Cinque Champagne e qualche sorpresa per una cena Gourmet
Cena dello Champagne per i Gourmet di Siena al Convito di Curina con lezione di Andrea De Agostini appena ammesso nell’Ordre des Coteaux de Chamagne
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ lui che spiega ai Gourmet di Siena, guidati da Alessandro Bonelli, la storia, il vocabolario e gli abbinamenti dello Champagne durante una cena dal menù particolarmente raffinato. Ecco l’antipasto: baccalà mantecato con purè di ceci ,mousse di raviggiolo e bottarga di Orbetello in foglia di zucchini.
Prima e principale raccomandazione di Andrea De Agostini è quella di non fermarsi ai marchi più grandi ma cercate fra i piccoli produttori nelle petit maison che esprimono meglio il territorio. Solo così è possibile districarsi fra 300 milioni di bottiglie di Champagne che nascono su suoli molto diversi e in zone anche distanti. I vigneti che producono le bollicine più famose del mondo sono divisi in tre categorie: 17 Grand Cru, 41 Premier Cru e 261 i Sanz cru. Già questo è un indizio di complessità ma in bello viene dopo …
La lezione di De Agostini ci da qualche delusione: fino alla metà dell’Ottocento lo Champagne era dolce e veniva bevuto in coppa. Le prime bollicine secche arrivano nel 1870 circa. E noi che immaginavamo cenette romantiche in castelli da fiaba fra principi azzurri e cenerentole ….
Altra piccola delusione riguarda il mitico Don Pérignon che non è stato l’inventore dello Chamagne ed era pure
astemio. L’abate ha messo a punto la tecnica produttiva e niente di più. Un personaggio chiave è Barbe Nicole Ponsardin – W le donne alla riscossa – la celebre vedova Clicquottitolare della cantina dove è stata inventata la pupitre cioè la struttura a V rovesciato con i fori in cui vengono infilate le bottiglie nel periodo in cui il vino è a contatto con i lieviti.
Vi trasmetto alcune delle informazioni apprese durante la deliziosa cena al Convito di Curina
E’ importante imparare il vocabolario dello Champagne:
• millesimato – riporta in etichetta l’anno della vendemmia e significa che non contiene vino di anni diversi. E’ un chiaro indice di qualità superiore
Le uve utilizzate per lo Champagne sono principalmente tre: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot meunier. A seconda del tipo d’uva
utilizzata abbiamo tre tipologie
• Blanc de Blancs fatto di sole uve bianche – Chardonnay oppure Petit Meslier, Arbanne, Pinot blanc
• Blanc de Noir fatto da uve nere vinificate in bianco – Pinot Noir o Pinot meunier
• Rosé saignée (salasso) da uve nere vinificate dopo un breve contatto delle bucce col mosto oppure d’assemblage unendo a un vino bianco una piccola percentuale di vino rosso durante l’assemblaggio della cuvée.
Dopo anni e anni a contatto dei lieviti lo Champagne viene stappato, privato dei lieviti e aggiunto del liqueur d’expédition costituito da vino, spesso maturato in barrique, e zucchero. La quantità di zucchero da origine a una varietà di tipologie:
• Pas Dosé senza aggiunta di zuccheri ha residuo dolce inferiore a 3 g per litro. Sono gli

baccalà mantecato con purea di ceci, mousse di raviggiolo e bottarga di Orbetello in foglia di zucchini
Chmpagne più secchi dal gusto deciso. Il mio preferito per l’aperitivo.
• Extra Brut fino a 4-6 grammi per litro, Champagne secchi generalmente caratterizzati da una nota di acidità
• Brut meno di 12 grammi di zucchero per litro, è lo Champagne da tutto pasto, ha un sapore pieno
• Extra dry meno di 12 -17 grammi per litro, hanno un sapore più morbido
• Sec (Dry) oppure in Italia Satèn 17-35 g per litro di zuccheri. E’ quello che preferisco per le serate d’estate, accompagna meravigliosamente le confidenze al chiaro di luna
• Demi sec 32-50 g per litro di zuccheri
• Doux oltre i 50 g di zuccheri è la tipica bollicina da dessert









