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5 GRAPPOLI AL BRUNELLO PRIME DONNE 2020

LA GUIDA BIBENDA DELLA FONDAZIONE ITALIANA SOMMELIER ASSEGNA IL PREMIO DEI 5 GRAPPOLI ALLA SELEZIONE PRIME DONNE DEL BRUNELLO 2020 DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Bibenda festa in occasione della consegna dei 5 grappoli Franco Ricci presidente FIS

Bibenda festa in occasione della consegna dei 5 grappoli Franco Ricci presidente FIS

La lettera firmata da Franco Ricci per l’assegnazione dei 5 grappoli al Brunello Prime Donne inizia con un riferimento alla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla sede di FIS Fondazione Italiana Sommelier, avvenuta nel marzo scorso.
<<Ascoltare le nostre e vostre parole e parlarci di vino, sentirsi contento “dal bel mondo che rappresentiamo” ci ha gratificato come non mai!>>.
E’ un orgoglio e un incoraggiamento per tutti quelli che lavorano nel wine business, dai vignaioli ai sommelier dei ristoranti stellati.

FESTA BIBENDA IL 22 NOVEMBRE ALL’HOTEL ROME CAVALIERI

La festa per la consegna dei 5 grappoli, sabato 22 novembre, coincide quest’anno con la celebrazione dei 60 anni di attività di Franco Ricci e dell’associazione dei sommelier romani da lui guidata. Un percorso a tratti complicato ma anche ricco di successi <<siamo alla 28a Edizione della nostra GUIDA BIBENDA che ha raggiunto un numero a sei zeri di persone che la consultano>> spiega Franco <<l’orgoglio del Vino Italiano, assieme all’Olio, alle Grappe e alle Camere su Vigna, così com’è noto, abbiamo chiamato i Resort dei Produttori, si mostra a tutti attraverso la grande vetrina di Bibenda>>

IN BELGIO CON DONATELLA

INVITATA DA ELISABETTA LUCHETTI E CARLO PAGLIACCI A BRUXELLES PER PRESENTARE 5 VINI E SOPRATTUTTO IL BRUNELLO AI WINE LOVERS ITALIANI IN UNA DEGUSTAZIONE SOLD OUT

Donatella Cinelli Colombini a Bruxelles degustazione con i wine lovers

Donatella Cinelli Colombini a Bruxelles degustazione con i wine lovers

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Ho vissuto nove mesi a Lille, nel Nord della Francia. Una città fiamminga che nel rinascimento si chiamava Rysel e, ancora oggi, varcato il vicinissimo confine belga viene indicata, nei cartelli stradali, come Rijsel. Ricordo che durante il primo week end turistico in Belgio, io e mio marito Carlo facemmo fatica a trovare la strada per tornare a casa.

DONATELLA TURISTA A BRUXELLES

Amo le Fiandre, l’arte fiamminga soprattutto Jan van Eyck , le città fiamminghe soprattutto Bruges e la cucina fiamminga soprattutto le Moules et frites e la carbonade flamande. Per questo vado sempre in Belgio con entusiasmo.
Questa volta l’appuntamento è molto speciale. Mi ha invitato Mario Pagliacci della Direzione Generale della Commissione agricoltura della Comunità Europea e sua moglie Elisabetta Luchetti figlia del mio vecchio amico ed ex Ministro Walter Luchetti. Carlo e i suoi amici hanno organizzato per noi una degustazione presso la Camera di Commercio italo belga con un Club di wine lovers. 5 vini con una prevalenza di Brunello ma anche Orcia Cenerentola e Chianti Superiore.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 10

ALCUNE INIZIATIVE HANNO AVUTO UN IMPATTO RILEVANTISSIMO SULLA STORIA DEL VINO ITALIANO: FORMAZIONE, STAMPA SPECIALIZZATA, GUIDE, FIERE E SOMMELIER

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-Presidente-Onorario-Antonio-Calò

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-Presidente-Onorario-Antonio-Calò

