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CANNABIS O PROSECCO?

UNA RICERCA DEL WINE MARKET COUNCIL USA SEMBRA MOSTRARE COME IL CONSUMO DI MARIJUANA FACCIA CALARE QUELLO DI VINI EFFERVESCENTI PIU’ SEMPLICI COME IL PROSECCCO O IL CAVA

Il Cannabis minaccia il mercato del Prosecco

Il Cannabis minaccia il mercato del Prosecco

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Anche se è vero che marijuana e vino hanno mercati diversi tuttavia tantissimi produttori hanno il dubbio che una maggiore diffusione di cannabis faccia calare la vendita del vino.

Un articolo di W. Blake Gray su WineSearcher spiega come il probabile declassamento della marijuana, da parte del Governo federale USA, potrebbe rendere l’erba più attraente agli occhi del pubblico, più ampiamente disponibile nel mercato e commercializzata in modo più esplicito. Già adesso 21 Stati – e fra essi tutta la costa occidentale- consentono la vendita della marijuana per scopo ricreativo.
Inoltre la riclassificazione potrebbe ridurre il prezzo del cannabis che già adesso costa meno del vino.

Birra alla marijuana in Canada. Ci preoccupiamo?

Non so se la cannabis sia salutare, ma è sicuramente remunerativa. Per questo c’è chi ha brevettato la birra alla marijuana e vuole aggiungerla ai succhi di frutta

Birra-alla-marijuana

Birra-alla-marijuana

Di Donatella Cinelli Colombini

Quest’anno il mercato legale di cannabis in USA e Canada raggiungerà i 17,8 miliardi di Dollari (Euromonitor). Un fiume di soldi che si sta lentamente allargando anche in Italia dove la produzione ufficiale di cannabis per scopi terapeutici non riesce a stare dietro alle richieste dei clienti.
Non è ancora chiaro se la sensazione di benessere prodotta dalla marijuana abbia delle controindicazioni più pesanti della semplice dipendenza e in che misura allontani gli utilizzatori dalle responsabilità della vita reale, tuttavia rende felici chi la consuma e soprattutto chi la vende per gli enormi profitti che genera. Tutti pensavano che questo fiorente business avrebbe attratto investimenti dai giganti del tabacco e invece ha attratto l’attenzione del gigante multinazionale degli alcolici Costellation. Con i suoi 7.3 miliardi di Dollari, di fatturato annuo, la Costellation ha potuto investire 141 milioni di Sterline per comprare il 10% della società canadese produttrice di cannabis Canopy Growth Corp. Secondo le dichiarazioni della Costellation l’investimento mira a produrre bevande nelle quali l’effetto euforizzante dell’alcool viene sostituito da quello della marijuana. Bibite analcoliche a base di cannabis come succhi di frutta e caffè capaci di rilassare, lenire i dolori fisici e persino rendere più socievoli.

Birra-alla-marijuana

Birra-alla-marijuana

Ma ecco che arriva il metodo per produrre birra dalla cannabis. In pratica la marijuana sostituisce i normali ingredienti di produzione. Il brevetto è stato depositato nel luglio 2017 dalla canadese Provice Brands, il cui amministratore delegato Rob Sands, si è detto sicuro che la futura liberalizzazione della cannabis per uso ricreativo in tutti gli stati americani, farà fare ottimi affari alla sua ditta.
La Provence Brands è una società nata nel 2016 scommettendo sull’autorizzazione alla vendita di bevande a base di cannabis. In effetti il Canada è stato il primo Paese al mondo a legalizzare la marijuana per uso medico nel 2001 e nel 2017 ha annunciato che, entro i due anni successivi, avrebbe consentito anche cibi o bevande a base di marijuana. Questo ha innescato la corsa agli investimenti.