TENDENZE 2026 DELLE BEVANDE

TENDENZE 2026 DELLE BEVANDE

VINO BIANCO POSSIBILMENTE DA MONOVITIGNO AUTOCTONO IN PUREZZA, BIRRE NO ALCOL E APERITIVI A BASE DI DISTILLATI. PIÙ QUALITÀ. ECCO I BICCHIERI ITALIANI NEL 2026

2026 la tendenza di consumo va sui bianchi fermi

2026 la tendenza di consumo va sui bianchi fermi

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Indubbiamente è il momento dei bianchi fermi che nei primi mesi dell’anno hanno segnato uno spettacolare +6% nelle vendite, superando, nella crescita, persino le bollicine. La predilezione per autenticità e tipicità spinge la scelta dei consumatori verso i vitigni di grande tradizione e le loro denominazioni.
Anche i consumi delle birre no alcol vanno fortissimo e si sono quasi raddoppiati in un solo anno. Bene gli aperitivi a base di distillati, c’è una forte richiesta di Gin e Tequila ma anche di Rum.

OGNI ASSAGGIO DEVE ESSRE UNA SCOPERTA PIACEVOLE

Ma la cosa che tutti gli esperti notano nei consumatori è la voglia di scoprire e cambiare. In pratica l’occasione di consumo, specie se fuori casa, deve diventare una nuova esperienza, memorabile. Pare che questa tendenza, riguardi il 50% della generazione Z. In pratica la curiosità è diventata il “fattore d’acquisto” fondamentale.
Una tendenza che si associa alla scelta di limitare le uscite e aumentare la qualità dell’esperienza prediligendo location e consumi premium. Ovviamente il vino italiano, con i suoi 500 vitigni autoctoni e le oltre 400 denominazioni offre la qualità, la territorialità e la possibilità di scoperte che i consumatori cercano … e questo è un gran bel punto di partenza.
Oltre la tendenza dei bianchi da vitigno autoctono e quella dei vini rossi raffreddati c’è la tendenza dei vini con contenuto alcolico moderato.

VINCE L’IDENTITA’ DEL TERRITORIO E DELLE SUE TRADIZIONI MA SOLO SE E’ FACILMENTE COMPRENSIBILE

Partesa, leader nella distribuzione nel settore HORECA riassume in queste tre frasi le tendenze europee dominanti
1) L’innovazione funziona solo se radicata nella cultura gastronomica;
2) Ritorno all’autenticità: soprattutto nel plant-based, vince il gusto autonomo, non l’imitazione
3) Dal comfort alla connessione: anche i piatti più familiari devono evocare memoria, identità e territorio.
In altre parole l’autenticità vince quando è accompagnata da uno storytelling che la fa capire e da una buona bevibilità <<meno formalismo, più accessibilità>>



                                                                       
Cinelli Colombini
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