La classificazione di Bordeaux di nuovo in tribunale

Classifica-di-Bordeaux-Angelus

La classificazione di Bordeaux di nuovo in tribunale

Classificazione degli Châteaux di Bordeaux nella bufera: la graduatoria del 2006 annullata, quella del 2012 in tribunale e c’è il rischio di brutti contraccolpi

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di Donatella Cinelli Colombini

Leggendo in Wine Searcher quello che succede in Francia nella più grande zona del vino, Bordeaux, risulta evidente il valore economico di una classificazione e gli scontri che ne possono scaturire. Forse è meglio lasciar fare al mercato invece di creare delle graduatorie che, anche quando vengono decise con la massima correttezza, creano sempre vincitori, vinti e scontenti.

LA CLASSIFICA DEGLI CHATEAUX DI BORDEAUX

La bufera sulla classificazione degli Châteaux di Bordeaux del 2012 segue quella del 2006 che portò all’annullamento della decisione.
L’attuale vertenza inizia nel 2013 quando 3 vigneron intentano una causa civile e poi sporgono denuncia al procuratore di Bordeaux su presunti illeciti nella redazione della classifica che crea una piramide fra tutte le maggiori cantine. I tre produttori avevano visto i propri cru declassati o addirittura cancellati, si tratta di Pierre Carle (Château Croque Michotte), André Giraud (Château La Tour du Pin Figeac) e Jean-Noël Boidron (Château Corbin Michotte).

SUL BANCO DEGLI IMPUTATI DUE PERSONAGGI DI SPICCO: DE BOUARD E CASTEJA

Classifica-di-Bordeaux-Château Trotte Vieille

Classifica-di-Bordeaux-Château Trotte Vieille

Sul banco degli imputati Hubert de Boüard di Château Angélus e Philippe Castéja di Château Trotte Vieille che vengono indagati per conflitto di interessi per aver partecipato alla decisione che ha fatto salire Angélus a livello di Grand Cru Classé A e ha mantenuto lo status di Trotte Vieille a Grand Cru Classé B.
In effetti due titolari delle celebri cantine sono membri influenti delle loro denominazioni e dell’INAO cioè dell’organismo che decide la classifica delle cantine bordolesi.
Ovviamente entrambi negano fermamente di aver commesso illeciti. Forse è vero ma certo <<la moglie di Cesare non deve essere solo onesta, deve anche sembrare onesta>> e le apparenze sono contro di loro.
Infatti Castéja è anche direttore di uno dei principali negociant di Bordeaux – Borie-Manoux – e in aggiunta è stato presidente dell’organismo professionale della Classificazione del 1855.
Ancora più imbarazzante la posizione di de Boüard che durante la procedura di classificazione, tra il 2007 e il 2012, ha ricoperto, contemporaneamente, una posizione di rilievo nel comitato nazionale INAO, è stato amministratore del Consiglio del vino di Saint-Émilion, presidente del gruppo Premier Grands Crus di Saint-Émilion, un membro del CIVB, e vicepresidente dell’Unione des Grands Crus de Bordeaux.
Se esaminiamo come sono usciti dalla famigerata classifica del 2012 gli Châteaux in cui De Boüard ha avuto consulenze o incarichi gestionali noteremo che tutti sono andati piuttosto bene: oltre a Angélus, è stato promosso Château Bellevue in cui De Boüard è stato, in passato, comproprietario e supervisore, così come ha salito di grado Châteaux Pressac e Ferrand, di cui è stato consulente, mentre le cantine dove egli è consulente – Grand Corbin, La Commanderie, Clos des Jacobins e La Rose, hanno mantenuto la classificazione precedente.
Hubert de Boüard e Philippe Castéja sono stati indagati dalla magistratura e nell’estate 2019 sono stati rinviati a giudizio. Se verranno riconosciuti colpevoli rischiano una pena fino a cinque anni di reclusione e una multa fino a € 500.000.

LA CLASSIFICAZIONE DI BORDEAUX: UN ESEMPIO DA SEGUIRE?

Sulla vicenda è intervenuto Loïc Pasquet, il discusso proprietario di Liber Pater, che vende i suoi vini al prezzo più alto di ogni altra cantina del mondo. Pasquet ha consigliato a Pilippe Castéja di dimettersi dai suoi numerosi incarichi <<per proteggere l’immagine di Bordeaux, che ha davvero bisogno>>.
Benzina sul fuoco dunque.
Tutta la questione fa riflettere e se da un lato i 3 querelanti affermano che alcuni parametri della classificazione del 2012 sono stati modificati dopo la presentazione delle domande e senza la dovuta divulgazione, per favorire, tra gli altri, i produttori più grandi con i loro vigneti, tipi di suolo specifici, strutture per conferenze e ricettività…. Dall’altra ci sono due esponenti di spicco dell’enologia francese che forse hanno la sola colpa di sedersi su poltrone importanti, poltrone per le quali sono stati nominati oppure eletti proprio per la loro competenza.

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