Questo gruppo di 5 innovatori riunisce in forma molto, molto, molto riassunta delle iniziative che hanno determinato radicali cambiamenti nel modo di produrre, commercializzare, consumare il vino italiano. Nell’insieme mostrano un processo virtuoso verso l’innalzamento qualitativo e il passaggio dalla vendita del vino sfuso alla commercializzazione di bottiglia con il proprio marchio. Un processo che ha fatto crescere produttori e consumatori e che ha avuto un’accelerata alla fine del Novecento con il fiorire di nuove iniziative per poi consolidarsi nella forma attuale.
Con il post numero 10 di questa serie siamo arrivati a 50 profili. Per andare avanti ho bisogno delle vostre idee e dei vostri suggerimenti e li aspetto a donatella@cinellicolombini.it.
Mi scuso per tutti quelli che avrebbero meritato di essere citati e invece non sono ricordati in questo testo ma non potevo allungare oltre questa scheda che è già molto prolissa.

LA FORMAZIONE

La formazione ha giocato un ruolo determinante nella qualificazione del vino italiano partendo dalle scuole enologiche di Conegliano (1876), Avellino (1879) e Alba (1881), con a fianco le associazioni enofile e le cattedre ambulanti.
Un’offerta formativa che si è propagata in tutta Italia, nel corso del Novecento, allungandosi poi nelle università.

ESSERE SOMMELIER E’ DIFFICILE SE NASCI LONTANO DALLE VIGNE

Chi nasce nei territori del vino assorbe la cultura enologica fino dalla giovinezza ed è avvantaggiato nel diventare Sommelier e nel lavorare come Sommelier

 

Paolo-Basso-campione-del-mondo-sommelier-al-Casato-Prime-Donne

Paolo-Basso-campione-del-mondo-sommelier-ASI-al-Casato-Prime-Donne

di Donatella Cinelli Colombini

C’è un diverso punto di partenza fra chi impara a distinguere vitigni e denominazioni perché ci vive in mezzo rispetto a chi inizia a interessarsi al vino in un Paese dove non esiste una cultura enologica. Ovviamente c’è un altro aspetto da considerare: diventare Sommelier in Italia o in Francia offre maggiori prospettive di lavoro rispetto a chi lo diventa in zone dove il vino non è protagonista.

 

DIVENTARE SOMMELIER E’ PIU’ FACILE NEI PAESI PRODUTTORI DI VINO

Per esempio in Sud Africa, Paese produttore di vino dove il turismo è il secondo comprato per occupati, essere Sommelier accresce enormemente le prospettive di trovare un lavoro. I Sommelier sono anche critici, formatori, consulenti per importatori, oppure commercianti di vino.

 

Come trasformarsi da wine lover in professionista

Prima di tutto diventa Sommelier secondo vai a lavorare in un posto dove puoi assaggiare grandi vini e ascoltare le opinioni di veri esperti e poi buttati

SWE- corso da Sommelier

SWE- corso da Sommelier

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I costi ci sono ma non sono enormi se c’è anche una vera passione per il vino, un buon talento e la ferma volontà di trasformare questa passione in un’attività di successo.  Infatti l’unico vero investimento è il corso AIS, FISAR, ONAV, FIS, ASPI …. Con il diploma da Sommelier in tasca è possibile fare i passi successivi. In Italia il pezzo di carta conta e quindi questo primo scalino va fatto e pagato.

 

FORMAZIONE ALL’ESTERO

Andare all’estero non fa risparmiare, i primi passi costano anche fuori dal nostro Paese. In Europa ci sono associazioni di Sommelier quasi ovunque collegate al circuito ASI e organizzano periodicamente corsi simili a quelli italiani. In Gran Bretagna c’è la prestigiosissima House of Master of Wine, il sogno di ogni wine lover. Propone corsi di livello molto alto e non certo da debuttanti, per fare i primi passi meglio la WSET Wine and Spirit Education Trust dove ha studiato anche la cognata reale Pippa Middleton. Dunque oltre che avere buoni docenti ha anche studenti di alto livello! In USA è possibile indirizzare la propria formazione fin dall’inizio in base al lavoro che si ha intenzione di fare: Master Sommeliers per chi vuol operare nella ristorazione, WSET  più adatto per chi vuole lavorare da importatori o commercianti, SWE Society of Wine Educators che  forma i futuri docenti. 

                                                                       
Cinelli Colombini
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