L’AI SPINGE TUTTI I TURISTI NEGLI STESSI POSTI

L’AI SPINGE TUTTI I TURISTI NEGLI STESSI POSTI

VINCONO I SOLITI NOTI. L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CONSIGLIA LE DESTINAZIONI PIU’ RECENSITE O CON MAGGIORI TRACCE DIGITALI E CONSEGUENTEMENTE FAVORISCE L’OVERTOURISM

L'intelligenza artificiale tende a indirizzare i turisti negli stessi luoghi

L’intelligenza artificiale tende a indirizzare i turisti negli stessi luoghi

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Il 56% degli statunitensi usa l’Intelligenza artificiale per avere suggerimenti sulle destinazioni da visitare e creare un itinerario. I turisti italiani usano l’AI soprattutto per tradurre i menù, trovare idee di viaggio e prenotare.
Il ricorso al mezzo elettronico deriva dalla speranza di avere un consigliere TOP che aiuta a scoprire posti nuovi come e meglio dell’amico che va in giro ad esplorare. Invece i grandi portali del turismo come Google Maps, TripAdvisor ripetono per migliaia o milioni di volte la stessa segnalazione. Alla fine invece di essere uno strumento che accresce le opportunità di scoperta dei territori, dei ristoranti e degli alberghi, i portali mandano sempre e solo negli stessi posti.

SE TUTTI SEGUISSERO I CONSIGLI DELL’AI IL 57% DEI TURISTI ANDREBBE NEGLI STESSI POSTI

Questo è il risultato delle analisi di tre ricercatori: Luca Pappalardo e Marco Minici del Cnr, Giovanni Mauro della Scuola Normale Superiore di Pisa, “The urban impact of AI: modelling feedback loops in location-based recommender systems” pubblicata sulla rivista Machine Learning.
Già adesso il turismo si concentra in pochi posti. E’ un fenomeno evidentissimo in ogni importante centro storico dove ci sono “zone turistiche” e altre strade e piazze dove incontrare un visitatore è molto meno frequente. I dati storici sulla mobilità urbana, dicono che il 10% dei luoghi attirano il 33% dei turisti. Ma se tutti i visitatori seguissero i suggerimenti algoritmici, quella percentuale salirebbe al 57%. Un fenomeno esattamente opposto rispetto ai bisogni del nuovo turista desideroso di scoprire luoghi autentici e lontani dal turismo di massa. Così come questo fenomeno è all’opposto dei bisogni dei residenti.

IL FEEDBACK LOOP URBANO DELL’AI MOLTIPLICA L’OVERTOURISM

Ma come mai un sistema che dovrebbe essere concepito per stimolare l’esplorazione ha invece un effetto esattamente opposto? Il problema è il “Feedback Loop” urbano
In pratica le piattaforme digitali come Google Maps, TripAdvisor, Yelp o TheFork utilizzano i location-based recommenders per consigliare attività, ristoranti o attrazioni ai turisti. Chi segue i loro consigli e va nei luoghi indicati lascia altre tacce digitali perché prenota, recensisce e posta immagini. Queste tracce digitali alimentano l’algoritmo che tende a focalizzare ancora di più la sua proposta.
Come è facile immaginare questo meccanismo che si autoalimenta ha effetti devastanti sulla vita delle città turistiche.
Che l’IA avrebbe avuto l’effetto di concentrare i flussi verso i “soliti noti” era facile da indovinare perché si tratta di un algoritmo e quindi di un meccanismo che lavora sui numeri e propone le cose che hanno maggiore presenza digitale e recensioni più abbondanti. Allo stato attuale l’IA non è concepito per scoprire nuovi ristoranti buonissimi come farebbe l’amico gourmand. Oppure non riesce a portare il visitatore davanti a un’opera d’arte così inaccessibile che gli sembrerà di essere l’unico ad averla vista. E ancora non manda i turisti al mercato contadino piccolo ma pieno di prelibatezze con 2000 anni di storia. In altre parole attualmente l’AI alimenta il turismo di massa e non quelle esperienze memorabili e autentiche a cui aspira il turista contemporaneo, specialmente se è giovane, ricco e digitale.

L’OVERTOURISM CHE STA UCCIDENDO I CENTRI STORICI E’ ACELLERATO DELL’AI

Credo che l’intelligenza artificiale generativa troverà il modo di rispondere efficacemente a questo problema ma intanto il problema c’è e l’overtourism sta uccidendo i centri storici. E’ un problema politico, come ha giustamente osservato Sabina Montevergine autrice di un ottimo articolo di Gamberorosso  sull’indagine dei 3 studiosi italiani. <<Finché le piattaforme potranno riscrivere la geografia delle città senza dover rispondere a nessuno, e finché i soggetti istituzionali preposti continueranno a ignorare la questione, lamentarsi che tutti vanno sempre negli stessi posti è un esercizio di pura retorica>> commenta sconsolata la Montevergine <<I dati dicono che è esattamente quello che l’algoritmo ha deciso per noi. E noi continuiamo a prendere in mano il telefono.>>



                                                                       
Cinelli Colombini
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