Ornellaia va in museo

Ornellaia Vendemmia d’artista

Ornellaia va in museo

La Vendemmia d’autore di Ornellaia ribalta il concetto moderno di opera d’arte e porta un prodotto di uso comune, il vino, nei musei anziché nelle cantine

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Ornellaia Vendemmia d’artista

Ornellaia Vendemmia d’artista

Non è la prima volta che un grande artista crea l’etichetta di un vino, basta pensare a Mouton Rothschild con le etichette di Miró, Chagall, Braque, Picasso, Dali …. ma in questo caso le bottiglie – opere d’arte finanziano il museo e lo finanziano a colpi di centinaia di migliaia di Dollari. Succede con la Vendemmia d’artista di Ornellaia che quest’anno sostiene l’Armand Hammer Museum di Los Angeles, un centro culturale dove sono esposti Rembrandt, Tiziano, Goja…
Lo scorso anno le bellissime bottiglie di Ornellaia create dall’artista John Armleder hanno raccolto un milione e mezzo di Dollari in nove aste. Quest’anno le bottiglie

Mouton Rothschild

Mouton Rothschild

della Vendemmia d’autore sono firmate da Yutaka Sone. Per trovare l’ispirazione l’artista giapponese si è recato nelle cave di marmo di Carrara, dove Michelangelo traeva il materiale per scolpire, in quel luogo lunare i Frescobaldi hanno organizzato un pic nic per lui e per i suoi due amici. Il paesaggio, la conversazione, il cibo e il vino di Ornellaia erano l’armonia perfetta che egli ha rappresentato nelle etichette ed ha trovato nei bicchieri. 100 doppi Magnum (3L), 8 Imperiali (6L) e un unico esemplare di Salmanazar (9L) oltre all’etichetta speciale che Yutaka ha creato per il formato 0,750. Una bottiglia con la sue etichetta verrà messo in ogni cassa di Ornellaia 2013.

John Armleder Ornellaia Vendemmia d'Artista

John Armleder Ornellaia Vendemmia d’Artista

Insomma l’unione di vini e brand fra i più prestigiosi dell’universo enologico mondiale e delle star dell’arte contemporanea crea un mix di grande successo. Qualcosa di straordinario e prezioso. Alcune delle 9 edizioni della Vendemmia d’autore sono memorabili, ricordo quella di Michelangelo Pistoletto che ha finanziato la Royal Opera House di Londra. Una spirale in materiale riflettente che si attorciglia sulla Doppia Magnum e diventa una tridimensionale nella Salmanazar. Stupende anche i convolvoli metallici di Rebecca Horn per Ornellaia 2008.
Opere queste che mi portano a una riflessione l’opera d’arte torna ad avere un’aurea di unicità preziosa. Un carattere che sembrava scomparso da quasi un secolo inghiottito dalla cultura di massa e dall’avvento della fotografia, del cinema e dal design industriale.
Bisogna fare un passo indietro, Il cinema aprì le porte a un nuovo concetto di arte – riproducibile e multisensoriale – ora forse il vino e la ricerca di un lusso esclusivo fa percorrere alla cultura un cammino inverso. La storica divisione fra arte e artigianato fu rimessa in discussione con l’art and crafts alla fine dell’Ottocento e poi con saggi come quello di Walter Benjamin “L’opera d’arte nell’epoca della riproducibilità

Rebecca Horn con le sue Ornellaia

Rebecca Horn con Ornellaia

tecnica” (1936) che discutevano proprio il nuovo atteggiamento verso l’arte e degli artisti all’interno delle culture di massa e della loro strumentalizzazione anche a fini politici. Infatti, con il cinema e la fotografia l’opera d’arte cessa di essere unica e patrimonio esclusivo di un’elite. Con la vendemmia d’autore, assistiamo a un percorso inverso: un prodotto di uso comune, il vino, si unisce all’arte per diventare esclusivo e straordinario fino a trasformarsi in opere uniche – Imperial e  Salmanazar delle Vendemmie d’artista- talmente costose e famose da entrare nei musei privati invece che nelle cantine. Se questo non è mito!

wine-destination

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