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Il Tempio del Brunello

Il museo che fa vivere le emozioni dei grandi rossi di Montalcino e dà una cornice prestigiosa , aggiornata e glamour al Brunello trattandolo come un’opera d’arte

 

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Tempio-del-Brunello-Montalcino

di Donatella Cinelli Colombini

Il Tempio del Brunello usa le parti gotiche dell’antico convento di Sant’Agostino, nel cuore di Montalcino, per offrire ai wine lovers di tutto il mondo, un’esperienza emozionante sul vino e sul territorio. Soluzioni architettoniche e tecnologiche molto moderne sui muri medioevali che sovrespongono la doppia anima di Montalcino: quella antica e quella attuale. Due motivi di grande orgoglio che si esaltano a vicenda.

 

OPERA LABORATORI E IL TEMPIO DEL BRUNELLO

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Opera Laboratori, è forse la più grande impresa culturale italiana, e sicuramente quella che ha saputo meglio interpretare il concetto moderno di museo come spazio da vivere, dove i viaggiatori acquisiscono informazioni anche attraverso un’esperienza emotiva e coinvolgente.

 

BRUNELLO COME OPERA D’ARTE

Colpisce la volontà di rispettare l’offerta turistica delle cantine, degli agriturismi e di quanti, nel territorio, offrono visite con degustazione, lezioni di cucina, ricerca del tartufo e altre esperienze dirette della civiltà locale.  Colpisce il rispetto di certe regole, anche a rischio di complicare la comprensione dei messaggi. Il territorio di Montalcino è infatti descritto nella sua attuale dimensione comprensiva del municipio di San Giovanni d’Asso anche se non fa parte del territorio di produzione del Brunello.
Così come colpisce il ruolo protagonista affidato al territorio, raccontato dalla visita aerea dei luoghi attraverso la visione a 360 gradi, attraverso le terre esposte accanto ai paesaggi vitati e attraverso i colori che permettono di creare immagini da ricevere online.

 

Il buon Natale a Montalcino da un’emigrata a Trequanda

Tanti auguri a Montalcino e ai montalcinesi. Nostalgia e memoria, grandi storie e piccoli racconti, nelle parole di Donatella Cinelli Colombini alla sua terra

Natale e Brunello da Bruno Dalmazio

Natale e Brunello da Bruno Dalmazio

Natale è un momento di ricordi e speranze.

Amo Montalcino, è la mia terra, qui ho le radici come le mie viti di Sangiovese. Mi piace la forza austera del suo paesaggio. Ricordo che quando accompagni Saul Bellow – Premio Nobel per la letteratura 1976- a Montalcino, mi fermai lungo il viale della Madonna e lui rimase senza parole, schiacciato da quell’armonia senza tempo, da quelle colline boscose che sembrano un mare in tempesta.

Ho ricordi bellissimi a Montalcino. Li è nata mia figlia Violante perché Montalcino ha la semplicità e l’intimità adatte per i momenti importanti della vita.
Ricordo che da giovane mi colpiva come ci fosse tutto: dalla tipografia al teatro, dal dazio all’ospedale. Quasi un microcosmo che sapeva aggiornarsi velocemente. I miei nonni

Sant'Antimo foto di A.Rabissi

Sant'Antimo foto di A.Rabissi

raccontavano che la luce elettrica era arrivata nella loro casa di Montalcino prima che in quella di Modena, dove abitavano in inverno perché il bisnonno Pio era Rettore della locale Università. In effetti quando ritornai dopo un soggiorno di nove mesi a Lille in Francia (1978-9), trovai Siena esattamente come l’avevo lasciata e Montalcino piena di cantieri e di iniziative. Montalcino ha sempre sfornato talenti: ricordo quelli della mia giovinezza Giuseppe Bovini massimo esperto di arte bizantina e Walter Paccagnini segretario particolare di Paolo Emilio Taviani …. in anni recentissimi Roberto Guerrini e Maria Luisa – Lulù- Padelletti entrambi giuristi.

I giovani del Brunello si preparano all’anteprima

Foto di gruppo per i Brunello juniors, una squadra unita e decisa a vincere su uno scenario mondiale;  sarà protagonista a Benvenuto Brunello 2013

Benvenuto Brunello prove per la foto di gruppo

Benvenuto Brunello 2013 foto di gruppo per 70 giovani

Grandi preparativi per la presentazione del Brunello 2008 e del Brunello riserva 2007 in programma a Montalcino. Sono attesi oltre 200 giornalisti e 5.000 operatori che assaggeranno i vini di 135 cantine. Per riceverli un’intera area del centro storico di Montalcino diventa la “cittadella del Brunello” comprendente il Chiostro di Sant’Agostino e l’adiacente palazzo cinquecentesco Pieri che vengono collegati e ampliati con tendostrutture, il Palazzo Vescovile e il Teatro settecentesco degli Astrusi. Insomma per l’occasione Montalcino si mostra con tutto il suo nobile passato.
Benvenuto Brunello 2013 vedrà i giovani del Brunello protagonisti e quindi sono loro a comparire nella foto di gruppo che costituirà l’immagine simbolo dell’evento. Sono tanti, ma proprio tanti perché il territorio del Brunello è calamita e palestra per giovani talenti della viticultura, dell’enologia e del marketing del vino. In una nazione con il 37% di disoccupazione giovanile la terra del Brunello si pone in versione anti-ciclica e dei 2000 occupati del comparto uno su quattro ha meno di 30 anni.