Viaggio nell’Umbia dove il vino diventa arte
Il Museo del Vino a Torgiano insieme a Maria Grazia Lungarotti e il Carapace unica architettura dello scultore Arnaldo Pomodoro
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Nella terra dei Santi, dei pittori e dei mercanti medioevali, dove i paesi come Spello, Norcia, Bevagna sembrano dei sogni gotici … c’è un mondo di grandi vini, di prelibatezze gastronomiche e bellezze culturali che fanno sgranare gli occhi e soprattutto aprire la bocca.
Eccoci con l’Union Européenne des Gourmets di Siena e della Toscana capeggiata da Alessandro Bonelli alla scoperta dell’Umbria più inebriante. Prima tappa Torgiano nella cantina Lungarotti dove rimaniamo affascinati dalle bottiglierie antiquarie, una segreta di cui neanche la nostra guida ha la chiave. Ci saluta Chiara Lungarotti giovane bella manager della cantina creata dal padre Giorgio. A
Torgiano, nel Museo del vino, ci aspetta Maria Grazia Lungarotti, la più grande Donna del vino italiana, personaggio leggendario per cultura, capacità d’innovazione e coraggio. Ci raggiunge anche Teresa Severini Lungarotti per sancire un’accoglienza davvero impressionante. Teresa è il nuovo Assessore alla Cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia. E’ visibilmente stanca ma affascinata dalla sua nuova esperienza di amministratore, la capisco benissimo, eh come la capisco. Nel museo scopriamo capolavori, storie e tradizioni in un percorso storico senza eguali nel mondo. L’ho visitato tante volte e sempre lo trovo più ricco.
Anche il pranzo alle Tre Vaselle è degno dei Lungarotti: cornice raffinatissima cibi belli, buoni, umbri e con un pizzico di internazionalità.
Via di corsa per raggiungere Bevagna e il Carapace di Arnaldo Pomodoro, unica architettura di questo grande scultore di 87 anni. E’ una chiglia di rame brunito con zampe rosse; tutto in legno rivestito da uno speciale cemento ricco di silicati e quindi brillante come madreperla. Bellissimo, degno dei Lunelli, la famiglia che produce a Trento il miglior spumante italiano il Giulio Ferrari. I vini, soprattutto il Sagrantino di Montefalco sono così ricchi di tannini da essere difficili da capire. A confronto con le trame delicate e suadenti di quelli Lungarotti, assaggiati a pranzo, quelli Lunelli sembrano dei guerrieri con l’armatura.
Finale culturale a Foligno dove visitiamo Palazzo Trinci insieme a una guida messa a dura prova dalle dotte domante di Tommaso Bucci di Banfi. Gentile da Fabriano e la triste storia di Rea Silvia affascinano tutti. Le strade di Foligno traboccano di gente per i “Primi d’Italia”
festival di gastronomia tipica che ci permette di portare a casa dei salumi di Norcia invecchiati sotto la cenere che hanno un profumo leggermente ammoniacale e un gusto celestiale.
Torno a casa ancora più innamorata dell’Umbria e degli umbri promettendo ai soci Gourmets un viaggio futuro con quello che ancora non abbiamo visto, soprattutto Caprai e San Francesco a Montefalco.












