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Zonazione favorevoli e contrari

Molti la chiedono ma dove è stata fatta usa soprattutto confini amministrativi e non legati al terroir. Ha senso dividere così le denominazioni del vino?

 

zonanzione-Vino-Nobile-di-Montepulciano-diviso-in-Pievi

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Di Donatella Cinelli Colombini

Per anni la vertenza legale su Cannubi aleggiava come uno spauracchio nei confronti della zonazione. Era insomma l’esempio di come l’istituzione di sottozone potesse innescare conflitti e divisioni.
Ma ora arriva un soffio di ottimismo. Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, sapientemente guidato dal Presidente Andrea Rossi, ha portato a termine la zonazione del suo territorio di produzione in tempo record,  dividendolo in Pievi. Colpisce la velocità dell’operazione anche nei confronti di quella del Chianti Classico che ha discusso per otto anni il suo progetto UGA – Unità Geografiche Aggiuntive e, per ora, lo usa solo per la Gran Selezione.

 

UNITA’ GEOGRAFICE AGGIUNTIVE NEL CHIANTI CLASSICO E PIEVI NEL VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO

Ma soprattutto colpisce come Rossi sia riuscito ad utilizzare la zonanzione, che apparentemente divide, per ricompattare le fila dei produttori di Vino Nobile dopo anni di scontri che avevano portato alla nascita di due cordate avverse al consorzio.

Langhe-Barolo

zonazione-Barolo

Approvazione all’unanimità a Montepulciano, mentre solo il 90% di consensi nel Chianti Classico.
I chiantigiani hanno istituito 11 sottozone: Castelnuovo Berardenga; Gaiole; San Casciano; San Donato in Poggio (comprensivo dei territori di Barberino, Tavarnelle e Poggibonsi) e Vagliagli mentre il grande comune di Greve in Chianti è stato suddiviso in 4 parti: Greve, Panzano, Lamole e Montefioralle.
Il percorso verso la zonazione è molto avanti nel Barolo, Barbaresco. Comincia a prendere forma nelle contrade dell’Etna ed è oggetto di grandi discussioni a Montalcino.

 

LA ZONANZIONE E’ VANTAGGIOSA SOLO IN TERRITORI GRANDI PER ESTENSIONE E PRODUZIONE

Va comunque detto che per giustificare una zonazione serve una base produttiva oltre che un territorio grande. Nel Chianti Classico l’area interessata è di 70.000 ettari con 7.200 ettari iscritti all’albo del Chianti Classico e una produzione media di 35-38 milioni di bottiglie che nascono in circa 500 cantine.

Sommelier italiani: grandi vittorie e grandi sconfitte internazionali

Matteo Montone miglior giovane sommelier del mondo 2019 e debacle italiana ai campionati del mondo a squadre dei sommelier con l’ultimo posto

Campionato-del-mondo-a-squadre-sommelier-2019-sommelier-italiani-ultimi

Campionato-del-mondo-a-squadre-sommelier-2019-sommelier-italiani-ultimi

Di Donatella Cinelli Colombini

In sintesi i fatti sono questi: il 12 ottobre nel Castello di Chambord in Francia si è svolta la settima edizione del concorso a squadre per Sommelier a cui hanno partecipato le equipe di 27 Nazioni del mondo e la squadra italiana, per il secondo anno consecutivo, è arrivata ultima.

MATTEO MONTONE MIGLIOR GIOVANE SOMMELIER DEL MONDO

18 ottobre a Londra l’italiano Matteo Montone ha vinto il titolo mondiale Chaîne des Rôtisseurs young sommelier of the year gareggiando sotto la bandiera britannica.
Due eventi quasi concomitanti ma con esito opposto fanno riflettere sulle competenze dei sommelier del vivaio italiano. Evidentemente il talento naturale non manca e

Matteo-Montone-campione-mondiale-giovani-sommelier

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le basi formative sono buone. Infatti, girando per il mondo, è facile trovare connazionali che si occupano del servizio del vino nei più importanti locali di Oslo, Londra, Toronto… oppure campioni del calibro di Paolo Basso che ha vinto il titolo di miglior Sommelier del mondo ASI nel 2013 concorrendo per la Svizzera.
Ma il punto è proprio questo, come mai i nostri Sommelier dispiegano le ali e volano alto solo quando vanno all’estero? Il caso di Matteo Montone è esemplare, lui è nato a Milano ed è diventato sommelier in Italia nel 2012 ma l’anno dopo è partito per la Gran Bretagna. Nel 2015 è arrivato settimo nella gara per miglior sommelier italiano.
Commentando il concorso per il miglior giovane sommelier del mondo The Drinks Business fa notare che negli ultimi 10 anni i professionisti del servizio del vino che operano in UK hanno sempre conquistato il primo o il secondo posto. Quest’anno il secondo è stato Jonathan Eichholz dagli USA seguito dall’australiano Andres Aragon al terzo posto.