VENDEMMIA CON PARENTI E AMICI IN TRENTINO
IL TRENTINO AUTORIZZA LA GANZEGA IN VENDEMMIA CIOE’ L’AIUTO DI PARENTI E AMICI NON RETRIBUITI NELLA RACCOLTA DELL’UVA. IL VENETO CI STA PENSANDO

Ganzega vendemmia con parenti e amici in Trentino
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Il ritorno alla vendemmia come momento solidale e condiviso dove comunità e famiglie uniscono le forze per portare a casa l’uva, è una boccata di ossigeno per il settore vino gravato da una burocrazia enorme e a tratti asfissiante.
L’iniziativa è della Provincia autonoma di Trento e ripristina la Ganzega, tradizionale forma di scambio che permetteva alle aziende agricole familiari di usufruire di parenti, vicini e amici per la raccolta dell’uva. In Toscana avveniva soprattutto nella trebbiatura e si chiamava “andare a opera” cioè fare uno scambio con i poderi vicini lavorando una o più giornate gratuitamente perché poi si sarebbe ricevuto lo stesso favore. Questo permetteva di realizzare attività che richiedevano molta mano d’opera nello stesso giorno senza dover assumere salariati ma facendo degli scambi non retribuiti.
LA PROVINCIA DI TRENTO REINTRODUCE LA GANZEGA COME FORMA DI AIUTO SOLIDALE
L’assessore Giulia Zanotelli in accordo con la Camera di Commercio ha detto << il riconoscimento dell’aiuto occasionale e non retribuito durante la vendemmia e la raccolta, così come dell’aiuto solidale tra agricoltori, è pienamente operativo>>. Una norma che recupera una consuetudine antica e favorisce << i piccoli produttori che devono fare fronte alle difficoltà della raccolta e della vendemmia e che possono ora giovare pienamente del riconoscimento di questa pratica di solidarietà e convivialità, peraltro già radicata nella nostra comunità>> come ha detto la Zanotelli al giornale “Il Dolomiti”
CHE COS’E’ E COME FUNZIONA LA GANZEGA
Per la verità la norma esisteva già. A livello nazionale, l’art. 74 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 prevede infatti la possibilità di far partecipare alle attività agricole parenti o affini purchè non siano retribuiti e la prestazione sia occasionale cioè breve. In realtà gli ispettori dell’Ufficio del Lavoro tendono a interpretare la norma in forma molto restrittiva e ho notizia di multe salatissime a chi è stato trovato con i cugini nei filari della raccolta.
Per questo l’autorizzazione della Ganzega costituisce quasi una rivoluzione. Prima di tutto non riguarda solo il nucleo familiare bensì parenti, affini, amici e vicini. Reintroduce il concetto di solidarietà all’interno della comunità e probabilmente anche quella del pasto conviviale come forma di festeggiamento dei risultati. Pratica bellissima che in Toscana si chiamava “benfinita”.
La Ganzega si basa, nella norma attuale come nel passato, su alcuni principi. L’aiuto deve essere spontaneo, occasionale, gratuito, collegato alla vendemmia e basato su rapporti personali.
Accanto alla Ganzega è stato riconosciuto anche il tradizionale “aiuto di soccorso” cioè la collaborazione gratuita prestata tra agricoltori in particolari situazioni di necessità come una malattia.
LA GANZEGA E IL LAVORO NERO
La norma non autorizza forme di lavoro esterne a quello subordinato regolato per legge e anzi avrà bisogno di specifiche circa le assicurazioni e l’antinfortunistica soprattutto per quanto riguarda l’uso di mezzi meccanici.
Per questo, dei dubbi sulla tenuta di questa norma rispetto alle ispezioni degli organi di controllo è più che legittima. Mi spinge a suggerire alle aziende agicole che attuano la Ganzega di tenere un’attenta documentazione sui partecipanti e munirsi di una solida assicurazione.
LA GANZEGA E LA VENDEMMIA TURISTICA
Vorrei fare qui un richiamo alle norme sulla vendemmia turistica che hanno ucciso questa proposta enoturistica mettendo obblighi così numerosi e difficilmente attuabili da renderla poco interessante sia per le cantine che per le agenzie turistiche …
La necessità di contrastare il lavoro nero non deve, a mio avviso, trasformarsi in obblighi assurdi come quello di limitare a un massimo di 2 “vendemmie turistiche” la settimana. I giorni della raccolta dell’uva sono pochi e limitare l’accoglienza di turisti rende questa attività inattuabile o poco conveniente.
Alla fine c’è il rischio di surrogare la vendemmia turistica con quella solidale come ha evidenziato La Repubblica nell’articolo “Andiamo in vigna a fare la ganzega. Come partecipare a una vendemmia (senza rischiare multe)” scritto da Martina Liverani.
IL VENETO STA SEGUENDO L’ESEMPIO DEL TRENTINO
In realtà sono attività completamente diverse ma il rischio di mescolarle esiste e potrebbe allargarsi ad altri territori. Ache il Veneto, infatti, guarda con favore all’esempio del trentino. Per questo l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Dario Bond – chiede di approvare in tempi rapidi la modifica del registro degli usi <<Sappiamo che la raccolta degli usi richiede tempo, ma è importante iniziare: dare maggiore certezza agli agricoltori significa ridurre le aree di incertezza e tutelare chi opera correttamente>>. In pratica il Veneto punta a riscoprire consuetudini antiche per proporre una norma simile al Trentino con maggiori certezze rispetto alla sicurezza sul lavoro e alle possibili contestazioni.





