I RICETTARI DOMESTICI E LA CUCINA ITALIANA UNESCO
IL PROGETTO RAGÙ: RETI E ARCHIVI DEL GUSTO DELLA STORICA MILA FUMINI CONSISTE NELLA DIGITALIZZAZIONE DEI RICETTARI DOMESTICI ITALIANI SCRITTI A MANO

Progetto Ragù Mila Fumini
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Se vogliamo dare un senso all’iscrizione della Cucina Italiana nel patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, bisogna cominciare a studiarla sul serio. Il Ministro Giuli ha ben spiegato che il riconoscimento riguarda lo stile di vita, i sapori e i saperi, la convivialità, la prossimità e la sostenibilità della cultura del cibo nelle sue varie declinazioni locali.
Bellissimo!
Ma come difendiamo questa eredità preziosa se non la studiamo?
Un ottimo articolo di Antonella De Santis su Gamberorosso riporta un’intervista alla storica Mila Fumini che inizia con questa frase <<Quando ho scoperto che nessuno aveva mai raccolto e studiato sistematicamente i ricettari domestici sono rimasta basita>>. Da questo parte un lavoro di 6 anni per raccogliere e digitalizzare i ricettari domestici. Il progetto si chiama RAGU’: Reti e archivi del gusto.
I RICETTARI MANOSCITTI RACCONTANO LA STORIA DEI TERRITORI E LA CIVILTA’ DELLA TAVOLA
I ricettari domestici sono manoscritti che spesso contengono istruzioni di vario genere; ricette procedimenti per preparare saponi, unguenti oppure rammendature e lavori a maglia. Testimonianze dirette della cultura materiale che si evolve nel tempo come risposta a guerre, carestie, credenze religiose, contatti con altre culture e comunità.







