CASATO PRIME DONNE UNA CANTINA DI BRUNELLO E NON SOLO (1)

Montalcino Casato Prime Donne 2007 Famiglia di Orlando Orlandini

CASATO PRIME DONNE UNA CANTINA DI BRUNELLO E NON SOLO (1)

SE CERCATE UNA CANTINA CHE VI SORPRENDE VENITE AL CASATO PRIME DONNE. QUI VI RACCONTERÒ COSA TROVERETE OLTRE A DEI GRANDISSIMI BRUNELLO E A ESPERIENZE UNICHE

 

Montalcino 2018 Premio Casato Prime Donne con vincitrice Sara Gama

Montalcino 2018 Premio Casato Prime Donne con vincitrice Sara Gama

di Donatella Cinelli Colombini, winedestinations, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

C’è la convinzione che le cantine siano tutte uguali. In parte è vero perché molte si assomigliano. Del resto, botti e vasche da fermentazione sono delle stesse tipologie quasi ovunque. Per questo gli architetti hanno cercato di disporli in modo estetico con un effetto wow anche se spesso questo va a discapito dell’enologia. Si perché il colpo d’occhio di tini tutti uguali è più armonioso ma difficilmente sarà possibile avere quantità identiche di uva da metterci dentro. Nella maggior parte dei casi servono contenitori da vinificazione di dimensioni diverse per poter separare l’uva di vigneti, vitigni e maturazioni diverse.

LE CANTINE DEVONO RACCONTARE OGNUNA LA PROPRIA STORIA

Se aggiungiamo all’uniformità dei contenitori del vino la somiglianza delle spiegazioni sui processi produttivi di una determinata denominazione capirete perché molti visitatori rifiutano di visitare due cantine della stessa zona a meno che non abbiano caratteri distintivi enormemente diversi come un castello medioevale, oppure essere arrivati primi nella classifica TOP 100 di Wine Spectator.
Nelle lezioni di enoturismo io mi diverto a mostrare delle immagini di cantine di una specifica regione chiedendo <<dove credete che sia?>> e nella maggior parte dei casi la risposta è <<Toscana>> perché è il modello di paesaggio rurale più imitato del mondo. Invece le immagini sono dell’altra parte del pianeta.

Montalcino Casato Prime Donne 2006 Alessandro Grazi I Gangheretti

Montalcino Casato Prime Donne 2006 Alessandro Grazi I Gangheretti

Per questo, le cantine che vogliono raggiungere il successo turistico devono cercare di distinguersi. Vanno benissimo gli interventi dei grandi architetti. La loro opera creerà sicuramente ammirazione ma difficilmente susciterà quel legame di affetto, stima e condivisione che trasforma un visitatore in un cliente abituale. Il gioco sta nel mantenere un legame stretto con il territorio e la storia aziendale costruendo su questo la cornice del vino. Sono buoni esempi le cantine di Caterina Dei di una famiglia nota per il commercio lapideo e soprattutto del travertino. La sua cantina è una cattedrale dedicata al Vino Nobile di Montepulciano e del travertino. Altro buon esempio è Ciacci Piccolomini d’Aragona, il cui titolare Paolo Bianchini, sarebbe diventato un campione di ciclismo se non avesse fatto il wine maker. Le sedie fatte come manubri di biciclette, cimeli di grandi ciclisti, foto… tutto racconta la passione per il Brunello e le due ruote. Questo è esattamente ciò che va fatto.

PER CREARE UNA WINE DESTINATION BISOGNA RENDERE UNICO UN LUOGO AUTENTICO

Anch’io ho cercato di fare lo stesso. Il Casato Prime Donne è uno specchio delle mie convinzioni: si tratta della prima cantina italiana con un organico di sole donne. Finanzia un premio dedicato al talento femminile. Questo aggiunto al desiderio di celebrare l’orgoglio montalcinese si trasforma in tante esperienze coinvolgenti per i visitatori. Ci sono i pannelli che raccontano episodi storici, una degustazione itinerante con accompagnamento musicale … ma qui vorrei parlarvi del “Percorso delle Prime Donne”.

Montalcino Casato Prime Donne- 2008 ACQUA E VINO DI STEFANO CARLUCCI

Montalcino Casato Prime Donne- 2008 ACQUA E VINO DI STEFANO CARLUCCI

IL PERCORSO DELLE PRIME DONNE PER RIGENERARSI NEGLI OCCHI E NEL CUORE

Ogni anno la giuria del Premio Casato Prime Donne sceglie un personaggio capace di ispirare le donne e specialmente le giovani. La vincitrice detta una dedica che rimane per sempre nel territorio del Brunello. Alcune di esse sono molto belle e capaci di incoraggiare ma tutte esortano le donne ad accettare le sfide della vita e il cambiamento. Accanto a ogni dedica c’è un’istallazione artistica. All’inizio queste opere erano di artisti vicini a Donatella poi si è fatta largo l’idea dell’incubatore di talenti giovanili. In pratica il premio Casato Prime Donne viene usato come un trampolino per chi ha particolari capacità. Giovani artisti, orafi, pasticceri …. ricevono una spinta verso il successo professionale che li fa diventare esempi positivi per i loro coetanei.
Il Percorso delle Prime Donne è un itinerario che percorre la cantina e i vigneti del Casato Prime Donne e permette di godere il bellissimo paesaggio della Val d’Orcia, meditare leggendo le dediche e vedere come le installazioni artistiche modificano il panorama introducendovi significati nuovi. Molte sono infatti nel filone della “land art” che si integra nella storia e nel paesaggio. Alcune sono parte dell’offerta turistica perché è possibile entrarci dentro per fare selfie o comprendere meglio il Brunello e la sua terra.
Qui ho scelte 6 di esse

2008 ACQUA E VINO DI STEFANO CARLUCCI

Questa è un’istallazione che continua la sua crescita nel tempo e si trova sul muro esterno della zona di vinificazione. Ogni anno viene realizzata una piastrella che arricchisce questo ‘Calendario del Brunello’ che riporta le stelle dell’annata, insieme ad un evento o traguardo aziendale importante. Le onde al centro sono un omaggio alla Prima Donna 2008, Josefa Idem campionessa di canoa da 7 medaglie olimpioniche che proprio nel 2008 conquistò il secondo gradino del podio sfatando il luogo comune che vuole lo sport agonistico come un monopolio dei giovani
Dedica di Josefa Idem <<Motivazione è riuscire ad abbattere le barriere mentali, superare i propri limiti, raggiungere la capacità di esprimersi al meglio; solo mettendosi in gioco si può capire cosa si è in grado di fare, a costo di fallire, vale la pena provarci. Anche per questo atteggiamento ho il coraggio di dire che nulla è impossibile>>



                                                                       
Cinelli Colombini
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