè quasi un “non vino” (Elisabetta Panetto di Poggio alle Grazie) oppure una tipologia incapace di esprimere il carattere unico del loro terroir (Matilde Poggi di Le Fraghe), per cui la scelta di produrre Chiaretto fosse unicamente di tipo commerciale, cioè perché il rosato si vende bene. Da Santi, l’atteggiamento era esplicitamente sprezzante verso il Chiaretto e la visita è stata incentrata sull’appassimento.
In realtà la produzione di rosato dai vigneti meno adatti a dare uva per vini rossi potrebbe innalzare la qualità del Bardolino, riservando per lui solo le esposizioni migliori. Un miglioramento qualitativo di cui, secondo Blake Gray, in taluni casi ci sarebbe davvero bisogno.
Anche per questo l’atteggiamento delle cantine verso i loro rosati avrebbe dovuto essere di maggiore apprezzamento. Ma allora perché un comportamento così autolesionista? <<But it’s Italy>> questa è l’Italia scrive Blake Gray e forse non ha torto. Per un produttore italiano è difficile presentare, con la dovuta enfasi, i vini più semplici del suo portafoglio. A questo si aggiunge una disastrosa tendenza a dire cose negative: parlare male dei concorrenti, raccontare i problemi della denominazione o del territorio.
Leggendo l’articolo di Blake Gray mi chiedevo cosa succederebbe se il Consorzio del Brunello organizzasse un press tour dedicato al suo vino cadetto, il Rosso di Montalcino. Immagino che nelle cantine tutti finirebbero per parlare anche di Brunello e lo farebbero assaggiare dicendo che il Rosso è meno rappresentativo del terroir rispetto al suo fratellone più blasonato. Magari il risultato non sarebbe così controproducente come nel caso del Bardolino Chiaretto ma non mi immagino un effetto sfolgorante. Mi sembra giusto quindi raccontare un episodio: qualche anno fa andai a Strasburgo per presentare i vini di Montalcino al Parlamento Europeo e colsi l’occasione per visitare le cantine alsaziane anche in vista di progetti UE transnazionali con ottimi finanziamenti. Da Hugel, marchio storico di fama mondiale, erano in piena vendemmia ma, con grande cortesia, ci organizzarono una visita e una degustazione. Durante l’assaggio rimanemmo colpiti da un commento del giovane Hugel, che era con noi, alla nostra domanda << Qual’è il vostro vino più importante?>> rispose << quello che costa meno, è producendo tutta la propria gamma a livelli di eccellenza che una cantina diventa grande>>. Una risposta che è rimasta per sempre stampata nella mia mente come una delle maggiori lezioni di marketing e di civiltà.
Per concludere i commenti sul Bardolino Chiaretto, riprendo da Tre Bicchieri settimanale economico del Gambero Rosso, un bellissimo articolo sulle nuove tendenze dei rosati italiani. Il cambiamento di stili alimentari e l’arrivo dei consumatori Millennial favorisce la vendita dei rosati, soprattutto in Nord America. In Italia, è in atto un cambiamento di rotta nella produzione dei rosati che sta portando a colori tendenti al rosa corallo, al ramato, al buccia di cipolla (che va molto di moda). I prezzi oscillano fra 4-6€ nel circuito Horeca e i 9-14 € in Enoteca. La moda dei rosati non deve portare solo all’aumento dei volumi e dei prezzi, bensì a un maggiore impegno nella qualificazione dei vini e nella loro comunicazione prendendo esempio dall’esperienza francese.

wine-destination

wine-destination

                                               

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per capire quali cookie ed in che modo vengono utilizzati, consulta la nostra pagina della Privacy. Accetta i cookie cliccando sul pulsante 'Accetta'. In qualsiasi momento dalla pagina relativa potrai rivedere e cambiare il tuo consenso. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi