Novello … ma vi piace ancora?

castagne e vino novello

Novello … ma vi piace ancora?

Il vino Novello sembra in piena crisi dopo il boom della fine del Novecento. E’ uscito dalle cantine il 30 ottobre fra l’indifferenza generale

castagne e vino novello

castagne e vino novello

per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ammetto di averne bevuto pochissimo perché non lo amo e ancora meno apprezzo il Beaujolais nouveau con quell’odore da medicinale che lo fa sembrare artificioso. Il mio non è snobismo, solo che trovo molto più piacevole un buon Lambrusco con le castagne e la mortadella. Mi piaceva invece l’apparato di comunicazione che i francesi mettevano in campo per promuoverlo con i furgoni carichi che, allo scoccare della mezzanotte, uscivano dai cancelli delle cantine mentre i consumatori aspettavano nei locali per stappare le prime bottiglie. Un rito collettivo, in diretta TV, il terzo giovedì di novembre, che faceva sembrare tutto una festa.
In Italia il Novello si era diffuso negli anni ’70 con il Vinot di Angelo Gaja ( non ve lo aspettavate vero? ) e il San Giocondo dei Marchesi Antinori a cui si accodarono altri produttori principalmente di Veneto, Trentino e Toscana. Un successo effimero che ha segnato il suo apice alla fine del Novecento. Finito, passato di moda! Vi ricordate il salone del Novello a Vicenza? Si è spostato a Verona e ora non esiste più. 36,3% di bottiglie in meno fra il 2010 e il 2013 e addirittura un -17% negli ultimi 12 mesi. Anche le cantine che ne producevano di più

Beaujolais nouveau

Beaujolais nouveau

hanno ridotto i volumi. Una crisi che dipende dal prezzo troppo alto per un vino da consumo quotidiano in un momento in cui molte famiglie risparmiano su tutto. C’è poi il problema di doverlo vendere in 4-5 mesi che spaventa i dettaglianti alle prese con il calo dei clienti. Soprattutto il Novello è passato di moda. Chi vuole bere qualcosa di diverso chiede una birra artigianale. E’ questa attualmente, la tendenza, anche fra i giovani.
Eppure l’idea di un vino che sa di uva e di mosto, poco alcolico e suadente di per sé mi intriga. Anche se il processo di produzione con la macerazione dei grappoli in serbatoi saturati di anidride carbonica mi è sempre sembrato artificioso quasi una manipolazione della natura. E’ anzi possibile che quel terribile odore del Beaujolais nouveau dipenda proprio dalla macerazione carbonica. La legge francese, infatti, impone di usare solo vino ottenuto da uve macerate di Gamay. In Italia invece questa quantità scende al 40% mentre il resto del vino novello è solo “vino nuovo”. Forse  per quello mi piace di più.