VECCHI VIGNETI E VINI DA MITO
OLD VINE CONFERENCE IL 10 OTTOBRE 2024 ALLA TENUTA SETTE PONTI DELLA FAMIGIA MORETTI CUSERI IN TOSCANA PER RENDERE OMAGGIO AI PATRIARCHI DEL VIGNETO ITALIA

Michéle Shah Ambasciatrice Regionale d’Italia della Old Vine Conference
di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination
Voglio fare una premessa: sono una grande sostenitrice dei vigneti storici e ho piantato le mie vigne perché diventino centenarie ma, per adesso, la mia vigna più vecchia, al Casato Prime Donne di Montalcino, ha solo 37 anni.
Peccato!
OLD VINE CONFERENCE UN’ASSOCIAZIONE FRA CHI HA VIGNETI CENTENARI
Michéle Shah Ambasciatrice Regionale d’Italia della Old Vine Conference ha aperto con queste parole la prima edizione di All of Italy <<Siamo oggi qui con tutti i produttori italiani che partecipano alla Old Vine Conference per parlare delle vecchie vigne, del loro valore storico, culturale e genetico. È importante capire cosa questi vigneti rappresentino oggi e come si siano conservati grazie alla resilienza, la sensibilità e il rispetto di chi li ha custoditi negli anni>>
The Old Vine Conference è un’organizzazione no profit fondata a Londra nel 2021 da Sarah Abbot MW, Alun Griffiths MW e Leo Austin con lo scopo di unire tutti i produttori del mondo che coltivano vecchie vigne.
ALL OF ITALY LE VIGNE CENTENARIE ITALIANE
Antonio Moretti Cuseri ha riunito nella sua tenuta di Sette Ponti in Toscana i produttori italiani con vigne di oltre 70 anni d’età. Splendidi esempi di resilienza e bellezza che spesso raccontano un passato ancora più lontano. Sono gli eredi diretti dei primi vigneti della penisola ed hanno un patrimonio genetico che ha permesso loro di sopravvivere a cambiamenti climatici, malattie, modifiche di coltivazione e scelte produttive …. Il loro germoplasma racconta un passato remoto che Attilio Scienza ci insegna a guardare con rispetto e attenzione. Tramite l’epigenetica sarà forse possibile individuare i geni di “lunga vita” che serviranno a per i vigneti del futuro.
OLD VINE I VIGNETI STORICI SONO IN TUTTO IL MONDO
Non siamo l’unico Paese ad avere un patrimonio di vigneti storici, anzi forse siamo fra gli ultimi a valorizzarli. Infatti, nelle degustazioni internazionali capita spesso di assaggiare bottiglie argentine, cilene, portoghesi … ottenute da vigneti centenari ma difficilmente le troviamo nei banchi di assaggio dei produttori italiani.
Eppure ce ne sono e spesso contengono vitigni rari e antichissimi. Una degustazione di vini da vigne centenarie delle Donne del Vino curata da Ian D’Agata durante Vinitaly 2018, portò in assaggio vini di qualità e personalità distintiva straordinarie. Una qualità che, tuttavia ha un rovescio della medaglia nella la scarsa redditività di vigneti. Si tratta di vigne che richiedono grande cura e danno poca uva.
C’è chi come Attilio Scienza chiede la salvaguardia dei vecchi vigneti per motivi scientifici considerandoli giacimenti di biodiversità. E chi, come Marco Simonit, creatore, con Pierpaolo Sirch, della “Simonit & Sirch Vine Master Pruners”, insegna un metodo di potatura capace di conservare il sistema linfatico della vite e farla diventare centenaria.
La stessa passione per le viti patriarcali ha portato alla nascita della “Old Vine Conference”, con l’obiettivo di diffondere in tutto il mondo la salvaguardia di un patrimonio naturale in grado di far crescere la qualità dei vini e la loro capacità di raccontare il territorio di origine.
NELLE VIGNE PATRIARCHE C’È FORSE IL GERMOPLASMA DEI VIGNETI DEL FUTURO
La bellezza e la resilienza dei “patriarchi della vite” in Italia nell’evento “All of Italy” alla tenuta Sette Ponti.
Ecco i partecipanti: Alta Mora, Animaetnea, Aquila del Torre, Benanti, Castello di Albola, Col d’Orcia, Fattoria Fibbiano, Feudi di San Gregorio, Gini, I Custodi delle Vigne dell’Etna, Malvirà, Marchesi Antinori, Marchesi di Gresy, Morella, Roeno, Tenuta San Leonardo, Tenuta Sette Ponti, Tenute dei Ciclopi, G.D. Vajra, Villa Bogdano, Vinchio Vaglio, Zýmē.
In mezzo alcune chicche storiche come la Vigna dell’Impero piantata nel 1935 da Amedeo di Savoia Duca d’Aosta per celebrare la conquista dell’Abissinia e la nascita dell’Impero Coloniale Italiano. Oggi di proprietà della famiglia Moretti Cuseri. Vigneti che producono la metà di un normale impianto e che richiedono attrezzature personale dedicato esclusivamente a loro.
Danielle Callegari di Wine Enthusiast ha arricchito lo spessore culturale dell’evento con diversi riferimenti all’opera di Dante Alighieri. Le due masterclass condotte da Gabriele Gorelli MW sono state dedicate a Toscana e Sicilia, e ad una panoramica sull’Italia intera.






