Un turista su tre porta a casa un souvenir enogastronomico

Formaggi

Un turista su tre porta a casa un souvenir enogastronomico

Bottiglie di vino, salumi, formaggi, olio extravergine il primo export dell’agroalimentare italiano … è nelle valige di 18 milioni di visitatori esteri

Formaggi

Formaggi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Ormai è evidente: cibi e vini sono le star della nostra offerta turistica! Sono al secondo posto, dopo l’arte, fra le attrazioni dell’Italia e in cima alla lista delle cose gradite di chi riparte dal nostro Paese. Un apprezzamento che si estende anche ai vacanzieri italiani e vale, nel 2013, la cifra enorme di 11,7 miliardi di Euro, il 16% di tutta la spesa turistica.

Salumi sardi

Salumi sardi

Oltre a pasti e spuntini tipici che, se accompagnati da spiegazioni, assumono il carattere di esperienze culturali al pari della visita ai musei, c’è poi lo shopping turistico. Per il visitatore l’acquisto di prodotti locali mira a prolungare l’esperienza di viaggio portando a casa un pezzetino autentico dei luoghi, quasi un simulacro delle emozioni vissute. Comprando alimenti tipici il piacere può essere condiviso con altre persone e accreditare il racconto del viaggio, per questo è apprezzato da un crescente numero di turisti come ha sottolineato Cronache di gusto, in un recente delizioso post.

Museo cucina Liguria

Museo cucina Liguria

La torre di Pisa con brillantini luminescenti, la gondola con carillon, i finti cestini fatti a mano, così come i finti merletti a tombolo dalle vecchiette del posto … hanno i giorni contati. Troppi prodotti d’importazione spacciati come tipici, un taroccamento che ha danneggiato in primo luogo i veri artigiani e poi ha fatto scadere l’offerta turistica.
L’ apprezzamento per i souvenir gastronomici rivela ovviamente, in primo luogo, che i nostri “giacimenti gastronomici” (per dirla come Davide Paolini) piacciono. Questo è il punto principale ma non il solo. C’è anche un bisogno di manualità, di racconto, di diversità, di autenticità .. che si esalta nella visita dei luoghi di produzione, nelle lezioni di cucina …
Quindi la crescita dello shopping turistico è da esaminare da più lati ma sempre come un’enorme opportunità. E’ la porta dell’export perché divulga DOP, IGP all’estero, è un mercato in crescita ed ha urgente bisogno di nuovi addetti qualificati per cui darà molti nuovi posti di lavoro: “le guide del gusto”, assaggiatori di formaggi e di olio extravergine, esperti di salumi e di pane…..

tartufo_bianco_

tartufo_bianco_

Saper vendere il pecorino a Pienza significa essere in grado di spiegare le differenze fra le forme anche in inglese. Allo stesso modo come accompagnare un turista russo a vedere un’acetaia di balsamico a Modena significa avere ben chiaro il processo produttivo oltre che la grammatica russa.
C’è un aspetto che non dovrebbe mai essere dimenticato: il turismo falsifica. Perché il successo dei souvenir enogastronomici sia duraturo e crei sviluppo è indispensabile che l’autenticità sia salvaguardata come un bene prezioso. I veri prodotti tipici vanno divisi dall’altra offerta commerciale (esposti su scaffali diversi e muniti di contrassegni) così come i piatti 100% locali vanno segnalati nei menù dei ristoranti inoltre gli addetti alla vendita, così come i camerieri dovrebbero curare la loro formazione professionale come fosse un’assicurazione sul futuro, per ora non è molto richiesta ma presto diventerà un’arma vincente. Chi sa che fra 20 anni, un diploma ONAF o di assaggiatore d’olio, assicuri una vecchiaia serena molto più dell’IMPS!

Ma attenzione ai souvenir tarocchi sono la campana a morto del turismo di qualità.  Per impedirli non servono NAS, ASL, Repressione Frodi, perchè non si tratta di sofisticazioni o adulterazioni … per contrastare  il falso tipico ci vogliono accordi di autoregolazione  che uniscano chi produce e vende tipico. Basta solo non lasciarsi tentare  dai veloci guadagni del taroccato.