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LE VIGNE BIO SONO LE PIU’ SOSTENIBILI?

DOPO LA DIFFICILISSIMA ANNATA 2023 MOLTI SI CHIEDONO SE IL PROTOCOLLO BIO SIA LA STRADA GIUSTA PER TUTELARE L’AMBIENTE O SERVA INVECE RIDURRE RAME E TRATTORI

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di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Sullo sfondo ci sono i problemi mondiali: gli 8 miliardi di abitanti del pianeta che bisogna sfamare e difficilmente avranno cibo con le coltivazioni bio che riducono la resa produttiva. Il contrasto al cambiamento climatico che impone di ridurre le emissioni di CO2 mentre il sistema BIO costringe a passare nei vigneti moltissime volte con i trattori.
Nel 2030 l’Europa dovrà avere il 30% di coltivazione biologica e la viticultura italiana è vicinissima a questo obiettivo, ma i problemi ci sono e forse il BIO, così come è strutturato adesso, non è in grado di risolverli. Per questo si è aperto un dibattito che WineMeridian ha raccontato in modo efficace.

 

MEGLIO LA FOGLIOLINA VERDE DEL BIO O L’APE SOSTENIBILE?

La fogliolina verde o l’ape? La viticoltura biologica è più impattante di quella sostenibile?
Il ritorno al convenzionale, almeno per vignaioli BIO come me, è fuori questione. Io ho visto migliorare la qualità della mia uva e la salute delle mie viti e non intendo tornare indietro anche perché inorridisco di fronte alla politica che rinvia il divieto d’uso dei diserbanti – il famigerato glifosato- che sono fra le sostanze più nocive per la terra, l’acqua e la salute umana.
Tuttavia è giusto porsi il problema e, dopo un’annata come la 2023, chiedersi se sia utile lasciare così tanto rame nel terreno e così tanta CO2 nell’aria a causa del gran numero di trattamenti e quindi di passaggi nei vigneti con i trattori.

 

GLI HUB DELL’ENOTURISMO SEMPRE PIU’ IMPORTANTI

Il futuro del turismo del vino comprende la creazione di grandi infrastrutture capaci di accrescere visibilità, prestigio e visitatori alla propria denominazione

 

Marsala Cantine Florio tavolo da degustazione in cantina

Hub enoturistico Marsala Cantine Florio tavolo da degustazione in cantina

Di Donatella Cinelli Colombini

Il punto di partenza è la lista presentata da Roberta Garibaldi in qualità di AD di Enit alla Unwto Global Conference on Wine Tourism che si è svolta ad Alba nel 2022:
• IL VINO TESTIMONIA LA CULTURA E LA TRADIZIONE
• SOSTENIBILITA’ A 360 GRADI 7 turisti su 10 scelgono in base alla sostenibilità ambientale e sociale
• DESIDERIO DI SPAZI APERTI
• NATURE BATHING IMMERGERSI NELLA NATURA
– 50% dei turisti italiani sceglie le spa a tema vino e il 40% percorsi di pittura
• NASCONO GLI HUB ENOGASTRONOMICI
– I musei dell’enogastronomia attraggono il 60% delle ricerche degli italiani

 

Le cantine storiche e monumentali in Italia

Vi racconto di castelli, ville, abbazie, borghi medioevali … luoghi storici con sotto le cantine, caratteri diversi e spesso storie centenarie

Brolio soffitto dipinto

Brolio soffitto dipinto

Di Donatella Cinelli Colombini esperta in turismo del vino

Ci sono villaggi dove le case sono popolate da botti, sale da degustazione con affreschi rinascimentali, stanza delle torture con dentro le bottiglie …. Cito solo due aziende che sono nella storia del vino italiano e hanno utilizzato benissimo il loro potenziale storico-enologico a fini turistici: le cantine Florio a Marsala, in Sicilia e il Castello di Brolio nel Chianti Classico, in Toscana.
CANTINE FLORIO
Le cantine Florio sono poco fuori la città di Marsala, vicino al mare. Sembrano

Marsala Cantine Florio bottaia1

Marsala Cantine Florio bottaia1

cattedrali con tini e botti enormi in sei corridoi altissimi e lungi oltre cento metri ciascuno. La sala da degustazione ha un tavolo per 50 persone e l’enoteca per lo shopping somiglia a una boutique di alta moda. Poi c’è la storia ! Nel 1833 i Florio furono i primi italiani a entrare nel business del Marsala. Imprenditori geniali, diventarono ricchissimi, fondarono la prima compagnia di navigazione italiana e persino una corsa automobilistica, la Targa Florio.