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Forme nel verde 2019 a San Quirico d’Orcia

Forme nel verde, mostra di sculture negli Horti Leonini ideata da Mario Guidotti nel 1971 è la 2°più antica rassegna d’arte dopo la Biennale di Venezia

Forme-nel-verde-2019-"Antifragile"

Forme-nel-verde-2019-“Antifragile”

di Donatella Cinelli Colombini

Quest’anno dal 27 luglio al 30 settembre la manifestazione intitolata “Antifragile” propone una riflessione sul Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto ricomposto nel chiostro di Palazzo Chigi di San Quirico dove sono esposte le opere lasciate dagli artisti protagonisti delle passate edizioni di Forme nel Verde e una selezione di dipinti realizzati dagli allievi dei corsi di pittura dell’Accademia di Firenze (30 km dalla Fattoria del Colle).

FORME NEL VERDE 2019 ANTIFRAGILE

Negli Horti Leonini ci sono invece le istallazioni realizzate da 50 studenti under 35 provenienti delle Accademie Toscane di Firenze e Carrara. Una proposta corale che da voce ai nuovi talenti artistici e scaturisce dai workshop coordinati da Francesco Saverio Teruzzi e Sebastiano Pelli.

FORME NEL VERDE E GLI  HORTI LEONINI

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d'Orcia

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d’Orcia

Gli Horti Leonini e Forme nel Verde, due cose che si combinano e si compenetrano in modo quasi magico. Gli Horti furono costruiti intorno al 1581 accanto alle mura cittadine e alla pieve di Santa Maria Assunta, già nota come Santa Maria ad hortos, con annesso lo Spedale della Scala in cui venivano ospitati i pellegrini che passavano sulla Via Francigena. San Quirico sorge infatti lungo l’importante asse viario che congiungeva Canterbury a Roma e compare fra le località citate dal Vescovo Sigerico nel 990, nel suo celebre viaggio. Dalla Francigena transitavano soldati, mercanti, sovrani -come Federico Barbarossa – pellegrini e santi come Caterina da Siena. San Quirico era dunque un posto tutt’altro che isolato e periferico.

HORTI LEONINI PRIMO GIARDINO PUBBLICO

Gli Horti leonini sono uno dei primi esempi di “giardino pubblico” costruito per dare ristoro e”… qualche comodità ancora delli viandanti…” come scrisse il suo creatore Diomede Leoni in una lettera al Granduca Ferdinando dè Medici. Uno spezio architettonico pensato per trasmettere un senso di armonia e benessere a chi percorre i suoi vialetti di bosso e concluso in un boschetto con una sensibilità tutta rinascimentale.

Francigena una via per viaggiare con l’anima

I Lions diventano supporters dei pellegrini che percorrono la storica strada da Canterbury a Roma. Consegnato il totem al Lions Club Montalcino La Fortezza

Via Francigena Totem Lions Club Montalcino La Fortezza

Via Francigena Totem Lions Club Montalcino La Fortezza

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Nel medioevo le strade romane andarono in rovina, ponti crollati, buche, frane …ben presto diventò impossibile percorrerle con i carri. Poi l’ostilità fra longobardi e i bizantini complicò la viabilità e diventò impossibile andare da Firenze a Bologna. Per questo, intorno al VIII secolo, nacque un percorso alternativo che lasciava le vie consolari a Nord di Siena e andava verso Luca traversando l’Appennino in direzione di Piacenza per poi saliva verso i valichi alpini. Si trattava di sentieri, spesso piuttosto stretti e anche non lastricati, che venivano chiamati  via Francisca, Romea o Franchigena perché portavano in Francia.

Pellegrini in cammino sulla Via Francigena

Pellegrini in cammino sulla Via Francigena

Passavano eserciti, mercanti, sovrani ma soprattutto pellegrini desiderosi di salvare l’anima con un viaggio verso la tomba di San Pietro. La prima testimonianza scritta è del 990 quando il Vescovo Sigerico andò da Cantembury a  Roma per ricevere il “pallium” segno del suo ministero. Indicò nel suo diario le 79 tappe del percorso che oggi vengono prese come indicazione per il pellegrinaggio moderno.

E il vino Orcia fa il pienone

Una folla mai vista all’Orcia Wine Festival 2015. Inaugurata l’Orcia Wine Class con gli studenti canadesi di hospitality. Cena di gala con giallo finale

Orcia Wine Festival 2015 sale dela cena di gala

Orcia Wine Festival 2015 sale dela cena di gala

Di Donatella Cinelli Colombini

L’unico momento di sconcerto nell’edizione 2015 dell’Orcia Wine Festival è stata la sparizione di 3 tele di Arianna Greco, la pittrice pugliese che dipinge con il vino e esponeva le sue opere nelle sale della cena di gala a Palazzo Chigi di San Quirico d’Orcia. Alla fine di un banchetto delizioso a base di cinta senese, pecorino delle Crete, zafferano … in ricette delicatamente innovative, scopriamo che tre dipinti mancano dalla zona d’ingresso. Il Sindaco Valeria Agnelli sbalordita chiama i Carabinieri che arrivano subito. Primi

Arianna Greco una delle tele scomparse

Arianna Greco una delle tele scomparse

sopralluoghi e il ladro, che evidentemente era ancora in zona, decide di rinunciare. Le tre tele vengono ritrovate la mattina dopo in sacchi dell’immondizia.  Lieto fine ma qualche interrogativo su un gesto che assomiglia più a una bravata che a un crimine.

Per il resto l’Orcia Wine Festival 2015 è stato un successo. Nonostante mancasse un ponte festivo e il tempo fosse piovigginoso, l’afflusso del pubblico è stato imponente.