E come per magia il Lions Firenze Brunelleschi va in diretta
Il giornalista Pietro Di Lazzaro e il regista Alessandro Mencarelli fanno entrare i Lions dentro il TG raccontando la tecnica e gli aneddoti che ci sono dietro
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Vi è mai capitato di vedere un conduttore TV con la faccia quasi sfuocata? Osservate con attenzione la nota giornalista di un programma sportivo e vedrete un effetto simile. Ebbene è una tecnica che serve per cancellare le rughe e ringiovanire il volto togliendo dettaglio al colore dell’incarnato. Funziona bene quando le rughe sono poche ma se sono troppe quasi annebbia la faccia.
Questi e tanti altri particolari hanno portato i soci del Lions Club Firenze Brunelleschi, riuniti a cena a Villa Viviani, a scoprire come nascono i telegiornali. Pietro Di Lazzaro, da qualche mese alla redazione RAI di Firenze dopo anni al TG2 e a EatParade, è un amico di vecchia data del Presiedente Carlo Gardini.
A lui il compito di spiegare le differenze fra il TG regionale, più a diretto contatto con il territorio e quello
nazionale dove c’è una maggiore attenzione sulle notizie ma anche uno spazio enorme dato alla politica e agli esteri. C’è anche una differenza fra i pezzi trasmetti alle 13 e quelli per il serale che sono più lunghi (oltre un minuto) ma meno briosi. L’edizione che va in onda all’ora di cena ha anche il compito di anticipare i quotidiani della mattina dopo. Insomma c’è una sorta di guerra per bruciarsi le notizie.
<<Un tempo i telegiornali nazionali si differenziavano, ora invece sembrano tutti uguali>> spiega Di Lazzaro <<il flusso continuo di informazioni che arriva via internet ha cambiato anche il giornalismo televisivo. Ormai il telegiornale viene montato nell’ultima ora prima della messa in onda, dare le notizie in ritardo non è più accettabile>>. Per capire la differenza basta pensare che <<nel 1993 facemmo la prima diretta dai Georgofili un giorno dopo lo scoppio della bomba, invece dopo il gravissimo incidente al treno di Viareggio la nostra troupe cominciava a trasmettere in diretta alle 4 di mattina cioè quattro ore dopo l’esplosione>> ha confermato Alessandro Mencarelli.
La parte più curiosa della serata è iniziata quando Pietro di Lazzaro si è mosso con il microfono fra i tavoli intervistando i Lions come in un programma televisivo. Qualche imbarazzo e poi tutti sono stati al gioco con reazioni sempre più vivaci e addirittura invertendo i ruoli. Alla frase di Pietro di Lazzaro sugli strafalcioni che vengono detti in diretta <<sono errori ma in fondo noi non ammazziamo nessuno>>
e indicando il Primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Firenze << non è come se sbaglia il Professor Stefano Grifoni >> ma lui è scattato in piedi con una replica che ha scatenato una risata generale << non è mica detto … anche voi …>>.
Per chiudere qualche curiosità sulla sede RAI di Firenze che nasce per la radio. A Firenze veniva registrata la Corrida di Corrado e esistono ancora degli studi attrezzati per simulare i rumori durante la produzione degli sceneggiati radiofonici: una stanza piastrellata che dà l’impressione dei suoni in un bagno, una vecchia serratura e persino tanti tipi di pavimento per riprodurre il calpestio su un acciottolato anziché su vecchie tavole di legno. Insomma dopo 90 anni di radio e 60 di televisione, questo mondo ci stupisce ancora.










