Davide Oldani Tag

RCR il castello del cristallo è in Toscana

Il forno per la fusione del cristallo più grande del mondo, Luxion che sembra cristallo ma non inquina … questa è la RCR

RCR coppe con piedi colorati

RCR coppe con piedi colorati

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
RCR è uno dei brand del cristallo più famosi a livello internazionale ma anche un mondo di tecnologia e manualità dove lavorano persone appassionate e creative che fanno squadra in questo momento difficile e sanno mettere in campo soluzioni davvero innovative.

RCR World best

RCR World best con Luca Gardini

Parlo di Luxion, un brevetto RCR che rivoluziona il cristallo perché è “eco” cioè non contiene piombo e viene prodotto in forni senza emissioni. Ma ha anche altri pregi: la brillantezza e la sonorità del cristallo ma contemporaneamente l’elasticità del vetro per cui non si rompe. Ho visto un calice Luxion sottoposto a una torsione di 16° per 14.000 volte che era perfettamente intatto.
Questa è la qualità che esce da RCR. Ho partecipato alla presentazione delle nuove collezioni ai buyer di tutto il mondo. C’erano indiani, giapponesi, brasiliani … e ho visto i nuovi modelli fra cui il piatto creato dallo chef Davide Oldani con una spirale che esalta il cibo rifrangendovi la luce.

Mangiare con gli occhi: l’era del food porn

L’immagine di un piatto, il desiderio che scatena, la voglia che fa crescere dentro, quasi il bisogno di toccarlo: eccolo, il food porn.

Visto e letto per voi da Bonella Ciacci

food-phone

food-phone

Forse il termine non vi è nuovo, o forse sì: food porn (o pornfood). Un termine volutamente forte, che richiama alla pornografia, legata al cibo. Ma no, non stiamo parlando di donne nude ricoperte di cose da mangiare o addirittura di peggio. Allora di cosa si tratta? Ed esiste un’unica accezione del termine?

Il termine, se si cerca il suo significato, su urban dictionary sta a indicare un piatto, un cibo, che è bello e buono mentre lo si mangia, ma che dopo fa stare male o sentire “sporchi”. Quindi cibi calorici, grassi, gustosi ma poco salutari. Ma da qui, il concetto di food porn si è evoluto molto. L’espressione è comparsa per la prima volta nel libro “Female Desire-Women’s Sexuality today”, di Rosalind Coward.

Innanzitutto, perché “pornografia del cibo”? Il cibo con il sesso ha alcuni punti in comune (tranne l’indecenza, fortunatamente): un bel piatto, presentato in modo attraente, ricco di salse o creme, che richiama alla mente un peccato di gola, che mette l’acquolina in bocca, provoca il desiderio di mangiarlo, e allo stesso tempo l’insoddisfazione dovuta all’impalpabilità di ciò che stiamo guardando. Gioca quindi sullo stesso piano della pornografia, andando a stimolare le stesse reazioni istintive. 

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.