Ubriachi in aereo e non solo i passeggeri

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Ubriachi in aereo e non solo i passeggeri

I voli da Ibiza quelli peggiori ma gli ubriachi in aereo sono tanti e pericolosi. Fra le misure allo studio quella di vietare gli alcolici nel duty free

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Di Donatella Cinelli Colombini

Ubriachi in aereo: un problema serio con possibili soluzioni problematiche.

C’è da chiedersi come mai i piloti d’aereo non debbano fare l’alcol est prima di entrare in cabina. Guardate su Internet per vedrete le scene di un copilota indonesiano (dicembre 2016) che non si regge in piedi mentre passa al controllo di polizia nell’aeroporto suscitando l’indignazione dei passeggeri che lo hanno filmato con i loro telefonini. Non è il solo caso, 2 piloti canadesi ( 18 luglio 2016) sono stati arrestati nell’aeroporto di Glasgow per essersi messi ai comandi ubriachi.

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Ma il problema riguarda soprattutto i passeggeri con un aumento esponenziale del numero delle persone che molestano o danneggiano perché entrano in aereo completamente sbronze. Se fino a ieri le intemperanze di Gerard Depardieu – che è arrivato persino a fare i suoi bisogni nel corridoio fra i passeggeri- avevano fatto il giro del mondo come manifestazioni esagerate di un personaggio fuori dalle righe, oggi il problema dilaga: solo nel Regno Unito 387 arresti lo scorso anno con un aumento del 50% sull’anno precedente. Infatti se l’ubriaco a terra può far paura figuriamoci in volo!!!!
Ancora da YouTube arrivano scene di un passeggero che viene atterrato dal pilota dopo che aveva aggredito una hostess. 30 casi al giorno di passeggeri sbronzi, 50.000 denunce dal 2007 con il 2015 come anno record. C’è chi si spoglia completamente nudo, chi tenta di fare yoga e chi, come sempre più spesso avviene in Cina, cerca di aprire il portellone della cabina.Insomma il bige drinking in volo sta creando problemi enormi perché sempre più spesso i piloti decidono di atterrare in modo che il disturbatore sia arrestato e uno scalo imprevisto costa fino a 200.000€.

ubriachi-in-aereo-fra-il-panico-generale

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C’è dunque la richiesta di intervento da parte delle autorità di sicurezza del settore aeronautico. Alcune compagnie aeree sono intervenute con misure restrittive soprattutto sulla rotta di Ibiza che sembra la più problematica ma non basta. La prima misura è quella presa in Gran Bretagna che vieta di servire alcolici alle persone “alticce”, norma che esiste da sempre nel codice del commercio italiano ma che, evidentemente, in Gran

Frescobaldi-wine-bar-aeroporto-di-Fiumicino

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Bretagna manca. E’ invece allo studio il divieto di consumare gli alcolici acquistati al Duty-free che sembra poco realizzabile per cui potrebbero arrivare restrizioni alla vendita di alcolici nelle aree aeroportuali , misura che rischia di colpire anche il vino.
Non è un piccolo problema; molte cantine come Frescobaldi in Italia e in Francia alcuni Champagne, hanno investito cifre importanti nelle aree di sosta dei passeggeri considerandole una vetrina per un pubblico di livello medio alto. Soprattutto in Asia esistono enoteche con vini costosissimi che sono diventati una meta per i collezionisti e gli investitori al punto da far loro preferire quell’aeroporto ad altri. Io stessa ho ipotizzato l’uso dei duty-free per presentare i territori del vino e la loro visita ai parte dei turisti in transito.
Per capire il potenziale impatto economico di una simile decisione basta dire che il business degli acolici nei duty-free dell’UK è di 300 milioni di sterline pari a un quinto dell’intero fatturato. Pensiamo al totale mondiale e avremo davanti cifre da capogiro.
Forse sarebbe meglio organizzare un servizio di custodia degli alcolici comprati negli scali, una sorta di lucchetto da aprire all’arrivo. Perché l’intemperanza di pochi dovrebbe danneggiare tutti, compresi noi produttori?

wine-destination

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