Turismo del vino fra rischi e opportunità 1

Rocca-delle-Macie-Chianti-Classico

Turismo del vino fra rischi e opportunità 1

Pochi luoghi sono talmente unici e celebri da mantenere il successo turistico per sempre: Venezia ad esempio, ma non le destinazioni enoturistiche

Montalcino-Fortezza-turismo-del-vino-fra-rischi-e-opportunità

Montalcino-Fortezza-turismo-del-vino-fra-rischi-e-opportunità

Di Donatella Cinelli Colombini

Le piramidi d’Egitto, le cascate del Niagara, Firenze cuore del Rinascimento ….  persino queste superstar del turismo dalla fama inossidabile possono essere stravolti dal turismo di massa perdendo appeal. Per questo il turismo vip scappa da Venezia oppure si chiude negli alberghi cinque stelle lusso limitandosi a guardare i canali da lontano.
Il turismo è prima il motore economico e poi il cannibale delle destinazioni verso cui si dirige specialmente se sono piccole come le wine destination. Con gli attuali flussi turistici mondiali (1.350.000.000 arrivi) e il vorticoso ritmo di crescita di questo comparto del 4% all’anno, la salvaguardia dei distretti enologici dai danni del degrado turistico va progettata appena nasce l’idea di svilupparvi l’incoming enoturistico.

CICLO DI VITA DELLA DESTINAZIONE TURISTICA

Rocca-delle-Macie-Chianti-Classico

Rocca-delle-Macie-Chianti-Classico

Per affrontare con correttezza l’argomento è giusto tenere presente che la destinazione turistica ha, come qualunque prodotto, un ciclo di vita che è lunghissimo per le supersar di cui parlavamo sopra, ma può essere molto veloce anzi tende ad essere sempre più veloce a causa del numero dei viaggiatori mondiali. Il ciclo inizia sempre in modo molto promettente con nuove opportunità di business, attrazione di investimenti e nuovi posti di lavoro.

CATTURA

In questa fase di CATTURA c’è uno sforzo condiviso di imprese e istituzioni che cercano di richiamare visitatori. Se il successo arriva e i turisti aumentano l’economia turistica si consolida ma iniziano anche i problemi.

CONFLITTO

E’ la fase del CONFLITTO: i prezzi di immobili e generi di consumo aumentano, i turisti tolgono spazi e servizi ai residenti. L’economia turistica ha ormai un peso politico e sociale che la spinge in avanti e spesso le consente di investire in comunicazione e infrastrutture per crescere ancora.

COLONIZZAZIONE

Avviene un’autentica COLONIZZAZIONE con i negozi per turisti che spingono nelle stradine periferiche gli artigiani e le attività commerciali di vicinato, ormai incapaci di pagare gli affitti troppo onerosi del centro storico. Pubblici esercizi e attività commerciali adattano il loro aspetto alla logica del “sono come tu mi vuoi” cioè cercano di corrispondere agli stereotipi che i turisti si aspettano di trovare e spesso gli sembrano più veri di quelli autentici. Un “effetto cartolina” a cui si associa la proliferazione dei “non luoghi” cioè degli ambienti, anche bellissimi, che tuttavia potrebbero essere ovunque nel mondo. La falsificazione avanza come un’epidemia manipolando e uccidendo l’economia locale perché il vero artigianato si trova a competere con il souvenir tarocco fatto in Corea e importato a prezzi più bassi. Ecco che i menù dei ristoranti si riempiono di piatti genericamente italiani e quelli tradizionali come la nostra zuppa di pane vengono ribattezzati con il nome più famoso, in questo caso la ribollita e rivisitati con aggiunta di ingredienti che nessuna nonna toscana si sarebbe sognata di usare.
Il degrado turistico colpisce in modo irreversibile l’identità locale e va arrestato prima di precipitare nel turismo di massa, quello dei piccoli prezzi e dei grandi numeri.

DECLINO

Un mordi e fuggi che porta dritti verso il DECLINO. Epilogo che, nel caso delle wine destination, danneggia anche il vino. Infatti oltre alla perdita di fascino avviene un cambio di target che può disallineare la tipologia degli enoturisti dai clienti del vino con effetti disastrosi per l’immagine e il business delle cantine.

CONDIZIONI DI ACCELERAZIONE DEL CICLO DI VITA DELLA DESTINAZIONE

I distretti enologici sono fra le destinazioni turistiche più fragili e quindi bisognose di una più attenta prevenzione contro il degrado turistico. Questo fenomeno negativo è favorito da tre circostanze purtroppo presenti in quasi tutte le città del vino:

LUNGHEZZA DELLA STAGIONE

lunga durata della “stagione turistica”. Un milione di visitatori che arrivano per un festival di pochi giorni modifica poco il tessuto commerciale di una destinazione mentre lo stesso milione di turisti spalmato su nove mesi, quanto dura il turismo del vino, lo altera radicalmente.

DIFFERENZA DI REDDITO TURISTI -RESIDENTI

Forte differenza fra il reddito medio dei residenti e quello dei turisti. Evidentemente i distretti del vino sono abitati prevalentemente da lavoratori agricoli con salari bassi mentre i wine lovers in visita hanno spesso notevole capacità di spesa. Questo produce una radicale trasformazione del tessuto commerciale e un grosso contraccolpo sui valori immobiliari e i prezzi dei generi di consumo.

ALTO CARICO TURISTICO

Eccessivo carico turistico – sfavorevole rapporto fra numero di residenti rispetto al numero totale di presenze turistiche, escursionisti e residenti temporanei. Le zone rurali hanno generalmente una bassa densità abitativa e questo costituisce un limite all’aumento dei visitatori.

MONTALCINO ESEMPIO DI WINE DESTINATION DI SUCCESSO

A questo proposito è utile ricordare un dato comunicato da Denis Pandini di Nomisma -Wine Monitor. Tra il 2011 e il 2016 i turisti arrivati in Chianti sono aumentati del 35% e a Montalcino del 125%. Continuando a esaminare il territorio del Brunello si ottiene un esempio utile per capire la problematica collegata al carico turistico. Montalcino ha 5.920 abitanti e 130 strutture ricettive per un totale di 1851 posti letto in alberghi e agriturismi. I pernottamenti 2016 sono stati 120.455 di cui due terzi stranieri.
Per capire l’enormità di questo carico turistico proiettiamolo su Roma, la città italiana che, con le sue 25.191.000 presenze turistiche, ha il dato più alto in Italia. Ebbene se Roma avesse lo stesso rapporto fra residenti e pernottamenti di Montalcino dovrebbe più che raddoppiare i suoi turisti.
Ai dati sulle presenze turistiche, già di per se eccessivi, si aggiungono gli escursionisti cioè i visitatori che arrivano a Montalcino solo per qualche ora. Essi costituiscono la maggior parte dei visitatori come è normale in ogni destinazione enoturistica. Il loro numero è difficilmente quantificabile ma ha un indizio importante nei 62 ristoranti segnalati da Trip Advisor. E’ probabile che servano circa 2.500 pasti al giorno dato che fa presumere oltre mezzo milione di visitatori all’anno.

CONTINUA  DOMANI

wine-destination-wine-experiences-spa-accommodation

wine-destination-wine-experiences-spa-accommodation
                                               

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per capire quali cookie ed in che modo vengono utilizzati, consulta la nostra pagina della Privacy. Accetta i cookie cliccando sul pulsante 'Accetta'. In qualsiasi momento dalla pagina relativa potrai rivedere e cambiare il tuo consenso. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi