Qual è meglio? Il Brunello 2006 o il 2007
Il Brunello di Montalcino e gli altri vini
Al Casato Prime Donne sicuramente il 2007 grazie ai nuovi vigneti giunti alla maturità produttiva e qualitativa
Si tratta di due vendemmie strepitose e consecutive, caso rarissimo nella storia del Brunello. Due vendemmie valutate con 5 stelle, tuttavia due annate molto diverse far loro
Vale la pena esaminarle per capire cosa le accomuna e come la migliore uva di Sangiovese a Montalcino possa nascere in situazioni molto diverse per cui non esista una “ricetta” come in cucina, quanto piuttosto una serie di circostanze naturali che si combinano fra loro e devono essere capite e valorizzate da vignaioli e enologi.
Nel 2006 ci fu un inverno piovoso che idratò il terreno e aiutò le viti a sopportare il caldo torrido di luglio. Il resto dell’estate fu ancora piovosa con giornate persino fredde. L’invaiatura (cambiamento del colore degli acini da verde a blù) avvenne “come da manuale” velocemente e completamente. Il sole tornò a metà settembre e rimanendo per tutta la vendemmia. Le giornate calde e la tendenza delle fermentazioni a procedere velocemente con immediati picchi termici, costrinsero la cantiniera Barbara Magnani a un’abbondante uso di ghiaccio secco.
L’uva era caratterizzata da acini piccoli, con buccia elastica e una grande propensione a trasferire nel vino i suoi polifenoli conferendogli un eccezionale contenuto di tannini e antociani.
Il 2007 fu un’annata molto diversa, praticamente non ci fu l’inverno. A gennaio, nei luoghi soleggiati, era possibile
pranzare fuori come in Sicilia. A primavera, finalmente arrivò la pioggia che continuò in estate interrompendo il caldo con temporali e drastici abbassamenti della temperatura. La maturazione dell’uva di Sangiovese fu, anche quell’anno, molto regolare e la vendemmia iniziò con pochissimi giorni di anticipo sul calendario tradizionale. Il solo carattere anomalo della vendemmia 2007 fu l’acidità dell’uva che si mantenne alta
anche con contenuti zuccherini elevati e si riequilibrò solo nel vino con la fermentazione malolattica.
I caratteri che accomunano le due produzioni sono la pioggia che non fece soffrire la sete alle viti e l’abbondanza dei polifenoli estraibili in un’uva sanissima e matura. Tutto il resto fu diverso anche se il risultato è eccellente in entrambi i casi.









