TURISMO DEL VINO IN ITALIA PASSATO PRESENTE E FUTURO

Turismo del vino ieri-oggi-e-domani- Casato Prime Donne- Montalcino

TURISMO DEL VINO IN ITALIA PASSATO PRESENTE E FUTURO

DONATELLA CINELLI COLOMBINI FONDATRICE DEL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO NEL 1993 E VIOLANTE GARDINI CINELLI COLOMBINI NEOELETTA PRESIDENTE DELLA STESSA ASSOCIAZIONE

Andrea Cappelli Oinos con Lorenzo

Andrea Cappelli Oinos con Lorenzo

Intervista  sull’enoturismo a Donatella Cinelli Colombini e Violante Gardini Cinelli Colombini per la rivista Oinos di Andrea Cappelli. Madre e figlia giocano in doppio per portare al successo il turismo del vino italiano.

Com’era e com’è l’enoturismo in Italia?

Donatella – siamo partiti da 25 cantine accessibili al pubblico in tutta l’Italia, praticamente niente. Nelle prime edizioni di Cantine aperte mandavo per posta e per fax le istruzioni per organizzare il punto vendita e lo spazio per gli assaggi… solo verso il 1997 qualche cantina decise di rimanere accessibile dopo la giornata “Cantine aperte”. Pian piano l’enoturismo è diventato di moda e la visita delle cantine è entrato nel vissuto di tutti come alternativa alle solite gite nelle città d’arte o alle spiagge.
Violante – Ora in Italia ci sono circa 20-25.000 cantine turistiche ma solo una parte di esse offre un’accoglienza ben organizzata cioè ha personale formato, una serie di esperienze diversificate e dispone di un percorso negli impianti produttivi, un punto vendita, una sala da degustazione dove servire vino e cibi tipici oltre che, ultimi ma non meno importanti, parcheggi e bagni. Ho l’orgoglio di dire che le cantine associate al Movimento turismo del vino –  MTV sono fra quelle meglio organizzate.

Cosa c’è nel futuro del turismo del vino italiano?

Violante – L’Italia ha la maggiore varietà di offerta enoturistica: grandi vini molto diversi fra loro, edilizia storica: ci sono cantine in trulli, in castelli medioevali, borghi dove le case sono abitate da botti, abbiamo ville venete e cantine d’autore moderne ….
Donatella – Questa ricchezza associata al primato sui vitigni autoctoni e sicuramente sulla gastronomia tradizionale sono la piattaforma su cui costruire il futuro puntando a un turismo “rigenerativo” cioè capace di dare benessere a chi viaggia e sviluppo sostenibile alle destinazioni del vino.

Chi sono i turisti del vino oggi, sono cambiati rispetto a quelli di trent’anni fa?

Donatella – Si trent’anni fa furono gli appassionati di vino a fare da battistrada, oggi arrivano soprattutto turisti in cerca di qualche ora serena a contatto con la natura e i grandi vini.
Violante – Abbiamo circa 15 milioni di “ingressi” nelle cantine italiane. I visitatori “individuali” sono soprattutto coppie. Crescono percentualmente le donne e i giovani.
Poi ci sono i winery tours organizzati da tour operator che spezzano l’itinerario fra le città d’arte italiane con una sosta più rilassante in campagna. Oppure vere e proprie agenzie specializzate che commercializzano escursioni di poche ore oppure viaggi interi incentrati sulla visita delle cantine.

Come sono le nuove esperienze enoturistiche potete farci qualche esempio magari proprio nelle vostre cantine?

Violante- Volentieri. Comincio io con la Fattoria del Colle che è un piccolo borgo con oltre 400 anni di storia situato fra la Valdorcia e la Val di Chiana. Ha un agriturismo e un ristorante. La cantina ha una parte antica nel sotterraneo della villa e una moderna con la tinaia e una sala che insegna ad ascoltare le vigne. I turisti vedono e sentono la vigna nelle 4 stagioni e in 4 momenti del giorno. Poi la stessa sequenza di 4 minuti viene replicata con le “Quattro stagioni” di Vivaldi. Tutti ma proprio tutti capiscono l’importanza di un rapporto più attento e vero con la natura. Poi proponiamo ei turisti del vino di diventare “enologi per un giorno” e produrre il loro proprio supertuscan.
Donatella. Al Casato Prime Donne,la nostra cantina di Montalcino, l’esperienza che piace di più è la degustazione enomusicale che consiste in un assaggio itinerante con 4 soste dove i vini sono accompagnati dalle musiche scelte dal sommelier musicista Igor Vazzaz. Inizia con Monteverdi e il Chianti superiore e finisce con Frank Zappa e il nostro Vin Santo del Chianti DOC. Nella cantina di maturazione del Brunello le botti sono intercalate da pannelli che raccontano la storia di Montalcino. Quando i turisti arrivano nella tinaia trovano una proiezione con le immagini vere e dipinte della nostra terra e i suoni che ci sono più cari: le campane della torre civica, i tamburi della sagra del tordo e il ballo del trescone ….



                                                                       
Cinelli Colombini
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