Davide D’Alterio Tag

Il sommelier post covid e i concorsi

Curare gli abbinamenti e generare profitti, i 2 must dei nuovi Sommelier alle prese con la ristorazione italiana in crisi e guardando ad un podio mondiale

 

Paolo-Basso-campione-del-mondo-sommelier-al-Casato-Prime-Donne

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di Donatella Cinelli Colombini

Negli ultimi 20 anni, i Sommelier, hanno avuto una crescita esponenziale. In Italia, il titolo è aperto anche a non professionisti e questo ha chiuso loro le porte dei concorsi mondiali ma ha diffuso la cultura del vino nel nostro Paese. Avvocati, medici, ingegneri espongono con orgoglio il loro certificato AIS, FISAR, FIS, ONAV … accanto al diploma di laurea.
I corsi si sono diffusi in ogni parte d’Italia e moltissimi ristoranti, enoteche, cantine hanno almeno un sommelier nel loro organico. Eppure nel periodo Covid i Sommelier sono stati fra i professionisti più colpiti. Il lockdown e successivamente le aperture a singhiozzo, causate dalle ondate infettive, hanno fatto strage degli addetti al vino nonostante le bottiglie costituiscano dal 30 al 50% delle entrate dei ristoranti.
I sommelier sono apparsi come “costi da tagliare” invece che <<un elemento che gestisce un prodotto che può generare profitto>> come scrive Paolo Basso, uno dei più celebri sommelier del mondo, oltre che docente al Glion Institute of Higher Education. Grave errore <<gli chef spesso non si rendono conto che un piatto può essere annientato semplicemente perché è abbinato al vino sbagliato>>.

 

Orcia Wine Festival 23-25 aprile 2022

Nel week end lungo del 25 aprile torna la festa della Doc Orcia, il vino più bello del mondo e io lascio la presidenza del Consorzio orgogliosa del lavoro fatto

 

Orcia-wine-festival-23-25-aprile-2021-degustazioni-guidate-a-Palazzo-Chigi

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di Donatella Cinelli Colombini

Con l’Orcia Wine Festival, 23-25 aprile 2022, si conclude la mia presidenza della Doc Orcia. Un lungo periodo in cui ho trovato nuovi amici che hanno condiviso con me ogni passo: lavoro, decisioni, viaggi, preoccupazioni e successi.

Durante i miei 9 anni di presidenza, la giovane denominazione, che nasce fra le terre del Brunello e del Vino Nobile, è cresciuta in qualità e reputazione. Nessuno è stato lasciato indietro anche se, lo sforzo di tirare il gruppo, si è concentrato solo su un piccolo gruppo di produttori più generosi. I risultati sono visibili: l’Orcia è presente in tutti i ristoranti e le enoteche del suo territorio di produzione ed è considerata una delle denominazioni emergenti in Italia.
Il vino Orcia nasce in una sessantina di cantine piccole e spesso piccolissime dove ci sono produttori appassionati, coraggiosi e legatissimi alla loro terra. Piccoli eroi vignaioli che affrontano sacrifici e fatiche nella convinzione di poter produrre grandi vini. A loro dico grazie. E’ stato bellissimo lavorare con loro e per loro, cercando di infondere coraggio, spirito di squadra e convinzione di poter vincere. Ho l’orgoglio di aver contribuito a creare un sogno – collettivo e individuale – che pian piano si sta trasformando in realtà.

Per capire appieno questo percorso venite alla Fattoria del Colle di Trequanda ed entrate nella sala della cantina che insegna ad ascoltare le vigne. Capirete come nasce e cresce la passione vignaiola.

 

La nuova generazione del vino

Sostenibile è la parola chiave per i millennials che producono, consumano e visitano i territori del vino. Una generazione green ma anche solidale e innovativa

Di Donatella Cinelli Colombini

AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

A Firenze la generazione degli under 40 del vino italiano AGIVI ha mostrato un nettissimo colore green. <<Dalla vigna alla cantina, passando dalla scelta del packaging a quella dei trasporti fino ai servizi offerti in azienda, sono sempre di più le iniziative delle nuove generazioni sviluppate in ottica sostenibile>>. Questo il nocciolo dell’incontro da cui è partita Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente di Agivi – l’Associazione dei giovani imprenditori vitivinicoli italiani di Unione Italiana vini durante l’incontro nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio in preparazione del G20 Agricoltura. L’appuntamento era all’interno della rassegna “Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio” coordinata dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino in collaborazione con il Comune di Firenze e incorniciata dalla mostra di Elisabetta Rogai, la pittrice fiorentina che dipinge col vino. <<Secondo un sondaggio fra i soci AGIVI, il 94% dei giovani imprenditori vinicoli ritiene che la sostenibilità possa rappresentare un fattore decisivo per la competitività, e quasi 7 intervistati su 10 scelgono i fornitori in base alla sostenibilità delle loro proposte. Abbiamo rilevato che l’83% delle aziende hanno progetti o piani sul tema della sostenibilità, già ultimati o in corso di realizzazione in 8 casi su 10>>.

ROBERTA GARIBALDI E IL TURISMO ENOGASTRONOMICO GIOVANE E SOSTENIBILE

Presidente-Violante-Gardini-Cinelli-Colombini-AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

Presidente-Violante-Gardini-Cinelli-Colombini-AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

Ma anche i turisti enogastronomici pensano green <<La sostenibilità rappresenta un importante driver di scelta soprattutto per le nuove generazioni che, in viaggio, tendono a adottare comportamenti consoni evitando sprechi di cibo e rispettando l’ambiente>> ha spiegato Roberta Garibaldi, professore all’Università di Bergamo e autore del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano. <<I turisti Millennials, inoltre, sono pienamente consci di cosa significa turismo sostenibile nelle sue differenti sfaccettature ambientale, sociale ed economica: il 77% ritiene non solo che sia una pratica rispettosa dell’ambiente, ma anche che possa contribuire a salvaguardare le usanze della comunità visitata, e rappresentano il 74% i giovani che credono che possa essere fonte di occupazione e reddito nei territori interessati. I Millennials si dimostrano quindi particolarmente attenti al sociale: sono più propensi a visitare un’azienda se adotta politiche etiche nella gestione (70%) o ha in essere progetti di aiuto verso le categorie svantaggiate (70%). Infine, dichiarano che sceglierebbero più volentieri tour che diano l’opportunità di visitare negozi o siti produttivi condotti da persone che hanno affrontato o stanno affrontando situazioni di disagio economico-sociale (63%)>>.