Sito delle cantine aperte: un tormentone web

Sito-delle-cantine-aperte-caprai-sagrantino

Sito delle cantine aperte: un tormentone web

2° parte sulla comunicazione digitale: sito delle cantine aperte: è difficile essere visibili ma l’assenza è mortale, solo Angelo Gaja può permettersela

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo è particolarmente adatto al commercio elettronico per la sua stessa natura di vendere solo l’immagine dei prodotti e non i prodotti nel senso più fisico del termine. Per questo è presente in internet come nessun altro comparto economico. Anche gli italiani acquistano on line soprattutto viaggi, cioè voli aerei e prenotazioni alberghiere. Il livello tecnico delle proposte virtuali è spesso altissimo in tutti gli elementi della comunicazione: storytelling, digital pr, mobile strategy, social media marketing, web design ….. La competizione per avere visibilità e un’identità ben percepita è dunque fortissima e le nostre cantine, specialmente se medio piccole, fanno fatica partendo dal loro mondo di grappoli e botti.

Sito-delle-cantine-aperte-Frescobaldi

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Soprattutto perché nel turismo le dimensioni aziendali e la marginalità sul fatturato sono completamente diverse da quelle agricole. Ecco che la scarsità di risorse economiche pesa anche sull’immagine virtuale, che invece avrebbe bisogno di qualcuno capace di intervenire ogni giorno aggiornando il blog collegato al sito, promuovendo notizie e immagini nel social network (Facebook, Twitter, Istagram, YouTube, Google+ ….) secondo una coerente strategia di web marketing corretta anche sotto il profilo SEO. Se non bastasse la scarsità di risorse per far fronte a un’attività di comunicazione che appare molto tecnica e molto assidua, c’è poi la scarsità di agenzie di consulenza capaci di affiancare le cantine. Quelle buone sono poche sia per la parte giornalistica che per quella informatica.

Sito-delle-cantine-aperte-Antinori

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Confesso di avere una storia di grandi frustrazioni a causa dei 4 siti che, uno dopo l’altro, sono stati realizzati per la mia azienda negli ultimi 15 anni, così come per l’assistenza successiva; ho incontrato pochissimi consulenti veramente capaci di intervenite efficacemente sul sito, tutte persone italiane che lavorano all’estero. Anche per quanto riguarda la parte giornalistica i bravi o meglio le brave, sono poche. C’è persino chi continua a proporre siti “su misura” mentre il vantaggio di usare CMS come WorldPress è ormai comprovato dal 50% dei siti mondiali che utilizzano questa tecnologia con cui, fra l’altro, le immagini hanno il maggior risalto che serve nella comunicazione attuale. Raccomando di tenere in azienda tutti i codici di accesso del sito e, se c’è, anche del blog. Lasciarli all’agenzia che lo ha realizzato equivale a dare ad altri le chiavi e i registri di cantina.
Avere una buona visibilità internet è un obiettivo difficile da raggiungere che, tuttavia, ha un piccolo paracadute nelle campagne a pagamento. Ma anche su questi investimenti pubblicitari, l’aiuto di un consulente è importante per evitare un’inutile spreco di soldi e per aumentare l’efficacia soprattutto quando la promozione mira a

Angelo-Gaja-solo-lui-può-permettersi-di-non-avere-il-sito

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vendere eventi o prodotti turistici con date fisse per cui deve essere immediatamente efficace. Le proposte turistiche così come i nuovi vini, le news sui premi e le fiere costituiscono la parte dinamica del sito cioè quella che varia con maggiore frequenza e nella quale chi scrive deve fare particolare attenzione a posizione e numero delle parole chiave.

Se avere visibilità in internet è difficile, non esserci è mortale. Consultando l’indagine 2015 di BeSharable vediamo che le cantine dove i fatturati hanno avuto la maggiore flessione negli anni della crisi sono quelle senza attività internet. A chi dice <<neanche Gaja ha il sito internet>> io rispondo che solo chi ha un brand come il mio amico Angelo può permetterselo.

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