ISABELLE PERRAUD DEL #METODO DEL VINO
CON LA VIGNAIOLA FRANCESCE ISABELLE PERRAUD E IL MOTTO RIVOLUZIONARIO “LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ” DIVENTA “LIBERTÉ, ÉGALITÉ SORORITÉ” CIOÈ SORELLANZA

Violenza di genere nel vino Isabelle Perraud e Paye Ton Pinard
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
Non è un cambiamento da poco sostituire fraternità con sorellanza. Mentre la libertà e l’uguaglianza valgono per tutti la fraternità è un concetto maschile così come sentire l’altra donna come sorella è un sentiment femminile.
Questo è il manifesto della vignaiola francese che ha fondato dell’Associazione “Paye Ton Pinard” per dare voce alle donne che subiscono molestie in cantina mentre tutti si girano dall’altra parte.
Isabelle Perraud racconta a “Storie di vino e di donne” come nasce Paye Ton Pinard nella forma di un <<Instagram nel settembre 2020 … aperto, responsabile, accogliente, consapevole, sulle questioni del sessismo e della violenza sessuale …. E rompere l’isolamento su queste questioni. L’associazione è stata fondata nel mese di agosto 2023, per essere un vero collettivo dove ogni donna può impegnarsi in prima persona se lo desidera>>.
PAYE TON PINARD PAGA IL TUO VINACCIO E’ IL METOO DEL VINO
Paye ton Pinard significa Paga il tuo vinaccio con un modo gergale di parlare. E’ la perifrasi del blog dell’attivista Francese Anaïs Bourdet “Paye Ta Shnek”( paga la tua shnek termine volgare per indicare i genitali femminili) , che dal 2012 per più di dieci anni, ha condiviso più di quindicimila storie di donne vittime di molestie di strada.
Nell’account Instagram di Isabelle Perraud, sotto il titolo, leggiamo <<Comunità. Denunciamo il sessismo (VSS), l’omofobia, la transfobia, il razzismo nel mondo del vino>>
Sotto sono raccolte testimonianze di vario genere ma tutte molto graffianti.
Dall’account Instagram è nata poi un’associazione con un organico di attivisti <<Siamo dodici e due tra noi sono uomini>> dice orgogliosamente Perraud a “Storie di vino e di donne” descrivendo la bufera mediatica seguita alla pubblicazione delle testimonianze contro un produttore francese.
#Metoo del mondo del vino offre anche consulenza legale e soprattutto una tribuna per le denunce a cui si è rivolta l’italiana Lisa Saverino ha raccontato in un post Instagram le molestie subite nelle cantine di Sicilia, Toscana e Parigi e scrive <Italia e Francia, la stessa lotta>>.
Anche nel nostro Paese c’è chi lavora al contrasto alla violenza di genere nel vino per esempio il progetto #TUNONSEISOLA dell’Associazione Nazionale “Le Donne del Vino” ideato per promuovere iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione sulla violenza di genere, creato dopo il femminicidio delle donne del vino Donatella Briosi e Marisa Leo.
LA DIMENSIONE ENORME DELLA VIOLENZA DI GENERE NEL MONDO DEL VINO
Proprio nei giorni scorsi Oliver Styles è tornato sull’argomento con un articolo su WineSearcher <<Immagina di lavorare in un settore in cui, ogni due giorni, una donna presenta una denuncia per violenza sessuale o molestie. Benvenuti nel settore vinicolo. È questo il numero di testimonianze che Isabelle Perraud, viticoltrice e attivista che gestisce l’account Instagram Paye ton Pinard, ha ricevuto negli ultimi anni>>
La gravità dei fatti è di vario genere e, in certi casi, ha portato a vere e proprie indagini per passare dalla denuncia anonima alla gogna pubblica degli stupratori. Azioni di denuncia che hanno portato Isabelle Perraud in tribunale con l’accusa di diffamazione ma hanno permesso di scoperchiare una pentola di orrori.
La Perraud riceve circa 15 testimonianze al mese <<coloro che commettono violenze sessuali e molestie contro le donne (e in alcuni casi, contro gli uomini) non sono, in genere, personaggi noti o di alto profilo. La maggior parte, a suo avviso, sono persone che ricoprono una posizione di potere organizzativo nei confronti delle vittime>>.
I RACCAPRICCIANTI CASI DI CAPI UOMINI CHE ABUSANO DELLE DONNE
C’è la giovane che viene molestata e poi si sente dire <<portavi i pantaloni corti>> come se l’abbigliamento fosse un via libera per gli aggressori e Paulina, la donna violentata durante una festa del raccolto a Château Margaux nel 2016. C’è la donna che si vede sollevare la gonna dal suo capo mentre è al bar con i colleghi. Loro rimangono zitti e questo senso di impunità spinge il capo di violentarla nel bagno poco dopo. <<Gli uomini devono smetterla>> dice Isabelle Perraud <<Il problema è la violenza maschile; il 96% degli stupratori sono uomini. Gli uomini ne parlano, dicendo ‘cosa possiamo fare?’, ma sono gli unici responsabili. Gli uomini devono occuparsene. Gli uomini devono essere più consapevoli del problema. Dobbiamo appoggiarci su brave persone, su bravi uomini>>.
E’ triste che in Italia non ci sia niente di simile perché purtroppo il problema non è solo francese. Anzi, dal numero dei nostri femminicidi, è possibile che da noi le cose siano anche più gravi. Purtroppo, l’alcol funziona da disinibitorie e quindi è possibile che il settore del vino sia uno dei più colpiti dalle violenze di genere. In tutto il mondo.
Ma c’è una frase che va sempre ricordata <<il silenzio rende complici>>. Far finta di non vedere perché è più comodo, offre protezione ai violenti. A volte dire subito <<basta>> è meglio che sentirsi in colpa per non aver evitato il peggio.






