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Il souvenir di viaggio è sempre più goloso

Un italiano su due (56%) porta a casa dalle vacanze un souvenir enogastronomico. Vini, salumi, formaggi… un neverending attraverso il sapore dei luoghi visitati

 

Mercatino-agricolo-Campagna-Amica-shopping-enogastronomico-dei-turisti_

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di Donatella Cinelli Colombini

Come sempre Coldiretti/Ixè fa il punto sugli effetti dei 35 milioni di italiani in ferie estive sul settore agroalimentare.

Nello shopping le ghiottonerie tipiche battono i souvenir classici ma questo era facilmente prevedibile. Invece sorprende la vittoria dei formaggi che superano salumi, dolci, vino e olio extravergine d’oliva negli acquisti di viaggio.

 

FORMAGGIO PRIMO NELLO SHOPPING DELLE VACANZE

Anche il “food porn” cioè la pubblicazione di foto e video dei piatti più belli mangiati in vacanza (42%) nei propri social fa parte della componente golosa del viaggio che diventa sempre più importate.

Mangiare con gli occhi: l’era del food porn

L’immagine di un piatto, il desiderio che scatena, la voglia che fa crescere dentro, quasi il bisogno di toccarlo: eccolo, il food porn.

Visto e letto per voi da Bonella Ciacci

food-phone

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Forse il termine non vi è nuovo, o forse sì: food porn (o pornfood). Un termine volutamente forte, che richiama alla pornografia, legata al cibo. Ma no, non stiamo parlando di donne nude ricoperte di cose da mangiare o addirittura di peggio. Allora di cosa si tratta? Ed esiste un’unica accezione del termine?

Il termine, se si cerca il suo significato, su urban dictionary sta a indicare un piatto, un cibo, che è bello e buono mentre lo si mangia, ma che dopo fa stare male o sentire “sporchi”. Quindi cibi calorici, grassi, gustosi ma poco salutari. Ma da qui, il concetto di food porn si è evoluto molto. L’espressione è comparsa per la prima volta nel libro “Female Desire-Women’s Sexuality today”, di Rosalind Coward.

Innanzitutto, perché “pornografia del cibo”? Il cibo con il sesso ha alcuni punti in comune (tranne l’indecenza, fortunatamente): un bel piatto, presentato in modo attraente, ricco di salse o creme, che richiama alla mente un peccato di gola, che mette l’acquolina in bocca, provoca il desiderio di mangiarlo, e allo stesso tempo l’insoddisfazione dovuta all’impalpabilità di ciò che stiamo guardando. Gioca quindi sullo stesso piano della pornografia, andando a stimolare le stesse reazioni istintive.