Sui ristoranti TripAdvisor batte la Michelin 525 punti a 18

Trivago

Sui ristoranti TripAdvisor batte la Michelin 525 punti a 18

Il 55% degli italiani va sul web prima di prenotare l’albergo e il 75% commenta il pernottamento. Nei ristoranti il 10% dei connazionali scrivono per protestare

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I nostri connazionali consultano i giudizi on line ma non si fidano più di tanto anzi <<rivendicano la necessità di un maggiore trasparenza, “basta recensioni anonime”>> ha detto Massimo Feruzzi, Amministratore Unico di JFC responsabile della ricerca sugli italiani e i siti di recensioni di alberghi e ristoranti.
Un’indagine che ribalta, almeno per gli alberghi, la convinzione che gli italiani scrivano solo proteste. In realtà la motivazione più forte è la condivisione dell’esperienza, la voglia di raccontare, insomma, di apparire autorevoli. La sorpresa è nel numero delle persone che recensisce, molto più alta del previsto. Infatti se era prevedibile il 55,1% degli italiani che consulta sempre un sito prima di decidere (1,9% mai), è del tutto inaspettato il 52% di connazionali che recensisce. I siti più consultati sui pernottamenti sono tre TripAdvisor Booking e Trivago ma il primo è decisamente una potenza: 636 punti contro 321 del secondo classificato. L’interessantissima indagine di JFC , che vi invito a leggere integralmente nel suo sito, offre altre sorprese sui ristoranti. La principale è il ruolo

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monopolista di TripAdvisor che letteralmente spazza via ogni concorrente Guida Michelin compresa (525 punti di TripAdvisor contr 18 di Michelin). Sui ristoranti i siti sono meno determinanti nella scelta del pubblico italiano, il 42% dei connazionali li consulta qualche volta e il 33% mai. La maggioranza trova i giudizi solo parzialmente corretti e anche la percentuale di chi non scrive la recensione è maggioritaria. Colpisce tuttavia una quota consistente di persone che recensiscono per far sapere i punti critici del ristorante, insomma il desiderio di protestare è forte e prevalente in almeno il 9,9% dei giudizi.

Il motivo che spinge gli italiani a consultare i siti con i giudizi è soprattutto la facilità della ricerca mentre non c’è una cieca fiducia sui giudizi pubblicati anzi è forte la richiesta di escludere le recensioni anonime e vedere se (magari con una foto) l’autore del giudizio è realmente andato nel luogo recensito oppure ha lo scontrino se commentata il prezzo. Alla fine i siti delle recensioni forniscono un giudizio di massima e consentono di fare una prima scrematura ma sulla decisione finale pesa il dubbio della veridicità delle informazioni che spinge il nostro utente a decidere di testa sua. E questo è tipicamente italiano, non credete?

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