Metti un giorno una ragazza di campagna a Pitti Immagine Uomo
Incontro/scontro di due mondi: il racconto “in jeans e scarpe da ginnastica” della mia incursione nel mondo della moda maschile in occasione di Pitti Immagine Uomo a Firenze.
Come un’imbucata alla festa di Cenerentola (il riferimento al vino DOC Orcia prodotto alla Fattoria del Colle di Donatella Cinelli Colombini è tutt’altro che casuale, ma bensì voluto), martedì 8 gennaio, invitata da un gruppo di blogger, ho visitato la fiera della moda maschile che ogni anno (se ho ben capito per due volte, a gennaio e giugno) rende Firenze la città della moda maschile, nell’affascinante cornice della Fortezza da Basso.
Non ho competenze in merito, e quindi non provo neanche a descrivere pantaloni, giacche, camice o cravatte, di ogni forma colore e dimensione. Ma proprio perché fuori contesto, forse ho potuto apprezzare più di altri, con una sana incoscienza e in modo un po’ naÏf, la cornice pittoresca dell’evento.
C’era una distesa di libri nella piazza principale della fortezza con un claim che incitava alla lettura. Messaggio forte e giusto, ma allora perché vedere quei libri buttati là, come gettati via, mi rimandava più alle immagini di Fahrenheit 451 anziché ad inno alla cultura? Mi aspettavo che qualcuno appiccasse il fuoco da un momento all’altro.
Il messaggio si ribaltava poi appena entrati nel padiglione centrale, dove il soffitto era cosparso di libri aperti che penzolavano sulle nostre teste. Adesso sì, adesso sento forte il messaggio che leggere può far librare le idee nell’aria e volare alte. Se volevano creare un effetto di contrasto, ci sono riusciti in pieno.
Ho riso tanto quando ho visto un albero di calzini tutti colorati. Anche lì divertimento e spunti di riflessione. Un albero di calzini? Teniamo protette e al caldo le nostre radici? Perché no. Se questo era il messaggio, mi piace. Se non c’era nessun messaggio volontario, beh, a me posso dire che ne hanno dato uno, e anche simpatico.
E se il salone di Pitti Immagine è dedicato alla moda maschile, non mancano comunque belle signorine con tacchi vertiginosi negli stand, ed anche in giro per la fiera, hostess che fornivano dalle buste (vuote…una cosa alquanto bizzarra) a pubblicazioni di vario tipo.
La più simpatica l’ho incontrata io comunque. Una ragazza tutta pepe con un gran cappello, degli occhialoni alla Sandra Mondaini e un rossetto rosso fuoco, con l’aria stralunata e subito pronta a fare con me uno scatto che ho titolato “Sequestrate a Pitti”.
gadget_Björn_Borg
L’ ultima grande risata davanti allo stand di Björn Borg, che ho scoperto aver firmato una collezione di underwear per uomini, dallo stile stravagante e colorato, accompagnato dai gadget più singolari della fiera: dei preservativi. La prima reazione è di ilarità, come si vuole da una ragazza di campagna come me. Però…a pensarci bene, il messaggio è simpatico, giusto e malizioso. Ci sta. I preservativi di Björn Borg sono il giusto abbinamento alla sua collezione.
Me ne sono andata contenta, e tornando alla campagna ripensavo che alla fine noi italiani la moda la sappiamo fare, perché non ci mettiamo solo la qualità consona al Made in Italy di alto livello, noi ci mettiamo lo stile. Lo dicevano anche dei manifestanti dentro al padiglione… “Facite comm’ facimme nuje” (indossando un cappotto arancione di lana di Casentino…)
Visto per voi dall’inviata Bonella Ciacci












