SUOLI PUBBLICI DELLE CITTA’ DEL VINO

suolo pubblico delle città sempre più occupato da tavoli e turisti

SUOLI PUBBLICI DELLE CITTA’ DEL VINO

DIFESA DEI CENTRI STORICI DEI DISTRETTI ENOLOGICI CON TROPPI SPAZI ESTERNI DESTINATI AI TAVOLI DEI BAR E DEI RISTORANTI E CANONI DI LOCAZIONE IRRISORI

suolo pubblico delle città d’arte e delle città del vino sempre più occupato di tavoli e turisti

DI Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Tutti abbiamo notato l’allargamento dei suoli pubblici occupati da bar e ristoranti nelle strade e nelle piazze delle città. Un fenomeno che, durante il covid, nasceva dalla necessità del distanziamento, poi ha cavalcato il boom turistico 2022-2023 e ora è rimesso in discussione.
L’aumento di numero e il maggior spazio esterno dei pubblici esercizi ha trasformato i centri storici in “magnifici” dove le bellezze delle città d’arte appaiono assediate da tavolini o gente che mangia pizza al taglio.

L’EFFETTO DELL’AUMENTO DELL’OCCUPAZIONE DEL SUOLO PUBBLICO NELLE CITTA’ D’ARTE

Poi c’è il problema dei prezzi del suolo pubblico. I comuni riscuotono piccole cifre dall’utilizzo degli spazi esterni e vorrebbero incrementare questi introiti. Sul fronte opposto bar e ristoranti fanno fatica a pagare gli affitti e quindi hanno bisogno del suolo pubblico, molto più a buon mercato, per aumentare il loro business. Infatti il nuovo clima permette di pranzare fuori anche in inverno e quindi è possibile incrementare il numero dei posti a tavola in modo quasi permanente usando tende in plastica e funghi. Del resto i turisti in Italia amano proprio queto tipo di esperienza informale.
E’ un circolo vizioso da cui è difficile uscire e che, alla lunga, rischia di fare danni.

CONCESSIONI BALNEARI E SUOLO PUBBLICO IN CITTA’

All’indomani del rinnovo delle concessioni balneari fino al settembre 2027 andiamo a vedere, con l’aiuto di WineNews cosa succede nelle città del vino.
La norma nazionale prevede una tariffa oraria per un massimo di 9 ore giornaliere. La cifra varia da 2€ per i comuni sopra i 500.000 abitanti a 0,60€ per i piccoli centri sotto i 10.000 abitanti.
Oltre le nove ore è dovuta la tariffa giornaliera.
Per questo e in base ai regolamenti comunali, 30 metri di suolo pubblico esterno possono costare da 1.500 a 11.600€ all’anno a seconda dei comuni.

IL COSTO DEL SUOLO PUBBLICO NELLE CITTA’ DEL VINO

Consideriamo che un cliente occupa circa un metro quadro della sala dove mangia, lo spazio di cui stiamo parlando serve per 30-35 persone sedute ai tavoli. Questo significa che i 30 m2 in esame costano poco in rapporto al fatturato che permettono di produrre.
Andando più a fondo nell’esame dei canoni delle città del vino vediamo che 30 metri quadrati di dehors chiuso a Barolo costa 2.400 € all’anno, ad Alba 2.300 €, a Negrar di Valpolicella oltre 1.400 €, a Montalcino poco più di 800 €, a Gaiole in Chianti 1.500 €, a Orvieto 3.600 €, Bardolino 3.624 €. In pratica c’è un’oscillazione importante fra le tariffe: 120 Euro al m2 di Orvieto, in Umbria, agli 8 euro al m2 di San Gimignano, in Toscana.
Tuttavia si tratta sempre di cifre piccole se confrontate al prezzo del suolo pubblico nelle città: a Milano, 50 metri quadrati, nel centrale Corso Garibaldi, costano 19.407 € all’anno, a Roma, nella “zona speciale” del centro, lo stesso spazio viene 14.346 €, a Torino, 13.500 €. Solo il centro storico di Firenze è davvero a buon mercato cioè 3.000 € all’anno.



                                                                       
Cinelli Colombini
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