Il consumo di bevande alcoliche in Italia

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Il consumo di bevande alcoliche in Italia

L’ISTAT ci mostra un’evoluzione verso il consumo occasionale (41,5%) con le donne che raggiungono quasi la parità di genere

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Secondo l’ISTAT aumentano le bevute fuori dai pasti (30%) mentre calano al 20% i bevitori abituali.

 

LE DONNE EGUAGLIANO GLI UOMINI FRA I BEVITORI SALTUARI

La crescita delle donne è più che evidente: hanno percentuali molto più basse fra chi beve tutti i giorni (30% maschi, 10% femmine) ma hanno quasi raggiunto la parità di genere fra chi consuma alcolici ogni tanto (47% maschi, 45% femmine).
Rispetto al vino, il gentil sesso dimostra una maggiore affezione, infatti la scelta del nettare di bacco riguarda il 65% dei maschi e il 43% delle donne ma lui beve in egual misura anche birra o alcolici di altro tipo mentre lei dimostra una predilezione più netta e sceglie birra solo nel 37% dei casi e aperitivi e superalcolici nel 34%.

 

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CHI HA STUDIATO DI PIU’ BEVE SPESSO MA NON TUTTI I GIORNI

Altro elemento riguarda il collegamento fra il titolo di studio e il consumo periodico di bevande alcoliche: i laureati bevono più di chi ha il diploma elementare a conferma della correlazione con i riti sociali collegati un certo status. La sorpresa arriva dall’esame dei dati sui consumatori giornalieri e il titolo di studio. In questo caso la distanza fra i due sessi è netta: qualunque sia l’età degli uomini le percentuali di bevitori abituali sono più basse per chi ha una laurea o un dottorato. Per le donne le differenze sono minori e, fra le over 65 anni, c’è addirittura un’inversione di tendenza per cui le bevitrici abituali sono soprattutto le più acculturate che forse, dopo una vita professionale più intensa, indulgono maggiormente nei piaceri del palato.
Se andiamo a vedere le regioni dove l’incidenza dei bevitori abituali è maggiore troviamo la Basilicata.

 

PRIMO CONTATTO CON L’ALCOL FRA 11 E 16 ANNI

L’ultimo elemento dell’indagine ISTAT riguarda il consumo di bevande alcoliche da parte di minori. Il fenomeno è davvero preoccupante per gli effetti tossici dell’alcol sul corpo di bambini o adolescenti. Fra gli 11 e il 15 anni di età il 40% dei maschi e il 24% delle femmine dichiara di aver bevuto alcolici fuori pasto almeno una volta, un dato che lascia intravedere l’esperienza precoce di binge drinking. Infatti fra i 16 e i 17 anni, età maggiormente a rischio per le bevute abbondanti in sequenza ravvicinata, le percentuali salgono rispettivamente al 57% e al 45%.

 

L’USO DI ALCOL DA PARTE DEI MINORENNI DURANTE I PASTI

Fa riflettere l’uso di bevande alcoliche dei minori durante i pasti, situazione che potrebbe far pensare a un primo contatto fra i giovani e l’alcol, in ambiente domestico. Le percentuali sono altissime specialmente per le ragazze (74,9%) e lasciano immaginare situazioni familiari in cui il piccolo assaggio di vino al figlio adolescente non viene considerato pericoloso abbassando, nel giovane, la percezione del rischio del consumo d’alcol. Si tratta di un atteggiamento completamente sbagliato.
Chi ama il vino deve insegnare ai figli a berlo in età adulta, in piccole quantità con lentezza. Solo godendo ogni sorso, è possibile godere la magia e l’emozione del frutto più nobile della terra.

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