Strade del Vino e Web un amore possibile
All’ International Wine Tourism Conference 2012 di Perugia Donatella Cinelli Colombini e Antonio Gnassi analizzano i siti web delle Strade del Vino italiane
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La ricognizione è partita dagli uffici turistici e dai siti web di 9 Strade del vino: Barolo, Franciacorta, Piana Rotaliana, Costa degli Etruschi, Vino Nobile di Montepulciano, Sagrantino, Castel del Monte, vini dell’Irpinia e dell’Etna.
Inizio io con l’esame degli uffici turistici: in pratica solo le 3 Strade del vino del Centro Italia hanno dei punti informazione al pubblico gestiti direttamente le altre si appoggiano agli uffici delle amministrazioni locali oppure non ne hanno affatto. I contenuti dei siti sono generalmente ricchi ma presentano numerose criticità; spesso sono solo in italiano e spesso sono privi di informazioni sui vini. L’analisi rivela inoltre problemi più profondi e più gravi.
L’offerta è costruita sul prodotto non sul cliente. Invece le Strade italiane batteranno la concorrenza di quelle francesi, spagnole e tedesche solo se sapranno rispondere ai bisogni e alle motivazioni di viaggio dell’ospite. Cioè se offriranno itinerari per coppie o famiglie, wine lovers, amanti del lusso, giovani, gay …. Inoltre se struttureranno l’offerta in base alla
durata delle visite: poche ore, short break, vacanza … e ultimo, ma non meno importante, se spiegheranno come arrivare da casa fino in cantina adattandosi alla nuova geografia degli aeroporti low cost. L’accessibilità percepita e reale sarà, nei prissimi anni, la chiave del successo turistico.
Invece le Strade del vino italiano sono difficili da capire anche nel nome. Il wine lover di Toronto intuirà che i vini di Bolgheri sono nella Strada del Vino Costa degli Etruschi? E quello che vuole fare turismo del vino nelle cantine del Teroldego saprà che sono nella Strada del vino della Piana Rotaliana? E una volta accertata questa circostanza sarà scoraggiato aprendo il sito e trovando mele e asparagi? Attualmente il vino è spesso un coprotagonista presentato insieme a agriturismi, artigianato e monumenti d’arte con un effetto di poca chiarezza e poca efficacia.
La cosa più grave, tuttavia è la mancanza di un portale nazionale delle Strade del vino che le presenti in modo organico raggruppandole in base ai servizi offerti ( attrezzate e non attrezzate) e alle caratteristiche prevalenti: Strade de grandi vini, Strade dei vini e dei sapori, Strade dei vini e della natura e così via. Infatti chi cerca con Google, trova decine di Strade del vino fra cui è impossibile orientarsi anche perché appaiono molto simili le une alle altre. E’ indispensabile, invece, che appaiano diverse le une dalle altre. Una regia nazionale consentirebbe azioni di comunicazione e marketing molto più efficaci a vantaggio di tutto il comparto ma soprattutto imposterebbe la catalogazione dell’offerta in modo omogeneo e cumulabile in un solo data base.
Alle mie valutazioni, che premiano la buona volontà dei singoli ma sottolineano la difficoltà di lavorare senza un registanazionale, è seguita l’analisi di Antonio Grassi. Il mio amico professore ha iniziato costatando evidenti errori tecnici: ci sono siti di Strade del vino che usano tecnologia Flasch e si propongo come adatti per iPhon e iPad mentre è noto che queste due tecnologie non dialogano. Oppure siti che dichiarano la loro presenza su twitter ma dal 2010 ad oggi hanno emesse solo due tweet. Da queste analisi Antonio trae lo spunto per una vera e propria lezione sull’article marketing e su come si ottiene il ROI – Return On Involvement. Da qui la

Fattoria del Colle - Antonio Gnassi parla in videoconferenza all'International Wine Tourism Conference
descrizione del funzionamento dell’ufficio stampa “social media” e di come il contenuto del messaggio – necessariamente composto da testi, immagini, video e audio- non basti a renderlo visibile senza un’efficace utilizzo di parole chiave e una altrettanto efficace azione di marketing sui social media.
Chiudiamo con parole di incoraggiamento: la buona volontà evidente nel lavoro fatto è di buon auspicio per compiere l’ultimo pezzo di cammino e vincere il “lizard brain” la corteccia rettile del nostro cervello che ferma la nostra azione per paura di sbagliare. Della serie buttiamoci e vinceremo!









