Il restauratore delle botti: il bottaio Pietro Romiti

rigenerazioni delle botti

Il restauratore delle botti: il bottaio Pietro Romiti

Nelle sue mani le botti tornano nuove e possono ancora produrre grandi vini. Il bottaio Pietro Romiti ci racconta il suo lavoro

rigenerazioni delle botti

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Pietro Romiti , <romitipietro@gmail.com>,  ha lavorato nelle cantine di  Giovanni Conterno e Aldo Conterno, Marchesi di Barolo, Fontanafreda, Antinori, Masi, Fattoria di Palazzo vecchio, Al Bano Carrisi, Il Cerro, Vietti …. poi ha avuto un infortunio sul lavoro e questo lo ha costretto a fermarsi per molto tempo. Ora ricomincia a lavorare con la fatica di chi deve di nuovo farsi largo nel mondo. Ha iniziato da dipendente e ora lavora in proprio.

La rigenerazione interna delle botti consiste nell’asportazione della parte di legno esausta. Si tratta di circa 5 millimetri di spessore che il bottaio rimuove mettendo a nudo il legno che non ha avuto contatto col vino. Nelle botti grandi Pietro entra dalla portella e lavora all’interno senza smontare i fondi in modo che la botte, dopo la rigenerazione, sia subito pronta per essere riempita di nuovo. Le barriques invece vengono smontate. Il maestro bottaio pialla tutte le doghe, una per una e poi le rimonta a regola d’arte. Il lavoro viene svolto presso le cantine in modo da ridurre i costi e mostrare ai cantinieri tutte le fasi del lavoro e la cura che viene messa in ogni passaggio.

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