Salumificio Santoro, #lesantorine il salame fashion
Il Salumificio Santoro ha applicato una regola di Oscar Farinetti: fai cose buone e fallo sapere… soprattutto nel mondo social. Di Ignazio Anglani
Nella campagna di Cisternino, in un ambiente incontaminato fra muri a secco, trulli, boschi e campi, troverete il Salumificio Santoro. E’ forte il contrasto fra i colori caldi della campagna e lo stabilimento, bianco e candido per garantire la sterilità.
Producono un Capocollo di Martina Franca Presidio Slow Food straordinario, ma anche filetto lardellato, pancetta e vari salami. Per garantite l’alto livello qualitativo hanno creato la “Comunità del Suino della Valle d’Itria”. I loro salumi sono riconoscibili perché aromatizzati con vin cotto di Verdeca ed affumicati con legno di fragno. Stanno producendo anche una selezione di capocolli a lunga stagionatura ed uno lavorato con l’Es di Gianfranco Fino, che lo scorso anno era stato prodotto in soli 4 pezzi.
Conosciamo ora i produttori. Oltre a Giuseppe Santoro e Pietro Caramia nel laboratorio ci sono #lesantorine Angela e Micaela Santoro. Allegre, sorridenti, fashion e molto social.
Pensate che fare il salumiere sia noioso? Loro vi dimostreranno che è il lavoro più bello del mondo. Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, diceva Confucio. Se ami il tuo lavoro ed è parte integrante della tua vita sarà una passione e quindi divertente.
Angela e Micaela hanno ideato due hashtag che usano per la comunicazione: #lesantorine e #opencapocollo. Sono riportati anche su un braccialetto che regalano ai personaggi famosi, degustatori, o clienti che diventano gli ambasciatori del prodotto. Giusto per citarne alcuni: Oscar Farinetti, Luciana delle Donne, Fede&Tinto, Adua Villa, Teo Musso, Nichi Vendola, Roy Paci, ma anche ristoratori come Le Macare o Antonella Ricci e Vinod Sokar e tanti altri.
Oltre agli hashtag c’è la frase “non mi basti mai” che tutti pensiamo assaggiando qualcosa di buono. Alla consegna del braccialetto viene fatta una foto da inviare sui social!
Ho chiesto a #lesantorine di parlarmi di un incontro particolarmente importante ed Angela mi ha risposto che sicuramente è stato quello con Carlin Petrini. ” Grazie per aver scelto di tornare alla terra.” Gli ha detto Il fondatore di Slow Food. “Cosa avete fatto nella vita?” Angela ha raccontato degli studi economici e Micaela del conservatorio … una storia che cambia guardando la grande passione del padre per i salumi, per l’artigianalità e la tradizione. “Vedere due ragazze giovani e belle come voi fare un lavoro come questo è meraviglioso. Grazie” ha detto alla fine il mitico Carlin e loro emozionatissime si sono messe a piangere.
Ma c’è un altro episodio da citare. Selvaggia Lucarelli alla presentazione del suo libro ha detto a Angela e Micaela “Brave per aver scelto di fare #lesantorine e non le veline”.
Gustate i loro salumi nelle versioni classiche come taglieri, panini o pizze, ammiratene la bellezza e abbinateli ad un tipico rosato del Salento. Provateli anche in versioni stuzzicanti come un crostino di pane pugliese con Capocollo, fichi e
vincotto. Lo chef Mimmo Persano ha ideato un futomachi capocollo, fioroni e mandorle tostate, da abbinare ad un Cruasè o un Franciacorta Riserva Rosè.
Trovate le #lesantorine in tanti eventi perché, per loro, la promozione dei prodotti è un mantra. Quando credi fortemente in qualcosa diventa reale e il capocollo del Salumificio Santoro è arrivato da Harrods! Essere in una vetrina tanto importante è un successo per l’azienda e per tutto il territorio!
#lesantorine di certo non passano inosservate. Hanno sempre qualcosa di fluo: gioielli, abiti, borse! Per capire chi delle due è Micaela basta guardare i capelli, i suoi sono biondi, verdi, bianchi… controllo su facebook… ora sono rosa, ha spesso colori e tagli particolari e molto belli. Angela è più semplice.
Dovete conoscere #lesantorine, assaggiare i loro prodotti ed esclamare #nonmibastimai!
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini










