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Cortona la città Under the tuscan sun

Conoscete Jovanotti? Abita a Cortona. Avete presente il film “Sotto il sole della Toscana” e il libro “Under the tuscan sun”? Sono ambientati a Cortona

 

Cortona Toscana

Cortona Toscana la città salotto con una storia etrusca

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Dista 40 minuti dalla Fattoria del Colle. E’ un posto glamour pieno di milionari americani con villa, piscina e amici. Ha dei panorami bellissimi e uno stile sofisticato nei negozi, nei bar, nella gente che cammina per strada.
Sono lontani i tempi in cui la campagna era un luogo da abbandonare. Gli anni intorno al 1971 quando Cortona ispirò la canzone “Che sarà” cantata da José Feliciano e i Ricchi e Poveri al Festival di San Remo.
Che sarà, che sarà, che sarà … che sarà della mia vita chi lo sa? / So far tutto o forse niente, da domani si vedrà e sarà, sarà quel che sarà.» «Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato, / la noia, l’abbandono, il niente son la tua malattia, / paese mio, ti lascio io vado via.»

 

COSA VEDERE

Cortona Toscana lovers

Cortona Toscana lovers la boutique del miglior artigianato toscano

Cortona non è un paese ma una città, con una grande storia e un profilo aristocratico per il gran numero di palazzi, conventi e chiese, piazze e strade piene di negozi e caffè eleganti.
Parco archeologico con i due meloni del Sodo, tombe di epoca etrusca quando Cortona era la potente Lucumonia.
– Museo dell’Accademia etrusca dove è esposto il celebre lampadario Fortezza del Girifalco (1549).
– Museo Diocesano con l’Annunciazione del Beato Angelico e le opere del pittore cortonese Luca Signorelli (1445- 1523)

 

COSA COMPRARE

Il meglio dell’artigianato toscano da Toscana Lovers di fronte alle scale del Palazzo Comunale.
Antiquariato, oltre ai negozi c’è una Mostra antiquaria fra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

 

Forme nel verde 2019 a San Quirico d’Orcia

Forme nel verde, mostra di sculture negli Horti Leonini ideata da Mario Guidotti nel 1971 è la 2°più antica rassegna d’arte dopo la Biennale di Venezia

Forme-nel-verde-2019-"Antifragile"

Forme-nel-verde-2019-“Antifragile”

di Donatella Cinelli Colombini

Quest’anno dal 27 luglio al 30 settembre la manifestazione intitolata “Antifragile” propone una riflessione sul Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto ricomposto nel chiostro di Palazzo Chigi di San Quirico dove sono esposte le opere lasciate dagli artisti protagonisti delle passate edizioni di Forme nel Verde e una selezione di dipinti realizzati dagli allievi dei corsi di pittura dell’Accademia di Firenze (30 km dalla Fattoria del Colle).

FORME NEL VERDE 2019 ANTIFRAGILE

Negli Horti Leonini ci sono invece le istallazioni realizzate da 50 studenti under 35 provenienti delle Accademie Toscane di Firenze e Carrara. Una proposta corale che da voce ai nuovi talenti artistici e scaturisce dai workshop coordinati da Francesco Saverio Teruzzi e Sebastiano Pelli.

FORME NEL VERDE E GLI  HORTI LEONINI

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d'Orcia

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d’Orcia

Gli Horti Leonini e Forme nel Verde, due cose che si combinano e si compenetrano in modo quasi magico. Gli Horti furono costruiti intorno al 1581 accanto alle mura cittadine e alla pieve di Santa Maria Assunta, già nota come Santa Maria ad hortos, con annesso lo Spedale della Scala in cui venivano ospitati i pellegrini che passavano sulla Via Francigena. San Quirico sorge infatti lungo l’importante asse viario che congiungeva Canterbury a Roma e compare fra le località citate dal Vescovo Sigerico nel 990, nel suo celebre viaggio. Dalla Francigena transitavano soldati, mercanti, sovrani -come Federico Barbarossa – pellegrini e santi come Caterina da Siena. San Quirico era dunque un posto tutt’altro che isolato e periferico.

