La Montalcino che non ti aspetti

Brunello e Franciacorta per Natale

La Montalcino che non ti aspetti

La terra del Brunello è diversa da come la immaginano i turisti. A Montalcino c’è sempre qualcosa di nuovo, internazionale e trendy ma anche tanti ricordi

Brunello e Franciacorta per Natale

Brunello e Franciacorta per Natale

Di Donatella Cinelli Colombini
Persino io, che ho le radici in questa terra, a volte rimango sbalordita dai personaggi celebri che arrivano e dalle iniziative che si susseguono a raffica. Vi racconto le ultime.

La prima notizia arriva da MontalcinoNews, il notiziario on line che accende i riflettori sulla città del Brunello collegandola, quasi ogni giorno, con i wine lovers di tutto il mondo. Si tratta di un’indagine di AstraRicerche sui vini da regalo per le prossime feste natalizie e mostra come il Brunello sia decisamente la prima scelta con il 55% dei consensi. Batte persino la Franciacorta che ha commissionato il sondaggio. Le 1.500 interviste telefoniche, su un campione di italiani dai 18 ai 70 anni, hanno rivelato che il terzetto Brunello, Franciacorta e Champagne (rispettivamente 54 e 53%) distacca nettamente tutti gli altri vini, ponendosi nell’immaginario collettivo, come brand capaci di comunicare qualità e prestigio, oltre che associarsi all’idea di festa e di tavola importante. 

Il Brunello Prêt-à-Portercreato per Bottega dalla fashion designer equadoregna Denise Focil,

Brunello Bottega

Brunello Bottega

la stilista del brand veneto Alpinestars e di molte celebrità di Hollywood. La sua bottiglia di Brunello ha un’etichetta di ecopelle marrone con un bordo di borchie metalliche ed è contenuta in una scatola, dello stesso materiale, che sembra una borsetta da portare a tracolla. Stile trendy aggressivo ma di grande impatto. Sandro Bottega guida l’antica distilleria di famiglia dal 1983 ed ha saputo trasformare la produzione veneta di grappe nel centro di un’impresa complessa con cantine di Prosecco, Amarone, Brunello ed un export mondiale. 

Per finire ecco la Montalcino più intima e quotidiana, quella che mi emoziona e mi piace di più: <<il profumo zuccherino dell’uva vendemmiata che sale dagli orti e viene in paese, la fragranza del sugo dei pinci che scappa dalle finestre e va in strada, i giorni invernali della buriana quando un uomo scende di corsa in una strada ventosa e vuota e porta da mangiare ai gatti di strada. Allora nascono personaggi e fiabe>> Questa Montalcino ha un narratore d’eccezione, Alessandro Schwed. Scrittore e giornalista (Il Male, Secolo XIX, Il Foglio … libri con Mondadori) con padre ungherese e madre genovese, vive nella nostra terra da 25 anni e la racconta come nessun altro. Il suo libro Montalcino di sorpresa, oscilla fra

Montalcino di sorpresa Alessandro Schwed

Montalcino di sorpresa Alessandro Schwed

passato e presente, fra piccola quotidianità e mito. Ecco una storia della metà del Cinquecento quando l’enorme esercito dell’Imperatore Carlo V con soldati spagnoli, tedeschi e italiani cinse d’assedio Montalcino e <<l’aiutante di campo del comandante spagnolo don Garzia, Roberto do Blanco, durante l’assedio si innamora di una giovanissima ragazza del paese, quasi una fanciulla>>. Accanto c’è una storia di qualche anno fa quando in via Donnoli c’era <<Vasco l’Arabo e quando i bambini andavano a trovarlo nella sua bottega di fabbro artista e gli chiedevano un soldatino di ferro, lui glielo faceva>>. Che posto meraviglioso è Montalcino e quante storie racchiude come gemme dentro uno scrigno.