Strade del vino: le ragioni del fallimento (1)

Strade del vino: le ragioni del fallimento (1)

Strade del vino, sono 149 di cui solo una trentina funzionanti. Tra i motivi dell’insuccesso la creazione di Strade del vino anche dove non c’erano cantine

Strade del vino- Strada del vino Orcia

Strade del vino- Strada del vino Orcia

Di Donatella Cinelli Colombini

Le Strade del vino sono state istituite con la Legge 268 del 27 luglio 1999 e il Decreto Ministeriale del 27 luglio 2000 a cui hanno fatto seguito le normative regionali.

PERCHE’ SONO NATE LE STRADE DEL VINO

Nascono con l’intento di creare dei network di offerta integrata capaci di unire attrattive culturali, naturalistiche, gastronomiche, attività ricettive, di ristorazione, servizi e ovviamente cantine di uno stesso territorio per promuoverle nel mercato turistico. Un’attività che richiede il censimento periodico dell’offerta e un’attività assidua di promo commercializzazione attraverso l’apposizione di cartelli, la produzione di informazione cartacea e on line, l’organizzazione di eventi, la partecipazione a fiere e la creazione di una rete di contatti capaci di portare immagine e business nei territori del vino.

Attività di importanza enorme, specialmente nelle terre delle denominazioni meno famose e meno ricche dove una Strada del Vino

150-Strade-del-vino-con nomenclatura-difficilissima

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potrebbe efficacemente affiancare il Consorzio di tutela con un effetto moltiplicatore sull’appeal commerciale del vino e lo sviluppo territoriale.

QUANTE SONO E COME SONO

Invece pochissime Strade del Vino hanno corrisposto alle attese. L’Associazione Nazionale Città del Vino censisce 149 di questi network  ma la maggior parte di essi  hanno assorbito risorse pubbliche senza produrre una reale utilità per i territori e le imprese che rappresentano.

Il  XIII Rapporto sull’enoturismo redatto da Professor Giuseppe Festa dell’Università di Salerno a capo dell’Osservatorio sul turismo del vino, fornisce una fotografia tutt’altro che confortante sulla situazione delle Strade del Vino. Delle 133 Strade che fanno capo a Città del vino solo 25 hanno risposto ai questionari e moltissime hanno siti dove persino i telefoni e le e-mail non risultano aggiornati e attivi.

I MOTIVI DELL’INSUCCESSO

In parte il problema nasce da un “peccato originale” quando si diffuse l’idea che tutti i territori dovessero avere una Strada del vino, anche quelli con pochissime cantine e vini privi di caratteri distintivi. Ne derivò una situazione paradossale di amministrazioni locali che istituivano Strade del vino dove c’erano pochissimi vigneti al posto di puntare sulle loro attrattive davvero uniche e capaci di generare flussi turistici oppure creavano la Strada con l’intento di suscitare una produzione enologica senza capire che, una simile strategia, avrebbe danneggiato e non agevolato  le future cantine.

Una cattiva interpretazione del progetto Strade del vino a cui si aggiunse la mancanza di personale formato e di una regia nazionale in grado di dare un indirizzo condiviso. Sia l’agricoltura che il turismo, dopo il referendum del 1993, sono materie delegate alle Regioni e questo ha dato origine a un’avanzata “in ordine sparso”.

Ecco che l’originario progetto di promuovere le Strade del Vino sotto il brand Italia raggruppandole in base alle loro caratteristiche distintive e a possibili target di turisti da intercettare, non è mai stata attuata e i siti Internet delle Strade ce le mostrano più o meno tutte uguali e poco attrattive.

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