HORTI LEONINI PRIMO GIARDINO PUBBLICO

Gli Horti leonini sono uno dei primi esempi di “giardino pubblico” costruito per dare ristoro e”… qualche comodità ancora delli viandanti…” come scrisse il suo creatore Diomede Leoni in una lettera al Granduca Ferdinando dè Medici. Uno spezio architettonico pensato per trasmettere un senso di armonia e benessere a chi percorre i suoi vialetti di bosso e concluso in un boschetto con una sensibilità tutta rinascimentale.

Quanto cresce il valore delle vigne italiane

Negli ultimi 50 anni è cresciuto in modo esponenziale soprattutto nel Brunello e nell’Amarone che partivano da valori più bassi. La corsa all’aumento continua?

Valore delle vigne italiane la maggior rivalutazione a Montalcino

Valore delle vigne italiane la maggior rivalutazione a Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Brunello Prime Donne

Ha fatto scalpore, nei mesi scorsi, il calcolo della crescita del valore dei vigneti italiani TOP negli ultimi 50 anni calcolato da Wine News. Le rivalutazioni più forti riguardano le aree che nel dopoguerra erano quasi in abbandono: il Brunello che è cresciuto del 2.474% e l’Amarone rivalutato del 1.357%. Alti ma meno sbalorditivi gli incrementi di Barolo (206%) e Barbaresco (257%) che, come dice sempre Angelo Gaja << sono zone ricche dove c’è molta industria>> zone cioè che non ebbero il collasso dei valori immobiliari causato dallo

Bolgheri azienda di Giovanni Chiappini acquistata negli anni '50

Bolgheri azienda di Giovanni Chiappini acquistata negli anni ’50

spopolamento delle campagne da parte degli ex contadini attirati dallo stipendio fisso in fabbrica e la casa in città con l’acqua potabile e il riscaldamento.
Tanti esempi testimoniano una rinascita che ha riguardato tutta la campagna Toscana e soprattutto le terre dei grandi vini. Negli anni 50 arrivò a Bolgheri Giovanni Chiappini insieme a un bel numero di famiglie contadine marchigiane attratte dal modestissimo prezzo di quei terreni. Lui comprò una proprietà in abbandono che oggi è la sua azienda. Si trova accanto a Ornellaia e vi produce il Guado dè Gemoli che nel 2013 è arrivato primo nel mondo nella classifica mondiale del Wine Enthusiast.

Paese mio che sei sulla collina Ci vuole un fisico bestiale

Cortona fra Franco Migliacci con “Che sarà”, Frances Mayes e il suo Under the tuscan sun, Jovanotti e Molesini con l’enoteca delle star

Ricchi e poveri "Che sarà"

Ricchi e poveri “Che sarà”

Di Donatella Cinelli Colombini

1971 Jimmy Fontana, Franco Migliacci e Carlo Pes scrivono la canzone Che sarà ed interpretata da José Feliciano e i Ricchi e Poveri che viene presentata al Festiva di san Remo dove ottiene il secondo posto. Feliciano è una stella internazionale e la canzone è incisa in italiano (Che sarà), spagnolo (Qué será) e inglese (Shake a Hand) ha un grande successo. « Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato,la noia, l’abbandono, il niente son la tua malattia, paese mio ti lascio, io vado via. » Il paese che viene

Luca Carboni & Jovanotti

Luca Carboni & Jovanotti Ci vuole un fisico bestiale

abbandonato è Cortona molto caro a Migliacci che vi trascorse lunghi periodi della sua vita. Erano gli anni del boom economico, della corsa all’assunzione in fabbrica e dell’abbandono delle campagne. Fra il 1951 al 1971 Cortona passò da 31.900 abitanti a 22.652. “Che sarà” esprime esattamente la tristezza di questo abbandono, di quello, che al momento, sembrava un percorso senza ritorno.

                                                                       
Cinelli Colombini
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