Io e gli Argiolas storia di una lunga amicizia

Argiolas tutta la famiglia

Io e gli Argiolas storia di una lunga amicizia

Il titolo esatto dovrebbe essere <<Io e Pina Argiolas, Violante e Francesca Argiolas 20 anni di un’amicizia vignaiola>>

Argiolas tutta la famiglia

Argiolas tutta la famiglia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ho conosciuto prima il Turriga prima di Pina Argiolas. Quel vino sardo potente e elegante insieme, di statura internazionale e di carattere assolutamente autoctono mi affascinò a tal punto che in un’intervista risposi alla domanda <<quale vino vorrebbe produrre?

Turriga Argiolas

Turriga Argiolas

>> risposi <<Turriga>>. Seguì una telefonata e Pina Argiolas mi sembrò una gentildonna d’altri tempi. L’immaginavo con colletto in merletto e crocchia di capelli argento e invece, era una bella e giovane insegnante in tailleur rosso. Lo raccontai in un’altra intervista che la fece molto ridere.

Cantine Argiolas

Cantine Argiolas

Parte da li un’amicizia che è passata attraverso la collaborazione nel Movimento del Turismo del vino quando io ero presidente nazionale e lei, con sforzi eroici, riusciva persino a partecipare alle riunioni del CdA “in continente”. Nasce in quell’epoca una consuetudine che scatena il riso e le prese in giro delle nostre figlie. Il primo giorno di Vinitaly Pina mi porta un vassoio di pasticcini sardi appena fatti e io ricambio con un oggetto di artigianato toscano. In futuro, per semplificare le cose (e per la gioia di mio marito), ci scambieremo dei vini, ma questa tradizione è come un fil rouge che simboleggia il nostro affetto.
Quindici anni fa andai, con Giacomo Tachis, all’inaugurazione della splendida cantina Argiolas progettata dall’architetto Savin Couelle con uno stile moderno ma assolutamente sardo. Ho un

Antonio_Francesca_Valentina_Argiolas

Antonio_Francesca_Valentina_Argiolas

grande ricordo di quel viaggio, del patriarca Antonio, delle loro case accanto alla cantina, ma soprattutto dell’affetto di Pina e di sua cognata Marianna, pediatra costantemente inseguita dalle telefonate delle mamme ansiose. Tachis mi diceva <<queste donne hanno un coraggio invincibile>> lasciando capire che parte del successo Argiolas era nella forza tranquilla delle due cognate. Una forza che aveva consentito alla famiglia di affrontare tutte le difficoltà. E ce ne sono state di difficoltà, soprattutto dopo, enormi. Quando penso a certe telefonate che ci siamo scambiate dopo la morte della figlia mi viene ancora da piangere. Ora, in casa Argiolas, ci sono Francesca e Valentina e i nuovi nati bellissimi. Sono contenta che mia figlia Violante abbia legato con Francesca e vada spesso con lei alle riunioni AGIVI (Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani). Hanno un carattere diverso, più volitivo Francesca e più sognatore Violante ma si vogliono bene e questa è l’unica cosa che conta. Perché produrre grandi vini e dare nuove prospettive a interi territori, come hanno fatto gli Argiolas, è possibile solo se dietro tecnica e coraggio c’è anche un grande cuore con tanti amici.