Massimo Bottura primo ristorante del mondo

Massimo Bottura premiazione del 50 Best restaurant 2016

Massimo Bottura primo ristorante del mondo

Il successo di Massimo Bottura dell’Osteria Francescana può trasformarsi in un propulsore del nostro agroalimentare e nella riscossa dell’Emilia Romagna

Massimo Bottura premiazione del 50 Best restaurant 2016

Massimo Bottura premiazione del 50 Best restaurant 2016

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La premiazione del “The Diner Club 50 Best Restaurant Award” si è svolta a New York il 13 giugno. Come l’Oscar per il cinema è il premio più ambito e più difficile da ottenere perché sono in lizza i migliori locali del mondo messi sotto il microscopio da una giuria di 1.000 esperti.
Nel 2016 ha vinto Massimo Bottura con l’Osteria Francescana di Modena e dopo di lui si sono piazzati El celler de Can Roca, Girona (Joan Roca); Eleven Madison Park, di New York (Daniel Humm); Central di Lima (Virgilio Martinez); Noma di

50 Best Restaurant Award 2016 il vincitori Massimo Bottura

50 Best Restaurant Award 2016 il vincitori Massimo Bottura

Copenhagen (René Redzepi), Mirazur di Mentone (Mauro Colagreco), Mugaritz di San Sebastian (Andoni Luis Aduriz), Narisawa di Tokyo (Yoshihiro Narisawa), Steirereck di Vienna (Heinz Reitbauer) e Asador Extebarri di Axpe (Victor Arguinzoniz). Fra i primi 50 del mondo gli italiani sono 4 e tutti tristellati.

Massimo Bottura viene da una famiglia di grossisti di prodotti petroliferi, ha studiato giurisprudenza ed è nato e cresciuto a Modena. Ha aperto il suo primo ristorante a 24 anni e poi ha girato il mondo per imparare: Georges Cogny, Alain Ducasse, poi un periodo a New York e ancora da Ferran Adrià nel mitico El Bulli.Ha l’alta cucina nel sangue ma l’Emilia nel cuore. Nel 2005 scrive il libro “Aceto balsamico”, nel 2006 “Parmigiano Reggiano” e poi “PRO. Attraverso tradizione e

Premio Italia a tavola 2015 DonatellaCinelliColombini MassimoBottura

Premio Italia a tavola 2015 DonatellaCinelliColombini MassimoBottura

innovazione”. Dopo il terremoto del 2012 aiuta i produttori di parmigiano reggiano che avevano visto rotte a terra migliaia di forme di formaggio.
Non solo ha l’Emilia nel cuore ma ha un cuore grande. Durante l’Expo ha ideato il Refettorio Ambrosiano dove i più grandi chef del mondo hanno cucinato per i diseredati utilizzando scarti alimentari. Progetto che verrà replicato a Rio durante le Olimpiadi in favore della popolazione delle favelas.
Massimo è un grande uomo nonostante la corporatura esile e ripeto ha l’Emilia nel cuore.
Eppure non sembra che l’amministrazione della sua regione si sbracci tanto per lui e per il suo ristorante Osteria Francescana nel cuore di Modena. Maggiore attenzione

Massimo Bottura

Massimo Bottura

a livello del governo centrale ma ancora niente in confronto a quello che ha fatto il governo danese per il ristorante Noma di Copenhagen che ha vino per 4 anni di fila del “50 best restaurant”. Noma è diventato lo strumento di sdoganamento della cucina scandinava, da una storica fama negativa. Strategia che ha dato i suoi frutti proiettando un’immagine migliore sui ristoranti danesi che hanno trovato la voglia e il coraggio di qualificarsi e infatti fra i TOP 50 questa nazione è l’unica ben rappresentata in tutta la Scandinavia.
Un esempio da imitare quello dei danesi, un esempio che dovrebbe ispirare la giunta dell’Emilia Romagna a rilanciare la regione come meta golosa in Italia. “Bologna la grassa” è il soprannome di una città dalla cucina opulenta. Una città che ha gastronomie senza eguali e una tradizione di manualità che parte dalle case e arriva nell’alta ristorazione rinnovandosi in modo creativo. Forza allora …. a Modena avete il ristorante che è sul tetto del mondo.

Massimo Bottura - Osteria Francescana

Massimo Bottura – Osteria Francescana

La classifica “50 best restaurant” è davvero la più importante del mondo. Arrivare in cima è un’impresa temeraria, quasi impossibile e avere il vincitore in Italia è un onore e un’opportunità. L’Osteria Francescana può diventare il fiore all’occhiello di una regione che fa rinascere la sua fama golosa e una nuova etica del cibo.
Dai Governatore Bonaccini, provaci!!!!! Ecco cosa ha detto al quotidiano La Stampa Massimo Bottura <<E poi lavoriamo per il turismo, quello vero, non il mordi-e-fuggi che lascia dietro di sé solo delle bottigliette vuote. Facciamo cultura, perché da sempre la cultura è anche quella che si mangia, come sapeva Mario Soldati quando, nel suo viaggio sul Po, spiegava che per capire la cultura di un luogo bisogna per prima cosa andare al mercato. E infine aiutiamo l’agricoltura. I veri creatori sono i contadini. Noi elaboriamo quello che loro producono>>.
Bottura ha impostato la sua cucina sulla valorizzazione delle grandi materie prime soprattutto emiliane – parmigiano, prosciutto aceto balsamico in primis- a cui ha aggiunto creatività e maestria insieme a un senso civico che gli fa onore perché, come dice lui << la conoscenza apre la coscienza e la coscienza porta alla responsabilità>>.
Cosa vuoi di più Bonaccini!!!
Ho incontrato Massimo Bottura una sola volta a Firenze durante la premiazione di Italia a Tavola 2015 e mi colpì la sua tensione, aveva la brigata di cucina del Noma nel suo ristorante e scalpitava per il tempo dedicato ai discorsi dei politici. Abbigliamento francescano quasi da intellettuale, corporatura esile e sguardo vigile ma soprattutto un’energia quasi elettrica che si propagava a quelli intorno e ora, forse, deve trovare altri obiettivi perché è proprio arrivato in cima.

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