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Covid: cantine e ristoranti chi vince e chi perde

Le vendite del vino crescono ma i bilanci delle piccole cantine no. Il covid porterà le piccole imprese del vino e di ristorazione a vendersi a quelle grandi?

 

Ristorazione-vino-e-covid-come-cambiano-e-come-potrebbero-cambiare

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Di Donatella Cinelli Colombini

C’è una soluzione al problema di cui vi sto per parlare: trasformare i ristoranti in luoghi di scoperta enologica e gastronomica dando nuove prospettive alle piccole cantine e agli artigiani del gusto del loro territorio. E’ un sogno? No è un’opportunità per tutti.

 

COME CAMBIA L’ACQUISTO E IL CONSUMO DEL VINO CON IL COVID

In USA, i consumatori comprano più bottiglie (57%) e le grandi cantine conquistano più quote di mercato a scapito di quelle piccole che registrano cali di business.
Gli studi della Sonoma State University diffusi da Wine Searcher riguardano gli USA ma assomigliano molto a ciò che sento dire dai produttori italiani.
Tornando alle analisi condotte sugli Stati Uniti, il primo dato è l’aumento di prezzo del vino acquistato dalle rivendite. Parliamo di soli 0,70 Dollari ma, vista la situazione economica generale, è un dato che colpisce, come colpisce che il segmento di bottiglie più vendute sia quello fra 20 e 25 $.
I consumatori comprano vini più cari e le bottiglie premium si spostano in casa? Forse si.

 

Ristorazione-vino-e-covid-come-cambiano-e-come-potrebbero-cambiare-Ravioli-con-ripieno-di-pecorino-e-LeoneRosso

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ON LINE E DELIVERY ECCO DOVE IL COVID HA DATO UN’ACCELERATA

Infatti il vino acquistato on line direttamente in cantina è molto aumentato in volume. Ma il prezzo medio è sceso di 10$ rispetto allo scorso anno e le etichette sopra i 150$ sono diventate invendibili.
Altro elemento importante: le piccole aziende si sono trovate in difficoltà anche su questo canale commerciale e stanno aumentando il loro magazzino.
Tutto lascia supporre l’acquisizione di grosse fette di mercato da parte dei grandi brand del vino, mentre le piccole cantine arrancano per la loro minore visibilità on line e negli scaffali di vendita.
Secondo gli esperti, gli americani hanno avuto più reddito disponibile durante la pandemia forse perché costretti ad una vita più casalinga, questo ha fatto crescere gli acquisti e, per alcuni generi come lo Champagne si prospetta un periodo particolarmente florido. Meno rosee le prospettive per i ristoranti che avranno difficoltà a ricaricare il vino come facevano prima perché i clienti si sono ormai abituati a comprarlo in rete e sanno il prezzo delle bottiglie.

 

Quando un menù mi manda in bestia

Liste chilometriche, ingredienti fuori stagione, nomi misteriosi tipo “pasta a modo mio”, descrizioni esageratamente dettagliate

Di Donatella Cinelli Colombini

cavolo con le fette_ingredienti

cavolo con le fette_ingredienti

<< Le carte interminabili e senza un carattere distintivo hanno fatto il loro tempo>> dice Claudio Nobbio nella sua intervista a “Ristoranti”. Secondo lui è meglio << far bene poche cose e concentrarsi sulle ricette del territorio >>. Come dargli torto? Eppure pochi seguono queste indicazioni.
Dissapore, uno dei blog più letti e apprezzati, elenca le frasi più odiose scritte nei menù e fa precedere l’articolo da questa massima <<Tempo fa un amico mi ha detto: “Per capire come sarà un ristorante devi controllare due cose: il menu e il bagno; e se il bagno fa schifo ma il menu è scritto a mano mangiaci lo stesso”. Ecco, io da quel momento mi affido a questa massima, che è più degna di TripAdvisor (non a caso finito nel mirino dell’Antitrust)>>.

Non condivido appieno, per me la pulizia del bagno è un indizio importante della pulizia di tutto il locale, ma in linea di massima concordo con l’aspirazione all’autenticità e alla semplicità.
Vediamo allora cosa fa scattare il malumore nel momento in cui si apre il menù del ristorante 

Tassa di scopo. Ma davvero siamo sicuri di fare un piacere al turismo italiano?

I comuni con le casse vuote cercano soldi dai turisti. Dal punto di vista delle amministrazioni locali la tassa di scopo o di soggiorno è un modo per ripagare le spese sostenute dalle città per aumentare la propria attrattività; concerti, mostre, decoro urbano, promozione ed altro, tutto ciò che serve a far tornare chi è già venuto e a trasformare l’esperienza di viaggio in qualcosa di unico e emozionante....

                                                                       
Cinelli Colombini
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