FACEBOOK INSTAGRAM E IL VINO UN AMORE FINITO?

Facebook-Instagram-mettono-al-bando-il-vino

FACEBOOK INSTAGRAM E IL VINO UN AMORE FINITO?

Facebook e Instagram mettono il divieto di pubblicare contenuti per vendere, regalare o scambiare alcolici e tabacco

Di Donatella Cinelli Colombini 

Facebook-Instagram-mettono-al-bando-il-vino

Facebook-Instagram-mettono-al-bando-il-vino

E pensare che Facebook è il social network più utilizzato dalle cantine italiane e Instagram è in rapidissima crescita come luogo di incontro fra wine lovers e wine makers!
Ed ecco la doccia fredda. Con l’inizio di agosto è vietato pubblicare contenuti collegati con la compravendita di alcolici o tabacco, cioè vendere, scambiare, trasferire, regalare alcol e tabacco su Facebook e Instagram. I due canali social di Mark Zuckerberg obbligano cantine, enoteche e anche semplici appassionati, che vogliono utilizzarlo, a restringere tali contenuti agli utenti di età superiore a 18 anni.

Facebook e Instagram mettono al bando il vino

Almeno per il momento gli influencer possono pubblicare foto con botti, vigneti, calici, tavolate, degustazioni ma il colosso del social ha dichiarato che sta lavorando per capire come gestire i contenuti sponsorizzati che, anche indirettamente, influenzano le vendite. Vietare la visualizzazione dei post su alcolici e tabacchi, ai minori di 18 anni, è l’estensione di una restrizione simile che già esisteva in Facebook Marketplace, l’hub di e-commerce della piattaforma dedicata agli scambi da utente a utente. Il sistema di controlli sarà elettronico e umano e le probabilità di ricevere la cancellazione di profilo o pagina, a causa di contenti anche molto ingenui, legati al vino, appare purtroppo probabile.

Come useranno Facebook le cantine e i wine lovers?

Mi chiedo come useremo Facebook in occasione di Calici di stelle, Cantine aperte, Vinitaly … o anche piccoli eventi come cene degustazione oppure per promuovere le visite in cantina e persino l’arrivo di un buon rating su una bottiglia. Altra cosa difficile da capire è come limitare la visibilità ai minori di 18 anni.

E poi c’è tutto il segmento dei viaggi enogastronomici che stanno aumentando la loro importanza nel comparto turismo.  Sarà vietato parlare anche di quelli? C’è solo da sperare che i colossi del turismo on line si facciano sentire, infatti la differenza fra il business mondiale del vino (80 miliardi che diventano 200 nei consumi) e del turismo (1.300 miliardi) è talmente enorme e l’investimento nel web è così gigantesco che forse riuscirà a far cambiare le decisioni di  Zuckerberg.
Nell’insieme la prospettiva di una migrazione in massa della community di chi ama il vino, su un social network più wine – friendly appare verosimile, perché sentirsi osservati e giudicati come dei colpevoli in “libertà vigilata” è decisamente fastidioso. Io capisco la necessità di contrastare l’abuso di alcol e il fumo così come impedire la vendita di bottiglie contraffatte, ma non voglio neanche sentirmi minacciata perché non mi sembra di fare cose sbagliate.

wine-destination-wine-experiences-spa-accommodation

wine-destination-wine-experiences-spa-accommodation