Nuovi manager per il turismo del vino
Vorresti lavorare in una Strada del vino ? Credi che basti una laurea in lingue? Ebbene ti sbagli, è divertente, stimolante, creativo ma richiede una competenza profonda su tantissimi argomenti.
Chi lavora al front office dell’ufficio turistico di una Strada del vino deve parlare correntemente almeno l’inglese, conoscere a fondo la storia, l’offerta culturale, naturalistica e turistica della zona e soprattutto il vino, ma tutto ciò non basta
di Donatella Cinelli Colombini
Il suo ruolo è talmente importante, ai fini del successo delle Strade del vino, da richiedere la definizione di una specifica figura professionale e del percorso didattico per formarla.
Penso a corsi e a esami non a corsi abilitanti. Stare seduto in un’aula non significa automaticamente imparare ciò che viene insegnato. Credo negli esami e ritengo che in questo caso siano indispensabili, soprattutto se originano una qualifica professionale.
A mio avviso i corsi dovrebbero avere lo stesso schema didattico in tutta Italia. La discrezionalità dei progettisti,
nelle differenti regioni, dovrebbe, a mio avviso, riguardare solo le specificità locali. In altre parole va insegnato come funziona il turismo a livello internazionale ma anche quali e quanti sono i flussi e le destinazioni della propria regione. Allo stesso modo è indispensabile che vengano insegnate ovunque le nozioni presenti nel primo corso da Sommelier ma i nostri futuri addetti devono anche conoscere e visitare le zone vinicole della regione in cui operano. L’Associazione Città del Vino potrebbe efficacemente svolgere il ruolo di agenzia formativa per la sua pluriennale esperienza sul campo e la sua ramificazione sull’intero territorio nazionale.
Ecco i contenuti didattici che ritengo indispensabili:
•Nozioni di storia, storia dell’arte e antropologia culturale, paesaggio e ambiente con specifico riferimento alla propria regione
•Nozioni di viticultura, enologia e degustazione organolettica con specifico riferimento alla propria regione
•Storia e tecnologia alimentare con particolare riferimento alle produzioni agroalimentari della propria regione.
•Turismo: scenari internazionali e locali, turismo del vino, competitività e sostenibilità, modelli di sviluppo; marketing
•Comunicazione e promozione turistica; eventi
•Principi di ragioneria, contabilità, controllo di gestione; legislazione
•Tecnologie per il turismo
•Inglese commerciale
Pensare che l’unico requisito degli addetti al front office degli uffici turistici sia la laurea in lingua straniere è dunque sbagliato. Fra l’altro alcune facoltà sfornano persone capaci di scrivere, leggere ma non di parlare inglese oppure insegnano Dickens e Joyce ma non come scrivere una lettera commerciale.
Vediamo ora quali sono i compiti del nostro addetto, fermo restando che sopra di lui ci vuole un direttore con competenze e esperienze nel mondo del turismo. Questa figura professionale va reperita sul mercato fra chi ha già ottenuto buoni risultati in progetti simili o in strutture turistiche di grande dimensione. Formarla è troppo lungo e persino impossibile perché il suo principale requisito è un ricco portafoglio di contatti commerciali e giornalistici che si ottiene solo attraverso una lunga esperienza.
Ecco dunque la lista delle mansioni dell’addetto o meglio degli addetti al front office della Strada:
• Accoglienza turistica, servizio informazioni e prenotazioni anche per via telematica
• Creazione di pacchetti e offerte a tema
• Ricerca (fiere ecc) e sviluppo di rapporti commerciali con tour operator e agenzie
• Ricerca e sviluppo dei rapporti con la stampa
• Catalogazione dell’offerta e verifica periodica degli standard minimi dei soci
• Aggiornamento dei dati nel data base e nel sito web. News
• Produzione della documentazione digitale, cartacea, fotografica e filmata
• Prima nota, corrispettivi e altra documentazione contabile.
• Segreteria della Strada del vino.









